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Il Partito Democratico. Origine, organizzazione e identità di Simone Tedeschi

Simone Tedeschi presenta un saggio politico di ampio respiro, che riesce a soddisfare pienamente sia chi vuole approfondire una materia che già padroneggia, sia chi si approccia per la prima volta a un testo di politologia. Il Partito Democratico. Origine, organizzazione e identità ha uno stile chiaro e informativo, e fornisce al lettore meno esperto gli strumenti adatti alla comprensione dell’opera. Partendo dalla “preistoria” del Partito Democratico, e analizzando i fattori che hanno portato alle modifiche del suo sistema di pensiero e della sua struttura interna, il saggio prende in esame ogni tappa, contraddizione e svolta di un’organizzazione che ha visto tanti attori forti e in contrasto tra loro, e momenti di consenso generale e di disfatta. Un racconto che oltre ad essere accurato in ogni dettaglio riesce anche a interessare e coinvolgere con i suoi tanti spunti di riflessione.

Titolo: Il Partito Democratico. Origine, organizzazione e identità

Autore: Simone Tedeschi

Genere: Saggio politico

Casa Editrice: Edizioni Epoké

Pagine: 180

Codice ISBN: 978-88-99647-58-2

Il Partito Democratico. Origine, organizzazione e identità è un saggio adatto a tutti i tipi di lettori, dai più esigenti ai semplici curiosi, e che basa il suo discorso sulla genesi complessa e travagliata di un partito che si è trasformato e ha ridefinito i suoi confini nel corso degli ultimi undici anni. Simone Tedeschi si interroga sul percorso intrapreso dal PD, sulle spinte date dai diversi leader in campo, sugli scontri tra i vari esponenti del gruppo e sugli esiti di programmi e ideologie spesso in contrasto tra loro. Un saggio politico che si fa forte di una narrazione scorrevole che alleggerisce il peso dell’argomento trattato, e che stuzzica la curiosità di chi non conosce i retroscena dell’origine di un partito la cui storia è estremamente coinvolgente, qualunque sia il proprio credo politico. Tre sono le domande fondamentali che lo scrittore si pone nei sei capitoli dell’opera: quali sono le ragioni che condussero alla nascita del Partito? Quali modelli ha seguito il suo sviluppo organizzativo? Qual è la sua identità? Attraverso un percorso fatto di cronistoria e analisi politologica, Tedeschi va alla fonte della questione, riassumendo le tappe della formazione del “genitore” del PD, l’Ulivo di Prodi, che nel 1995 vide la luce nella coalizione tra ex-DC e ex-PCI, e che poi nel 2001 tornò in forze con la fusione dei DS e della Margherita in un nuovo progetto guidato da Rutelli, che però non riuscì a dare un modello stabile a un centrosinistra non ancora pienamente cosciente di sé stesso. Dalla narrazione dei propositi e delle sfide di ciò che è stato l’embrione del PD, si passa poi al vero cuore dell’opera: la nascita del Partito Democratico avvenuta il 14 ottobre 2007. Tedeschi racconta con esempi calzanti, tabelle e citazioni dell’insanabile spaccatura interna all’Ulivo del 2006, del centrale incontro di Orvieto, dell’elezione di Veltroni a Segretario del nascente PD, dell’approvazione dello Statuto, del Manifesto dei valori e del Codice etico del 16 febbraio 2008, fino ai passaggi di potere, che non poco hanno influito sul processo di istituzionalizzazione del partito, da Franceschini a Bersani e infine a Renzi con la sua vocazione alla “rottamazione”, e della dura sconfitta alle elezioni del 4 marzo 2018. Fondamentale e analizzato con estrema cura il discorso sui motivi che hanno portato alla nascita del Partito Democratico, sulla necessità avvertita da tutta la scena politica di un’alternativa concreta per dare prospettiva al centrosinistra (e quindi anche ai suoi naturali oppositori) e soprattutto stabilità al Governo. Una vocazione, quella del PD, di rifare l’Italia, di essere un partito inclusivo e democratico che riavvicinasse i cittadini alla politica, e che accogliesse in sé un pluralismo di interessi in un’ottica riformista. Una sfida che Simone Tedeschi ha raccontato e giudicato nelle sue luci e nelle sue ombre con grande professionalità.

«[…] Nei suoi 11 anni di vita il PD ha influenzato in maniera determinante la scena politica italiana: ha dimostrato grandi capacità di mobilitazione e di consenso; è stato protagonista di ben cinque esecutivi (trovandosi al governo per quasi 8 anni); con la sua stessa nascita ha contribuito all’evoluzione del sistema politico nazionale, incrociando i destini degli altri principali partiti. Non sorprende dunque se fin dalla nascita l’interesse intorno al PD sia stato sempre molto alto, tanto in ambito accademico quanto nella pubblicistica più generalista. L’obiettivo di questo volume è quello di mettere a sintesi quest’ampia letteratura, tentando un’analisi complessiva del percorso che dall’Ulivo ha portato al PD e alla sua evoluzione. Il punto di partenza attorno a cui si sviluppa il libro può essere riassunto in tre domande. La ricerca che ho condotto si sviluppa innanzitutto attorno ai “perché” del PD. Il primo grande quesito che ha investito il nuovo soggetto fin dal processo fondativo riguarda in effetti le sue ragioni profonde e può essere formulato così: quali sono le ragioni strutturali che hanno condotto alla nascita del PD? La seconda domanda verte invece “sull’organizzazione” ed è forse la più classica nella letteratura sui partiti. Afferisce in senso stretto agli aspetti organizzativi e può essere formulata così: quali caratteristiche ha seguito il percorso di strutturazione organizzativa e che modello ha effettivamente realizzato? La terza domanda si riferisce infine agli esiti del processo sotto il profilo “politico-culturale”. La domanda in questo caso è la seguente: qual è l’identità PD?».

TRAMA . Il Partito Democratico. Origine, organizzazione e identità prende spunto dalla tesi di dottorato e dalle ricerche a essa connesse che ha svolto Simone Tedeschi presso l’Università di Pavia dal 2008 al 2011. La tesi si occupava solo della fase fondativa, mentre nel saggio si fa riferimento anche alle diverse tappe del processo di istituzionalizzazione del partito, e le caratteristiche politico-organizzative assunte poi stabilmente nella sua vita ordinaria. L’opera si compone quindi di una cronistoria ragionata della storia del PD a partire dalla fondazione dell’Ulivo fino alla sua nascita il 14 ottobre 2007 e nei suoi successivi undici anni di vita. Tedeschi si domanda cosa resta oggi delle ambizioni di un partito che voleva ridare consapevolezza di sé all’Italia, che voleva aprirsi al nuovo e restaurare una scena politica ormai anacronistica e corrotta. Il volume si sviluppa lungo sei capitoli, ciascuno dei quali ricostruisce prima le vicende sotto forma di cronaca per poi analizzarle dal punto di vista politologico. Il primo capitolo si concentra sulla “preistoria” del Partito Democratico, il secondo e il terzo si concentrano sulla fase fondativa, analizzandone i processi organizzativi e gli aspetti politico-programmatici, il quarto si occupa della fase di istituzionalizzazione, il quinto si occupa del PD nella sua vita ordinaria, e l’ultimo capitolo tenta di tirare le fila del discorso, componendo un’analisi complessiva dell’evoluzione del Partito in stretta connessione con lo sviluppo della democrazia italiana.

BIOGRAFIA. Simone Tedeschi è nato a Genova nel 1980. Ha conseguito la laurea in Filosofia Politica presso l’Università di Genova per poi collaborare dal 2007 al 2011 come assistente alla ricerca e alla didattica con il Dipartimento di Scienze politiche dell’Università di Genova e con il Dipartimento di Scienze politiche e sociali dell’Università di Pavia. Presso il medesimo Ateneo ha conseguito il Dottorato di ricerca in Scienza politica – Analisi comparata delle democrazie con una tesi sul processo fondativo del Partito Democratico. È stato Consigliere comunale a Tassarolo e dal 2009 è Assessore nel Comune di Novi Ligure con deleghe alla Cultura (fino al 2014) e, dal 2014 in avanti, al Bilancio, al Patrimonio e ai Tributi. È cofondatore di Epoké Ricerche e di Edizioni Epoké, la casa editrice di cui è attualmente Presidente. Il Partito Democratico. Origine, organizzazione e identità è la sua prima monografia.
 

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Data di Pubblicazione: 4 luglio 2018
Categoria: Comunicati Stampa, Libri & Editoria
Argomenti: pd, partito democratico, politica italiana, sinistra, simone tedeschi, libri, saggistica, i taccuino ufficio stampa, il taccuino, comunicato stampa scrittori, scrittori emergenti,

Amore e morte in "Ivan", il nuovo romanzo erotic-suspence di Malia Delrai

Malia Delrai ci porta a vivere un amore senza precedenti, fatto di passioni e cadaveri lasciati a marcire. La profonda, bruciante passione di una ragazza, assassina semiprofessionista, per il serial killer più temuto di tutta la mafia russa, il suo idolo, il suo sogno proibito, la sua più grande ossessione. Una storia di amore e morte che dimostra una verità inoppugnabile: non è importante cosa una persona abbia fatto o cosa farà nel corso della sua vita, l’importante è trovare l’altra metà di se stessa.

Titolo: Ivan

Autore: Malia Delrai

Genere: erotic suspance

Casa Editrice: Delrai Edizioni

Pagine: 450

Prezzo: 19,90 euro

Codice ISBN: 9788899960704

«[…] Forse lui l’avrebbe usata e buttata via, perché era questo che Ania era, una bambola rotta, un oggetto di piacere letale. Era nata per esserlo e soffrire ora non sarebbe valso a cambiare qualcosa, però gli avrebbe lasciato il segno delle unghie addosso, avrebbe solcato la sua pelle allo stesso modo dei tatuaggi che gli disegnavano il corpo. Se lui era assoluto, lei sarebbe stata l’estasi. Ivan Volkov era suo».

Malia Delrai, con il suo nuovo romanzo Ivan, ci conduce in un mondo sconosciuto, fatto di brutali assassini e passioni brucianti, oltrepassando il labile confine tra la vita e la morte in una realtà in cui uccidere un uomo a sangue freddo diventa normalità. Lui, Ivan Volkov, uno dei più temuti serial killer della Russia, membro dei Lupi di Tambov, e lei, Ania Mikhajlova, la figlia dell’uomo che deve uccidere, il capo dei suoi nemici. E in una notte fatale comincia tutto, la notte in cui l’ossessione bruciante di lei, che le arde nel petto da anni, diventa anche quella di lui. Sono loro i protagonisti del nuovo, atteso libro di Malia Delrai, i due spietati assassini appartenenti alla mafia russa che ammaliano i lettori con i loro caratteri, la loro vita e la bollente passione che non può essere arginata. La scrittrice ci fa entrare nelle loro teste, nei loro desideri e nelle loro speranze fino a renderli parte di noi stessi. Due assassini che non si sono mai arresi a nessun nemico, che non hanno mai chinato il capo davanti alla canna di una pistola puntata alla tempia e che si ritrovano, invece, sconfitti dalla vita, dall’incapacità di provare pietà ed empatia davanti al sangue che tinge indelebilmente le loro giornate. Incapaci di provare umanità nei confronti degli altri, come nei propri. Due personaggi senza precedenti a cui la Delrai dona vita, narrando le vicende che li legheranno nel sangue e nella morte senza peli sulla lingua, descrivendo la vita e la passione, il mondo oscuro e pericoloso che li circonda nel modo più cruento e appassionato possibile, e con uno stile veloce e incalzante, in un flusso di parole, azioni e pensieri che cattura il lettore senza lasciare nulla all’immaginazione. Due caratteri forti, due anime gemelle, incapaci di dichiararsi sconfitti, nella vita come nei sentimenti, incapaci di alzare bandiera bianca in un’eterna lotta contro la vita e contro sé stessi. Una battaglia su tre fronti senza alcuna esclusione di colpi. Una guerra che l’autrice orchestra e descrive con dovizia di particolari, lasciando il lettore a sognare di una passione senza fine dove non conta cosa si è fatto nella vita ma chi si è.

 

Teaser trailer di Ivan di Malia Delrai

https://www.youtube.com/watch?v=0DhMIbgvgzc

 

«[…] Ironico: il tatuaggio della Santa Muerte sul braccio sinistro sembrava fissarlo, per ricordargli la crudeltà con cui gli faceva pagare ogni scelta. Una vera stronza, pensò. Si leccò le labbra che scoprì secche e il sudore freddo che lo investì lo fece eccitare. Ebbe un’erezione e gli venne voglia di masturbarsi per poi lasciarsi andare all’oblio. Perché un uomo doveva avere un orgasmo prima di crepare ed essere ficcato in una tomba. Singhiozzò e vide un taglio netto aperto sul petto colare rosso. Porca puttana! Il vetro faceva proprio tagli netti, di una precisione chirurgica. Strinse tra le dita la fondina e si rese conto di trovarsi riverso sul pavimento in una pozza di sangue. L’odore era sempre lo stesso, proprio non se ne voleva andare. Perché? Chiuse le palpebre e mosse piano la testa. D’un tratto sentì un colpo sordo sfondargli i timpani. Non capì dove, ma trovò la forza di alzare il capo verso la direzione del rumore. Gli occhi non erano stati colpiti dai frammenti perché vedeva ancora, ma era sicuro di avere uno zigomo fuori gioco. La vista lo tradì, perché non riuscì a mettere a fuoco, l’unica cosa che gli parve di vedere fu un corpo massiccio corrergli incontro».

 

TRAMA . Ivan Volkov è uno dei killer più temuti della Russia per ferocia e precisione. Lui è un Lupo di Tambov e il migliore amico di Roman Nevskij. Non ha mai fallito un obiettivo, mai, da quando ha conosciuto ed è diventato il braccio destro del leader della Tambovskaja, la mafia russa di San Pietroburgo. Perciò si trova spiazzato quando a puntargli la pistola contro il torace è la figlia dell’uomo che dovrà uccidere e che lo sfida con i suoi occhi da assassina: lei non è poi così diversa da lui. A sconvolgere l’uomo è la proposta che la ragazza gli fa: del sesso in cambio della vita. Lo sguardo di Ania Mikhajlova sembra schernirlo e il sorriso malizioso che gli lancia lo provoca e vuole fargli superare ogni limite. Due assassini a confronto, anime affini, spiriti sconfitti dall’assenza di umanità. Nessuno di loro è disposto a perdere, in una lotta di passione e di violenza reciproca. Perché l’unico modo che hanno per sopravvivere è uccidere, anche quando si tratta di sentimenti.

 

BIOGRAFIA. Malia è… be’, Malia. C’è poco da dire su di lei, la si deve conoscere a fondo per poterla definire in qualche modo: un po’ Pippi Calzelunghe, un po’ Cartesio, con un pizzico di Casanova e Saffo, mista a Baci Perugina. La sua vita è un continuo combattere contro le tentazioni del cibo e del comprare libri, ne è fortemente dipendente, e non esclude in futuro di poter aprire un gruppo di golosi anonimi e lettori indomiti. Un suo serio problema è scegliere tra scrittura e lettura, ma ha risolto in fretta aprendo una casa editrice: la Delrai Edizioni.

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Data di Pubblicazione: 3 luglio 2018
Categoria: Libri & Editoria
Argomenti: ivan, malia delrai, erotic suspence, libri, romanzo, il taccuino, il taccuino ufficio stampa, scrittori emergenti, editoria, delrai edizioni,

Vite fragili: il coraggioso, duro e commovente romanzo di Elisabetta Sabato

Vite fragili è un romanzo in cui è racchiusa l’esistenza di tanti personaggi, i cui destini si intrecciano e si perdono tra felicità inaspettate e dolori insopportabili. Una storia che riesce a essere delicata ma anche cruda, e che racconta senza fare sconti a nessuno i lati oscuri degli esseri umani, le loro fragilità, il loro arrancare in un mondo che spesso non viene sentito come casa. Partendo dalla storia di Alice, il romanzo procede narrando le vicende dei personaggi a lei vicini, per poi esplorare le vite di persone molto distanti da lei, in una sorta di enciclopedia delle emozioni umane in cui si può ritrovare una parte della propria natura e dei propri sentimenti. Un romanzo che si insinua sotto la pelle del lettore, che sa parlare al suo cuore di realtà crude, mettendo sempre al centro del discorso l’umanità nelle sue infinite, meravigliose e controverse sfumature.

Titolo: Vite fragili

Autore: Elisabetta Sabato

Genere: Romanzo psicologico

Casa Editrice: Edizioni del Poggio

Pagine: 144

Codice ISBN: 978-8889008904

«[…] Sognava una vita ben lontana da ciò che quotidianamente viveva. Sperava un giorno di non doversi più nascondere dietro le sue maschere, di vivere in un posto caldo dopo l’alba e freddo di notte, con pochi vestiti, le mani rovinate dal duro lavoro nei campi, terminato poco prima del tramonto, e la serenità da dedicare alla lettura di libri intriganti, sotto il portico».

Vite fragili di Elisabetta Sabato è un romanzo sul significato stesso della vita, raccontato attraverso l’esistenza di persone divise tra loro da vari gradi di separazione, che in modi diversi cercano tutte di sopravvivere al faticoso cammino che intraprende l’uomo dalla nascita alla morte. Tanti sono i personaggi che agiscono durante la narrazione, portando il loro sistema di valori morali, o la mancanza degli stessi, e le loro difficoltà nell’affrontare le tante sfide della vita. Un romanzo coraggioso, duro e commovente, in cui si può respirare la forza dell’amore e del ricordo, l’impeto della violenza cieca, l’incomunicabilità di un momento storico in cui è sempre più difficile comprendere chi è diverso. Le vite fragili raccontate sono quelle di ognuno di noi, e pur nella crudeltà di molti degli episodi narrati è facile ritrovare un piccolo pezzo della nostra esistenza, delle nostre debolezze, del nostro egoismo. Con questa storia che tocca i punti più bassi così come i fulminanti momenti di illuminazione dell’agire umano, Elisabetta Sabato ci insegna a non dare nulla per scontato, che sia prendersi il tempo di guardare una foglia che cade o stupirsi di un raggio di luce che illumina il volto di chi ci dorme accanto. Il romanzo apre sulla storia di Alice, una donna che a causa della sua fragilità si è sentita costretta a indossare tante opprimenti maschere; un personaggio intriso di sofferenza ma anche di fantasia, che ama inventare storie sugli oggetti trovati nei mercatini dell’usato e che sogna una vita migliore in cui essere finalmente sé stessa. Vite fragili racconta del crudele destino di Alice a Villa Gustilla, delle macchinazioni di Nina e Linda, del coraggio di Iris e del dolore di Carlo. Nell’insensatezza del fato la scrittrice passa il testimone a Iris, erede del male di vivere e delle speranze di Alice: la storia prende nuove svolte, nuovi personaggi fanno capolino in questo atlante delle emozioni umane, e il viaggio in Africa di Iris diventa metafora della diversa prospettiva in cui si dovrebbe trovare la forza di guardare la vita, per comprenderla un po' di più, e per comprendersi un po' di più. È un romanzo molto attento alle donne, che si apre e si chiude su due di loro, diametralmente opposte pur se entrambe soffocate dal peso dell’esistenza. Dove Alice ci viene mostrata nella sua fragilità, nel suo entrare in punta di piedi nella vita altrui, sempre rispettosa e profondamente umana, il personaggio di Hamide ci viene proposto in tutta la sua crudeltà ed egoismo, nel suo potere distruttivo, nel suo sgretolare tra le mani il destino di un figlio che vuole solo essere accettato nella sua diversità. Un epilogo amaro attende il lettore, rischiarato dalla speranza che ogni dolore possa essere bilanciato da una vita orientata sempre verso il sole.

TRAMA. In Vite fragili si intrecciano storie pubbliche e private, che rimandano a temi profondi e attuali. Nel racconto di realtà crude ambientate spesso in tessuti sgretolati e talvolta privi di valori, si fa la conoscenza di personaggi intensi e drammatici, colti nei loro momenti di debolezza e di coraggio, di egoismo e di apertura al mondo. Le storie di Alice, di Iris, di Marco, di Renato, di Hamide e di tanti altri personaggi mostrano le infinite sfumature dell’essere umano, componendo il mosaico multicolore della vita, indagata da Elisabetta Sabato nei suoi molteplici e a volte inconciliabili significati.

BIOGRAFIA. Elisabetta Sabato nasce nel 1979 a Putignano (BA). Appassionata di poesia, pubblica diversi componimenti tra cui: Le cicatrici dell’intelligenza (in antologia poetica “Nuove voci - Navigando nelle parole Vol. 26” ed. Il Filo, 2007), Venezia (in “d’Acqua è il mio nome – Omaggio a Venezia” ed. Akkuaria, 2008), Lontano (in antologia premio Fortunato Pasqualino ed. Akkuaria). Nel 2008 la casa editrice Akkuaria pubblica una sua raccolta poetica dal titolo Un viaggio lungo un respiro. Nel 2018 pubblica Vite fragili, romanzo premiato con il 3° premio della Critica letteraria al Concorso Nazionale “Pescara-Abruzzo” ed. Tracce 2011.

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Data di Pubblicazione: 29 giugno 2018
Categoria: Comunicati Stampa, Libri & Editoria
Argomenti: vite fragili, romanzo, elisabetta sabato, il taccuino, il taccuino ufficio stampa, narrativa, scrittori emergenti, editoria, comunicato stampa libri, libri, letteratura,

Niente è come sembra: lo scrittore Salvatore Conaci presenta il thriller Ordo Mortis

Salvatore Conaci presenta un thriller a tinte esoteriche, ambientato in un paesino dell’entroterra calabrese in cui niente è come sembra. Gli abitanti del luogo sono infatti legati da un patto di segretezza sulla natura del vero organo di potere, diverso da quello istituzionale, che tiene in mano le sorti della popolazione. Un giovane insegnante appena arrivato in paese, Alessio Conci, scoprirà che la tranquillità apparente del luogo nasconde un oscuro passato di sangue, e che ciò che all’inizio gli sembrava una fantasiosa leggenda si rivelerà essere una reale e intricata ragnatela di segreti e delitti inconfessabili. Ordo Mortis è un romanzo ricco di mistero e di suspense, di suoni inquietanti e personaggi ambigui, che tratta della piaga delle sette occulte e della loro sete di potere e di dominio sugli esseri umani. Una storia avvincente e cupa, a tratti violenta, arricchita da interessanti digressioni storiche e letterarie.

Titolo: Ordo Mortis
Autore: Salvatore Conaci
Genere: Thriller
Casa Editrice: WritersEditor
Pagine: 160
Codice ISBN: 9788831962001

«[…] Guardò fuori dal finestrino. Tutti gli elementi di quel paesaggio rurale arrivavano e sparivano in un lampo. Gli alberi, i colori caldi sfumati e confusi, i casolari, sembravano violentare quel dannato vetro: arrivavano, imponevano la loro immagine su di esso, violando la sua trasparente natura e scappavano via, come per non essere riconosciuti, per non essere raggiunti da chi avrebbe potuto chiedere giustizia».

È l’ottobre del 1999 e il protagonista del romanzo, Alessio Conci, arriva in treno nel paesino di montagna dove ha finalmente trovato lavoro come insegnante. Quella che all’apparenza sembra una storia di riscatto personale e di raggiungimento di una tranquillità professionale di un giovane precario, si rivela invece essere una vicenda torbida e alienante. Del resto Ordo Mortis è tutto giocato sulla dialettica realtà/apparenza, e sulla possibilità che scalfendo la superficie di una situazione, di un oggetto o di una storia si possa trovare al di sotto tutto e il contrario di tutto. Come Alessio afferma: “nulla accade per caso”, e infatti il romanzo sembra permeato da una patina di predestinazione, e guidato da una sorte beffarda che gioca con la vita del protagonista. Alessio va ad abitare al primo piano di una tetra villa immersa nell’oscurità, e dalla prima notte ha la sensazione che vi sia una presenza maligna al suo fianco. Al lettore è chiaro sin dalle prime pagine che questa storia ha da raccontare più di quanto lasci a intendere. Salvatore Conaci cosparge la narrazione di indizi e suggestioni, di suoni agghiaccianti e di un buio tanto denso da rendere gli alberi spettrali quanto dita scheletriche. E il protagonista dovrà immergersi nella più nera delle oscurità, perché “la verità è custodita il più delle volte dalle tenebre”; dovrà trovare tutto il coraggio possibile per salvare gli abitanti del paese da una realtà minacciosa e sanguinaria. Tanti sono i personaggi che contornano Alessio: Lisia Reca, che diventerà sua spalla e sua amante, Mario Lacri, un uomo dal passato tormentato, e simbolico Caronte che traghetta il protagonista attraverso le verità scomode del paese, Emma, anziana inquietante e vero motore delle azioni che porteranno Alessio a voler sapere di più del luogo in cui ha scelto di vivere, il signor Roccia, un concentrato di cattiveria, di oscurantismo e di perversione. Ordo Mortis riesce a far leva su paure ancestrali, mostrando che non vi è sicurezza neanche tra le pareti di casa, e che si può essere seguiti e spiati senza accorgersene mai. E tra tatuaggi con la scritta “memento mori”, segrete riunioni di adoratori della Morte, leggende che hanno origine nell’antica Roma, intricati enigmi e sogni premonitori di sventure, il romanzo trova spazio anche per raccontare del rapporto dell’uomo con l’ignoto, e delle reazioni che ha nel momento del tracollo delle sue poche certezze. E ricorda al lettore che si può davvero apprezzare la luce solo dopo aver sperimentato le tenebre.

Booktrailer del romanzo Ordo Mortis
https://www.youtube.com/watch?v=rdeENbbUY6Q

TRAMA. Ordo Mortis racconta di un giovane insegnante, Alessio Conci, alle prese con un antico ordine occulto. Complotti, tradimenti e misteri girano attorno a un passato oscuro con cui il protagonista dovrà fare i conti dopo il suo trasferimento in un anonimo paesino della Calabria. Qui, tra le strade desolate, tra gli sguardi e gli atteggiamenti furtivi della gente, tra i suggestivi e misteriosi scorci del luogo, percepisce immediatamente che il paese cela un segreto inconfessabile. Una volta appresa l’esistenza della potente e pericolosa società segreta, inizierà un sottile e crudele gioco ordito dalla setta ai danni di Alessio e dei suoi amici, per mantenere il controllo totale sulla popolazione. Alessio sa di non poter voltare la testa e di dover agire, perché è l’unico uomo davvero libero dal vincolo di asservimento che ha tenuto sotto scacco per cento anni un intero paese.

BIOGRAFIA. Salvatore Conaci nasce nel 1990 a Catanzaro. Consegue la maturità scientifica nel suo paese, Girifalco (CZ), ma la sua vocazione è prevalentemente umanistica. Si laurea in Lettere Moderne all’Università della Calabria, con una tesi su “Letteratura e Massoneria”. Dopo una breve collaborazione con Luoghi misteriosi (www.luoghimisteriosi.it), ha scritto per il magazine ‘900Letterario tra il 2016 e il 2017. Ha pubblicato Perle nere (Montedit, 2015) e Ordo Mortis (WritersEditor, 2018).

 

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Data di Pubblicazione: 22 giugno 2018
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Argomenti: salvatore conaci, libri, narrativa, thriller, ordo mortis, esoterismo, il taccuino, il taccuino ufficio stampa, promozione libri, editoria, cultura,