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Laura Basilico presenta il romanzo “Per il tempo che resta”

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Presenta

 

Per il tempo che resta di Laura Basilico

La scrittrice milanese Laura Basilico presenta “Per il tempo che resta”, un romanzo distopico ambientato nella Milano contemporanea che racconta in presa diretta l’Italia dello scontento di questi ultimi anni. Una vicenda volutamente provocatoria ed esasperata, spesso politicamente scorretta, con personaggi dei quali sarà di volta in volta quasi inevitabile indossare i panni, tanto si sentiranno vicini al proprio vissuto. Una storia drammatica che contiene in sé il seme della fatalità, e che analizza con pungente realismo la complessità degli esseri umani.

 

Titolo: Per il tempo che resta

Autore: Laura Basilico

Genere: Distopia politico-sociale

Casa Editrice: Il Seme Bianco

Collana: Magnolia

Pagine: 176

Prezzo: 15,90 €

Codice ISBN: 978-88-3361-168-6

 

«I minuti trascorrono, dieci, trenta, un’ora, forse due. Non mi muovo. Mi hanno colato il gesso dell’orrore addosso, si è asciugato e sono una statua. Dimentico l’orologio, anche quello da polso, non mi interessa. Il tempo ormai è invischiato in un quadrante liquefatto alla Dalì, non scorre e io non ne faccio parte […]».

Per il tempo che resta di Laura Basilico si apre su un episodio di terrorismo mai accaduto in Italia, ma purtroppo vicino a una possibile realtà, per raccontare – o meglio sezionare – il comportamento dell’essere umano all’alba di una tragedia che coinvolge la società a cui appartiene. Con ritmo sostenuto e una vocazione alla cronaca secca e tagliente, l’autrice immagina uno scenario drammatico in cui lo stadio Meazza a Milano viene distrutto da una serie di potenti esplosioni. In un evento da fine del mondo seguiamo una dei protagonisti, Sara, intenta a scappare da un disastro di corpi ridotti in brandelli e fumo che brucia i polmoni; la donna si trova su una rampa dello stadio che le ricorda l’imbuto dantesco, e proprio all’inferno viene gettato il lettore, un inferno tanto vicino che si può quasi toccare e annusare. Il romanzo è il resoconto crudo e spietato dei giorni successivi a un attentato terroristico, osservati con gli occhi scaltri di una scrittrice che non è interessata a fare becero sensazionalismo ma vuole invece penetrare nell’anima di uomini e donne immersi nel proprio ego e nella propria autoconservazione. Sara, Dylan, Claudio e Barbara si trovano alle prese con il loro vero Io, che non combacia esattamente con l’idea che avevano di loro stessi. Per il tempo che resta è infatti un romanzo in cui niente è come sembra – a partire dalle possibili motivazioni dei terroristi - e in cui le certezze si sgretolano sotto gli occhi attoniti dei protagonisti tanto quanto lo stadio che poco prima era il luogo in cui sentirsi al sicuro. Laura Basilico mette a nudo l’anima dei suoi personaggi, la espone al giudizio impietoso dei lettori e nel mentre fa riflettere su quanto noi stessi siamo abili a nasconderci, e a non accettare la responsabilità delle nostre azioni. Sara è una donna vigliaccamente in fuga vittima di un assurdo fraintendimento su scala nazionale, Dylan è un uomo che non ha mai davvero afferrato la vita ma se l’è lasciata scorrere tra le dita, Claudio vive in un sottovuoto emozionale in cui non può penetrare neanche un granello di felicità, Barbara – come tutti gli esseri umani– vuole disperatamente fare la differenza. Tante sfaccettature di un’umanità al limite, scossa e percossa, autentica quanto basta da provocare empatia quanto disapprovazione. Sara è il vero cuore di questa storia, una donna piena di contraddizioni colta in un momento di smarrimento: “ho assoluto bisogno di sapere perché tutto se ne va in malora, qual è la mia parte di colpa nel declino”. E proprio di declino si parla in questo romanzo, delle derive di un’umanità che non trova più appigli, e di una società che condanna senza appello, che crocifigge senza prove, con la solerte complicità dei famigerati leoni da tastiera.

 

TRAMA. Milano, aprile 2012. Nel corso del derby in notturna Milan-Inter, una spettatrice si allontana apparentemente senza fretta dallo stadio Meazza. Pochi istanti dopo, una raffica di potentissime esplosioni scuote l’impianto, provocando una carneficina. Come mai la donna è uscita proprio in quel momento? E per andare dove? È parte attiva o a sua volta vittima dell’attentato? In una città scossa e spettrale, a queste domande cercheranno di trovare risposta il marito, l’ex fidanzato e una blogger d’assalto. Impresa non facile, in una vicenda dove niente è come sembra e neppure i terroristi sono quelli che tutti si aspettano.

 

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BIOGRAFIA. Laura Basilico è nata a Milano nel 1967. Nel 2008 pubblica per Robin Edizioni il suo primo romanzo “Come un tuono in cerca di pioggia”. Nel 2013 pubblica per Demian Edizioni “Sotto assedio”, un thriller sotto mentite spoglie incentrato sulle difficoltà professionali e familiari di una giovane madre affetta da una grave forma di depressione post parto. Nel 2016 esce per Edizioni Helicon “Donne che conosco”, una raccolta di racconti al femminile che di rosa hanno pochissimo, vincitrice del Premio “Città di Como” 2016 e seconda classificata al Premio “Lago Gerundo” 2016. “Per il tempo che resta” (Il Seme Bianco, 2019) è il suo ultimo romanzo.

 

LA CASA EDITRICE. Il Seme Bianco è una casa editrice del Gruppo LIT che mira a dare voce e a valorizzare autori emergenti ed esordienti, al fine di dare spazio alla potenzialità creativa e alla sperimentazione espressiva che spesso non trovano ascolto in circuiti editoriali più paludati. Pubblica libri di narrativa generale, noir, gialli, saggi, fantasy e raccolte di racconti. Il filo conduttore che unisce i diversi generi è la passione per la scoperta. Scoperta di una particolare visione, di un punto di vista originale che permetta al lettore di curiosare in territori “altri”, siano essi geografici, sociali, generazionali, storici, psicologici, distopici, spirituali.

 

 

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Data di Pubblicazione: 17 febbraio 2020
Categoria: Libri & Editoria
Argomenti: Per il tempo che resta, Laura Basilico, romanzo, Il Seme Bianco, scrittore, libri, attentato, terrorismo, hate speech, esposizione mediatica, Il Taccuino ufficio stampa, ufficio stampa

Roberto Cecchetti presenta il saggio “Il ritmo del desiderio. Da Jung alle pratiche filosofiche”

Lo scrittore, docente di filosofia e analista filosofo Roberto Cecchetti presenta “Il ritmo del desiderio. Da Jung alle pratiche filosofiche”, uno stimolante saggio impreziosito da un’acuta prefazione di Massimo Donà. Nel volume - diviso in una parte più autobiografica e in un’altra prettamente teorica - l’autore fiesolano analizza e approfondisce i concetti di libertà, desiderio e libido nel pensiero di Carl Gustav Jung, e la teoria dello sviluppo della coscienza individuale strettamente intrecciata all’inconscio collettivo di Erich Neumann.

 

Titolo: Il ritmo del desiderio. Da Jung alle pratiche filosofiche

Autore: Roberto Cecchetti

Genere: Saggio – Filosofia occidentale moderna

Casa Editrice: Mimesis Edizioni

Collana: Philo – Pratiche filosofiche

Pagine: 208

Prezzo: 22,00 €

Codice ISBN: 978-88-5755-493-8

 

«La libido è un’irrefrenabile energia desiderante che converte l’essere non ancora manifesto in manifestazione del desiderio. Conoscerne la fonte significa ricercare il luogo del primigenio e inesauribile desiderare […]».

 

Il ritmo del desiderio. Da Jung alle pratiche filosofiche di Roberto Cecchetti è un saggio complesso ed estremamente interessante, che si divide in due parti distinte a richiamare la necessaria complementarietà dell’aspetto autobiografico - che domina nella prima parte - e di quello più strettamente teorico - incentrato sul tema dell’idealismo e sull’impianto speculativo di Carl Gustav Jung. In questo volume viene portata alla luce una nuova interpretazione del pensiero di Jung, un pensiero che non sempre è stato esplicitato dallo psichiatra svizzero. Cecchetti parte dal presupposto che se si prende sul serio la speculazione junghiana sull’inconscio, si deve asserire che è l’inconscio stesso a generare e a dare forma alla realtà come costruzione dell’individuo. Il punto è che tale costruzione risulta essere sempre inconscia, ed ogni tentativo di direzione volontaristica da parte dell’Io non è sufficiente ad indirizzare i moti desideranti dell’inconscio. Non essendo possibile rivolgersi direttamente all’inconscio per modificarlo o strutturarlo in modo nuovo, occorre quindi una dialettica che passi attraverso la mediatezza per avere accesso al desiderio creativo che l’inconscio rappresenta. L’inconscio è desiderio creativo, ed è il luogo in cui viene a determinarsi il destino individuale di ciascuno; come si può quindi diventare padroni del proprio destino? Ecco la domanda fondamentale sulla libertà dell’essere umano che l’autore si pone in questo testo. L’essere umano non ha padronanza diretta sul modo in cui si dà forma all’esistenza e alla realtà che lo circonda, e non c’è dubbio che gran parte delle patologie e dei malesseri del nostro tempo siano originati proprio da una fusione della coscienza con l’inconscio - condizione denominata “uroborica” dallo psichiatra Erich Neumann. Il fondamento delle patologie contemporanee può essere ritrovato proprio qui: la coscienza è presa in un vortice di potenze sia collettive che individuali assolutamente inconsce, per cui si è diretti da forze sconosciute e incoercibili e non si è padroni del proprio destino, non si è cioè affatto liberi. Questa situazione di impotenza si traduce in malattia; lo vediamo nella dipendenza dei figli nei confronti del desiderio dei genitori, nella difficoltà degli adolescenti ad affrontare in modo sano la vita, nella mancanza di senso nelle relazioni, nei rapporti fusionali nelle coppie, nella dipendenza da sostanze stupefacenti. Sempre più di rado la società offre modelli simbolici di sviluppo della coscienza e di differenziazione dall’inconscio, e Roberto Cecchetti, da analista ad orientamento filosofico, cerca di colmare questo vuoto e ne Il ritmo del desiderio afferma con convinzione che non c’è cura senza una presa di coscienza, senza la capacità di interpretare la realtà sociale, storica, culturale che ci circonda. Anche l’individuo “sano” deve prendersi filosoficamente cura della propria esistenza affinché, attraverso una ricerca di senso assolutamente personale, possa giungere alla capacità di orientarsi in un mondo che dopo l’evento della cosiddetta morte di Dio è divenuto puro caos.

 

TRAMA. L’uomo, in quanto essere parlante e capace di immaginare altrimenti, si costituisce nel movimento dialettico del proprio desiderare creativo e spontaneamente inconscio. A partire da Jung e dalle pratiche filosofiche, questo libro scava intorno alle cose ultime, quelle che sembrano essere il luogo d’origine delle leggi della psiche, che regolano il rapporto fra soggetto e oggetto. La pietra filosofale – obiettivo di ricerca nell’alchimia – rappresenta qui in tal senso la ricomposizione di quegli indizi che, come membra sparse di un’unità originaria, rivelano i punti di congiunzione fra l’uomo e la realtà, fra mondo interno e mondo esterno. E dalla meraviglia che suscita l’incontro di questi due poli scaturisce il momento d’inizio del filosofare. Come raggiungere e gestire questa energia originaria che sotto la forma del desiderio risiede nell’ombra dell’inconscio? In queste pagine si cerca una risposta, seguendo la viva esperienza biografica, tra l’orizzonte filosofico e quello psicoanalitico.

 

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BIOGRAFIA. Roberto Cecchetti (Fiesole, 1984) è dottore in Filosofia e in Psicologia, è analista filosofo (Sabof) e docente di filosofia presso la Scuola di Psicoterapia Erich Fromm di Prato. Ha frequentato la Scuola Philo di Milano, nella convinzione che la filosofia debba tornare a essere una pratica di vita e uno strumento di cura. Collabora con diverse riviste tra le quali: “Giornale Critico di Storia delle Idee”, “Antàres. Prospettive antimoderne”, “Intellettuale Dissidente” e “Axis Mundi”. Nel 2017 pubblica per Attucci Editore la sua autobiografia “La metrica dell’apparenza”. Nel 2019 pubblica per Mimesis Edizioni il saggio “Il ritmo del desiderio. Da Jung alle pratiche filosofiche”. È inoltre in uscita a febbraio 2020 per Gog un volume collettaneo dedicato al tema del fantastico dal titolo “Oltre il reale”.

 

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Data di Pubblicazione: 13 febbraio 2020
Categoria: Comunicati Stampa, Libri & Editoria
Argomenti: Il ritmo del desiderio. Da Jung alle pratiche filosofiche, Roberto Cecchetti, saggio, Mimesis Edizioni, scrittore, libri, filosofia, autobiografia, Carl Gustav Jung, Erich Neumann, desiderio, libertà, libido, Il Taccuino ufficio stampa, ufficio stampa

Carlotta Amerio presenta il romanzo “Al limite del sogno”

La scrittrice torinese Carlotta Amerio presenta “Al limite del sogno”, il racconto della dolorosa spirale discendente di una ragazza tormentata da incubi spaventosi che la confondono e che prendono il posto della sua realtà. La protagonista Giulia dovrà affrontare il più terribile dei nemici: la parte oscura di sé stessa, quella seppellita in un luogo recondito dell’anima e lì dimenticata, finché il passato decide di scavare e far riemergere il rimosso. Una storia cruda e decadente da una giovane autrice che ha ricevuto una menzione speciale ai Premi Internazionali Mario Luzi e Salvatore Quasimodo.

 

Titolo: Al limite del sogno

Autore: Carlotta Amerio

Genere: Narrativa contemporanea

Casa Editrice: 96 rue de-La-Fontaine Edizioni

Collana: Il lato inesplorato

Pagine: 192

Prezzo: 14,00 €

Codice ISBN: 978-88-9399-003-5

 

«Ogni singola notte mi ritrovavo a combattere contro i miei demoni. Mi aggiravo sul luogo del delitto e mi affannavo a cercare una risposta ai miei perché. Ero ormai convinta che si trattasse di una specie di missione del cui scopo ero però ancora all’oscuro. Avevo incominciato a rovistare nei cassetti, a spostare gli oggetti. Una volta, avevo addirittura sfiorato i corpi ancora tiepidi, per capire se quel che mi circondava fosse reale. Ma, se quello era reale, cos’era quello che vivevo tutti i giorni? […]».

Al limite del sogno di Carlotta Amerio è un romanzo psicologico che cattura e avvolge, che inquieta e stupisce. È la storia di Giulia, un personaggio a volte indecifrabile e misterioso come lo sono gli incubi troppo reali che tormentano le sue notti. Giovane studentessa universitaria, Giulia appare all’inizio come tutte le ragazze della sua età, allegra e piena di vita, finché il tono e l’atmosfera del romanzo cambiano, rivelando una storia complessa e oscura. Carlotta Amerio riesce abilmente a confondere il lettore stuzzicando allo stesso tempo la sua curiosità; con una scrittura scorrevole e vivida lo conduce per mano nei corridoi labirintici delle ossessioni umane, dei ricordi rimossi, delle catarsi violente. E il lettore non può che rimanere affascinato da una trama che scorre veloce e intrigante sotto i suoi occhi, senza mai risultare banale. È una storia cruda, che in certi momenti si perde nella zona liminare tra sogno e realtà, e nel mentre contrappone la spensieratezza di una giovane che sta vivendo il momento più bello della sua vita alla inquietante consapevolezza che si fa strada nei suoi sogni, che ormai sono solo incubi terribili. Ma quella spensieratezza è solo un’illusione, ed ecco che l’incubo si trasferisce anche nei momenti di veglia, quando la dipendenza dall’eroina fa precipitare Giulia nel baratro della non esistenza. Negli angoscianti confronti con il suo doppio demoniaco, con la parte di sé che vuole annientarla, che vuole farla naufragare in un mare nero e vischioso, la giovane protagonista ricorda un particolare della sua infanzia a lungo rimosso. Ed è a questo punto che il romanzo rivela la sua natura più profonda: nelle lotte contro la “sé stessa omicida”, nella confusione tra chi sia vittima e carnefice che la sta portando all’autodistruzione, Giulia ritrova il coraggio e la strada perduta da tempo, proprio quando era convinta di essersi smarrita per sempre. Al limite del sogno è la storia di una catarsi, dura ma necessaria; una vicenda tenebrosa che lascia però presagire una luce in fondo al tunnel.

 

TRAMA. Giulia, giovane studentessa di Storia dell’Arte, trascorre le sue giornate tra studio e momenti di svago con i suoi amici e con Davide, il suo ragazzo. D’improvviso, però, degli incubi tetri e grotteschi, che paiono sempre più reali, iniziano a tormentare le sue notti. Inizierà da ciò un percorso sempre più vorticoso che la porterà a sperimentare ogni genere di degradazione, vittima, insieme, delle proprie allucinazioni e del desiderio confuso e progressivamente più incoerente di sfuggire a esse attraverso la droga. Il racconto riesce ad avere la precisione spietata di un’analisi clinica e la sapienza narrativa derivata da una partecipazione umana al dramma narrato, testimonianza di una scrittura di razza e di una sensibilità rara.

 

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BIOGRAFIA. Carlotta Amerio vive a Torino ma ha vissuto a lungo in diverse città della Germania. Nel corso della sua vita ha spesso lavorato con la parola scritta, utilizzandola sia come strumento professionale che come chiave di lettura del suo io interiore e di quello dei personaggi letterari e delle menti che li avevano creati. Ha lavorato come traduttrice, insegnante di lingue e consulente marketing. Ha da poco lasciato il suo ruolo di programming analyst presso una multinazionale del settore metalmeccanico per dedicarsi al travel planning e alla scrittura. Per il suo primo romanzo, “Al limite del sogno” (96 rue de-La-Fontaine Edizioni, 2019), ha svolto dettagliate ricerche sui mondi sommersi, quelli che nessuno vuole vedere e di cui molti negano persino l’esistenza, rivolgendo lo sguardo semplicemente altrove.

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Data di Pubblicazione: 10 febbraio 2020
Categoria: Comunicati Stampa, Libri & Editoria
Argomenti: Al limite del sogno, Carlotta Amerio, romanzo, 96 rue de la Fontaine Edizioni, scrittore, libri, onirico, eroina, incubi, doppio, Il Taccuino ufficio stampa, ufficio stampa

Gandolfo Quercia presenta “Le Giovanneidi. Giovanni e la terra delle sei pietre - Libro II: Il mistero di Malasar”

Lo scrittore fanese Gandolfo Quercia (nome d’arte di Giovanni Dormicchi) presenta “Le Giovanneidi. Giovanni e la terra delle sei pietre - Libro II: Il mistero di Malasar”, la continuazione delle peripezie del prode arciere Giovanni, conosciuto nel primo volume della dilogia “La cintura della potenza”. Un romanzo storico-fantastico narrato con un linguaggio a metà strada tra l’epico e il colloquiale, condito con una buona dose di ironia; un’opera citazionista e avventurosa da un giovane autore che ha saputo creare un universo originale e un personaggio unico nel suo genere.

 

Titolo: Le Giovanneidi. Giovanni e la terra delle sei pietre - Libro II: Il mistero di Malasar

Autore: Gandolfo Quercia

Genere: Storico-Fantastico

Casa Editrice: Casa Editrice Kimerik

Collana: Kimera

Pagine: 136

Prezzo: 14,00 €

Codice ISBN: 978-88-5516-032-2

 

«Da oggi in poi mi chiamerete Giovanni II. E questa è la nostra identità. Verde come il panorama delle nostre colline. Bianco è la Pace che vorremmo senza compromessi e sottomissioni varie. Nero come la parte della Vita di ognuno di noi nel momento di crisi esistenziale. Giallo è l’Anima che noi, anche quando tutto sembrerà perduto, non venderemo a nessun Signor Oscuro […]».

“Benedici questo scritto che io rinvenni sotto la ferrea croce dei verdi colli devoti a San Biagio”: questa frase è parte del proemio del romanzo La cintura della potenza, il primo volume de Le Giovanneidi. Giovanni e la terra delle sei pietre, una dilogia di genere fantastico ambientata a Fano e nel Nord Italia in un mondo parallelo al periodo dell’Impero Romano tra il 359-361 d.C. Con l’antico espediente letterario del “manoscritto ritrovato” lo scrittore Gandolfo Quercia finge di non essere lui l’autore della storia raccontata ma di averla rinvenuta in un misterioso testo, scritto in tempi remoti con un arcano linguaggio, consegnato a lui dalle astute mani del Fato. E nel romanzo Le Giovanneidi. Giovanni e la terra delle sei pietre - Libro II: Il mistero di Malasar l’autore riprende la straordinaria avventura di Giovanni, conosciuto a seconda delle evenienze come Ammazzavelocisti, Salvatore del Titano o Giovodromo, e dei fedeli amici al seguito dell’esercito della Nazione di Fano. Il viaggio si apre sull’ennesima “fatica” di Giovanni, la lotta con il grifone Neda, per poi spostarsi geograficamente sempre più verso nord, da Genova a Torino, dalla Valle D’Aosta alle gelide e misteriose terre di Bolzano. Tra sacro e profano, tra rimandi alla mitologia greca e romana e incursioni originali nella cultura pop, Gandolfo Quercia costruisce una storia che coniuga magia ed eroismo, forza fisica e abilità logiche. E soprattutto racconta una vicenda che parla del potere inesauribile dell’amicizia, della tolleranza tra persone di culture e religioni differenti, e del grande valore della resilienza. Giovanni è un giovane eroe che si scontra ogni giorno con i suoi dubbi e le sue fragilità, ma che non smette mai di lottare per sé stesso e soprattutto per gli altri. Un ragazzo come tanti che si trova a diventare l’unica speranza per il proprio popolo, e che decide con grande forza d’animo di abbandonare la propria vita e i propri desideri per mettersi al servizio di un bene superiore. E riproponendo l’epica quanto attuale lotta tra luce e oscurità, si arriva alla solenne sfida finale sul monte Zanato, dove Giovanni e Malasar definiranno il nuovo corso della Storia.

 

TRAMA LIBRO I E LIBRO II. Giovanni è un giovane uomo di campagna, un abile e preciso arciere, con una corsa assai rapida, ma soprattutto un guerriero dall’animo grintoso, che desidera solamente fare del bene alla gente che incontra ogni giorno. Ma all’improvviso qualcosa di oscuro irrompe nelle tranquille vite del popolo fanese e di tutte le altre popolazioni d’Italia. Un malvagio monarca, Malasar, che governava nell’attuale Pianura Padana, oltrepassa le proprie frontiere assieme al suo esercito, i Tagliastrade, con l’intento di conquistare la terra di San Marino, e poter poi lanciare un tempestoso assalto alle città sulle coste bagnate dal Mare di Adria. Il Re Giovanni I della Terra di Giovannia ha quindi una brillante idea per sconfiggere una volta per tutte lo spietato tiranno del regno di Scorciatoia. Il monarca devoto alla Fortuna comprende però che per attuare lo stratagemma ha bisogno dell’aiuto del giovane arciere dal suo stesso nome e dall’animo puro e coraggioso. Giovanni accetta l’incarico e parte quindi per un viaggio di liberazione con l’esercito della Nazione di Fano che lo condurrà fino al regno di Tania, la Regina delle Regine, che vive nell’estremo nord. Sulla perigliosa strada si presenterà a re e regine nelle città in cui la fanese armata si fermerà, e riceverà da essi doni preziosi che lo aiuteranno nel proseguimento del faticoso cammino ma soprattutto a crescere di ingegno e saggezza. Inoltre il temuto podista conoscerà nuovi amici provenienti da mondi e culture a lui sconosciuti che saranno al suo fianco nel momento del bisogno, soprattutto quando il combattivo arciere verrà sottoposto ad una serie di prove di forza e di intelligenza. 

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BIOGRAFIA. Gandolfo Quercia, pseudonimo di Giovanni Dormicchi, nasce a Fano (PU) il 24 Ottobre 1997. Oltre al ciclo de “Le Giovanneidi” è anche autore della canzone “World Cup”, con cui ha esordito nel mondo della musica raggiungendo le 510.240 views su YouTube durante i mondiali di calcio di Russia 2018. La canzone esprime una sottile critica nei confronti della mancata qualificazione dell’Italia a quel torneo. Le sue passioni più grandi sono i viaggi, il calcio, il tiro con l’arco, il podismo, la musica, il buon cibo e lo scrivere.

 

 

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Data di Pubblicazione: 28 gennaio 2020
Categoria: Libri & Editoria
Argomenti: Le Giovanneidi. Giovanni e la terra delle sei pietre - Libro II: Il mistero di Malasar, Gandolfo Quercia, romanzo, Kimerik, scrittore, libri, fantasy storico, eroismo, resilienza, coraggio, mitologia, Il Taccuino ufficio stampa, ufficio stampa