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Romanzo di formazione e favola moderna: Tiger Blues di Jimi B. Jones (Watson Edizioni)

Il Taccuino Ufficio Stampa

Presenta

 

Tiger Blues di Jimi B. Jones

Jimi B. Jones presenta “Tiger Blues”, un romanzo molto originale, una favola moderna che racconta il viaggio di un essere speciale, Jim Beam. Tra episodi surreali e divertenti e momenti tanto realistici da fare male, si partecipa ai tentativi di Jim di seguire finalmente il proprio istinto e di scoprire cos’è la libertà, nonostante la ragione lo abbia sempre spinto ad accontentarsi di una gabbia dorata, diventata tutto il suo mondo. In questa storia in cui è forte il conflitto tra razionalità e passione, si rimane stupiti pagina dopo pagina da un protagonista indimenticabile, più umano di quanto si possa immaginare.

 

 

 

Titolo: Tiger Blues

Autore: Jimi B. Jones

Genere: Narrativa contemporanea

Casa Editrice: Watson Edizioni

Collana: Luci

Pagine: 166

Prezzo: 15,00 €

Codice ISBN: 978-8887224320

 

«Un tempo non aveva avuto voglia né interesse a lasciare la sua gabbia. Quello che aveva gli bastava. Il suo mondo era stato piccolo e completo. Ma ora era diverso. Gli mancava l’aria. Il fuori era il tutto e il dentro era il nulla, la noia, la solitudine, la smania, la voglia di graffiare e di mordere e di fare tutto a brandelli […]».

 

La storia raccontata in Tiger Blues di Jimi B. Jones è scandita dai quattro elementi: acqua, fuoco, terra e aria si avvicendano nella narrazione e marcano il ritmo della vita del protagonista, Jim Beam. Lo stesso ruolo è rivestito anche dalla musica, presenza forte e significante in questo romanzo di formazione che è anche una favola dal sapore agrodolce. All’inizio di ogni capitolo relativo ai quattro elementi vi è una breve introduzione che catalizza l’attenzione del lettore, e che definisce di volta in volta il messaggio dell’opera. “Domandati cosa farai, come vivrai, chi sarai” è una parte della frase a inizio del primo capitolo, quello relativo all’acqua, che sarà un elemento naturale tanto importante da tornare anche a fine storia, espresso nel riflesso del protagonista che per la prima volta si riconoscerà davvero nella sua essenza. E ancora: “sta a te, my friend: decidere se e come rialzarti” e “puoi scegliere ogni giorno di essere libero”. Poche frasi che racchiudono un mondo interiore complesso, quello di Jim Beam, un essere umano o un animale feroce, poco importa la sua natura, sicuramente un simbolo potente della dura lotta che strazia l’anima di ognuno di noi, quella tra istinto e ragione. Un istinto ferino e primordiale, in cui si fa presto a passare dalla noia alla fame, dalla rabbia al sangue, che si contrappone al bisogno razionale di omologarsi, di essere accettati, di far parte della “società”, di vivere una vita racchiusa in schemi condivisi. Jim Beam prova con tutte le sue forze ad essere bravo e ad adattarsi, a non disattendere le aspettative del suo amico Axl e a inseguire l’ambizione più sfrenata, anche se essa fa a pugni con i suoi desideri, con la sua natura più intima. Axl e Cathy saranno due figure importanti nel suo viaggio, fiori gettati oltre le sbarre, motivi di ribellione ma anche dolori inestinguibili. Jim alla fine potrà contare solo su sé stesso, come tutti gli esseri viventi, ma costerà tempo e fatica comprendere di essere abbastanza, di avere il potere di saltare oltre le sbarre e scegliere la direzione della propria esistenza. Il mondo ovattato di Cottonfarm è stato per Jim l’unica realtà, l’unica vita possibile; gli incontri con straordinari personaggi come Amarula e Sally Love pianteranno invece in lui il seme della libertà, e gli mostreranno che anche le gabbie più ampie e pulite sono pur sempre prigioni, che spesso siamo noi a sceglierle consapevolmente e che sono “quelle peggiori, quelle che gli uomini non vedono mai”. Tiger Blues è un romanzo ricco di suggestioni e di spunti di riflessione, un amaro affresco dell’umanità nelle sue debolezze e false priorità. Una storia attraversata da un insolito punto di vista e da immagini potenti che scorrono al ritmo della musica, forza propulsiva dei salti da tigre del protagonista, all’inizio finalizzati alla mera spettacolarizzazione ma in seguito rivolti al bisogno di riscatto di Jim, alla sua fuga dalla sofferenza.

 

TRAMA. Tiger Blues si apre con la presentazione di Jim Beam, della sua famiglia e del luogo in cui vive: “Jim Beam aveva un fratello, una sorella e una madre. Del padre non seppe mai niente. La mamma era seria, preoccupata, sempre nervosa. Aveva paura e non si riposava mai: aveva paura di non riuscire a mantenere i propri figli, aveva paura che uno di loro si ammalasse. Aveva paura di un sacco di cose. Invece Jim non aveva paura di niente, tranne della noia. Abitavano appena fuori Lovelock, in un posto che si chiamava Cottonfarm”. Le vicende partono da quando Jim era piccolo, viveva in un recinto e passava il tempo giocando con i fratelli; prosegue con l’incontro che gli cambierà la vita, quello con il suo coetaneo Axl, e la nascita di un’amicizia decisamente fuori dal comune, così come fuori dal comune è lui, in tutto quello che riesce a fare. Axl e Jim cresceranno insieme uniti da un legame che riuscirà ad andare oltre le loro diversità, fino a quando un evento atmosferico arriverà a sconvolgere le loro esistenze. Acqua, fuoco, terra e aria: la favola di Jim Beam attraversa quattro elementi, un oceano e due continenti. Jim cresce e incontra il successo, lo insegue, lo raggiunge e lo ripudia. Sperimenta la noia esistenziale, la solitudine, la disillusione e il male. Nel punto più basso del suo percorso, quando sarà costretto a fare i conti con la polvere e la fame, con la vacuità dell’esistenza e il deserto degli affetti, sarà allora che troverà l’amore, o almeno scoprirà la sua definizione. E tutto, ma proprio tutto, allora, avrà senso.

 

 

L’AUTORE E’ DISPONIBILE A RILASCIARE INTERVISTE

Per prenotare intervista: +39 3396038451

Mail: iltaccuinoufficiostampa@gmail.com

 

BIOGRAFIA. L’autore ha deciso di celarsi dietro lo pseudonimo di Jimi B. Jones, che racchiude due nomi in uno: Jim, il protagonista del romanzo, e Brian Jones, l’ex chitarrista dei Rolling Stones che, a giudizio dell’autore, rappresenta l’immagine della tigre perfetta, passionale, divoratrice, creativa, sensibile, sempre in bilico in un mondo dominato dalla logica e dalla ragione. Jimi B. Jones è nato alla fine degli anni settanta. Si è laureato (fin troppo presto, dice lui) in Economia presso l’università Bocconi di Milano. Vive a Bologna, ama la buona musica, il rugby e le belle storie. Si diverte molto a suonare la chitarra e il violino ma è allergico agli spartiti e al metronomo. Si nasconde benissimo tra la folla, ma se vedrete un tizio dormire a un concerto di musica classica, mangiare patatine a un vernissage, o leggere un testo di filosofia in una sala da biliardo, allora l’avrete trovato.

 

 

CASA EDITRICE. Watson Edizioni è stata fondata nel 2009 da Ivan Alemanno. La biblioteca Watson racchiude titoli che spaziano dal fantasy alla fantascienza, dai libri per ragazzi ai romanzi di formazione, dai romanzi LGBT ai gialli, thriller e horror. Libri di ogni genere per tutti i lettori, dal più piccolo al più folle. I libri Watson sono disponibili presso tutte le librerie d’Italia con la distribuzione di Directbook e Fastbook, e possono essere acquistati online presso i più importanti stores in formato cartaceo e digitale.

 

 

Contatti

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Booktrailer del romanzo Tiger Blues

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Link di vendita

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Data di Pubblicazione: 24 giugno 2019
Categoria: Comunicati Stampa, Arte & Cultura, Libri & Editoria
Argomenti: tiger blues, jimi b jones, romanzo di formazione, bildungsroman, favola, favola moderna, watson edizioni, il taccuino, il taccuino ufficio stampa,

Concessioni demaniali marittime all'interno dell'Unione Europea dell'Avv. Paola Perrone

Il Taccuino Ufficio Stampa

Presenta

 

Concessioni demaniali marittime nella nuova prospettiva all’interno dell’Unione Europea di Paola Perrone

Negli ultimi anni non sono mancati i contrasti tra fonti comunitarie e fonti interne in materia di beni pubblici e, nello specifico, di uso dei beni appartenenti al demanio marittimo concessi a privati per attività turistico ricreative. Paola Perrone traccia i contorni del quadro costituzionale e del panorama normativo di riferimento nell’Unione Europea, realizzando un manuale per gli addetti ai lavori e non solo. Avvocato, Cassazionista, Docente di diritto ed economia, la professionalità a tutto tondo dell’autrice riesce a emergere nell’analisi ben strutturata di quanto accaduto dopo l’approvazione della direttiva Bolkestein.

 

 

 

Genere: Diritto

Casa Editrice: Primiceri Editore

Prezzo: €15.00

Formato: A5

Pagine: 88

CODICE ISBN: 978-88-3300-110-4

 

 

<<…La direttiva Bolkestein ha investito anche l’Italia e ha “puntato il dito” sul settore delle concessioni demaniali marittime, entrate nel mirino dell’osservatore giuridico a seguito della sentenza della Corte di Giustizia Europea del 14 luglio 2016. Allo stato, il quadro che si pone all’interprete è quanto mai confuso e frammentario nella ricerca di “quella” soluzione che, pur di fronte alla sentenza della V Sezione della Corte di Giustizia nelle cause riunite C-458/14 e C-67/15 del 14 luglio 2016, non appare chiara. Se, da una parte, l’intenzione del Legislatore comunitario punta ad abbattere le barriere economiche e strutturali che non consentono la libera circolazione dei servizi e la conseguente libertà di stabilimento, dall’altra, la Corte di Giustizia demanda al Giudice nazionale il compito di verificare, caso per caso, il rispetto e la soddisfazione dei requisiti applicativi dell’art. 12 della direttiva 2006/123/CE.3>>.

 

Paola Perrone pone al centro della riflessione la direttiva Bolkestein, quale provvedimento non inteso a disciplinare nello specifico l’ampio settore dei servizi, ma volto a imporre poche regole generali, lasciando a ogni singolo Stato membro la libertà di decidere al meglio l’applicazione dei principi comunitari. Un testo chiaro e preciso che, a partire dal primo capitolo, alla stregua di un’enciclopedia, spiega le parole chiavi di un ragionamento giuridico, da tempo oggetto d’indagine  dopo la sentenza della Corte di Giustizia Europea del 14 luglio 2016. Cerca di porre ordine tra leggi, regolamenti e circolari che ostacolano le realtà imprenditoriali esistenti sul territorio costiero italiano con l’obiettivo di illustrare una materia che entro il 2020 dovrebbe avere una disciplina compatibile con la normativa comunitaria e con la situazione giuridica nostrana. Dopo un excursus legislativo, il volume si concentra sulle procedure di evidenza pubblica come possibilità per continuare a esercitare le attività già esistenti da parte degli imprenditori balneari. Nell’ultimo capitolo l’attenzione ricade sulle concessioni demaniali all’interno dell’UE. La Perrone, dunque, si chiede quali possano essere i risultati di fronte alla proroga per altri quindici anni delle concessioni dinanzi a un atteggiamento restrittivo dell’Autorità giudiziaria italiana e se non sia preferibile, piuttosto, ricercare, proprio all’interno dell’ordinamento nazionale, le idee e le risorse per risolvere la questione.

 

TRAMA. La vexata quaestio delle concessioni demaniali marittime è attuale alla luce della recente sentenza della Corte di Giustizia europea e dell’orientamento che ha assunto il Giudice Amministrativo Italiano. Il libro vuole offrire agli operatori del settore una visione chiara della disciplina dopo la direttiva Bolkestein, coniugandola agli altri istituti giuridici presenti nell’ordinamento, italiano e comunitario, con l’obiettivo di offrire uno strumento utile di lavoro per quanti avranno l’obbligo di fornire una regolamentazione organica al settore.

 

 

L’AUTRICE E’ DISPONIBILE A RILASCIARE INTERVISTE

 

BIOGRAFIA. Paola Perrone nasce a Lecce nel 1962. Dopo aver conseguito la laurea in Giurisprudenza presso l’Università degli Studi di Parma, inizia a esercitare la professione di avvocato nel 1987, divenendo Cassazionista nel 2003. Già docente di diritto ed economia nelle scuole superiori dal 1994 al 2000, dal 2002 ha, anche, rivestito il ruolo di Giudice Onorario di Tribunale. Nel gennaio 2017 ha conseguito il Master di II livello in “Diritto ed Economia del mare” presso l’Università degli Studi di Pescara “Gabriele D’Annunzio”, esperienza che le ha permesso di indagare a fondo il tema trattato in questo lavoro.

 

CASA EDITRICE. Primiceri Editore nasce a Padova nel 2015 con la missione di fornire ai professionisti manuali dal taglio pratico che possano servire da veri e propri strumenti di lavoro. Al fianco della collana giuridica e professionale PE propone anche collane di saggistica, filosofia e narrativa, quest'ultima rivolta soprattutto ai piccoli lettori

 

 

Contatti

https://www.linkedin.com/in/paola-perrone-13a50335/

https://www.instagram.com/reneeissat/?hl=it

 

Link acquisto

https://www.primicerieditore.it/prodotto/concessioni-demaniali-marittime-nella-nuova-prospettiva-allinterno-dellunione-europea-paola-perrone/

 

 

 

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Data di Pubblicazione: 20 giugno 2019
Categoria: Comunicati Stampa, Lavoro & Finanza, Libri & Editoria
Argomenti: concessioni demaniali marittime, concessioni demaniali, diritto, turismo, commercio, paola perrone, avvocato paola perrone, il taccuino, il taccuino ufficio stampa,

Maria Cristina Pizzuto presenta il romanzo d'esordio Boccioli di rose

Il Taccuino Ufficio Stampa

Presenta

 

Boccioli di rose di Maria Cristina Pizzuto

 

Maria Cristina Pizzuto presenta “Boccioli di rose”: un diario intimo, un intenso racconto ispirato dalla personale esperienza dell’autrice con l’anoressia. Un’opera che vuole dare speranza a chi combatte contro questa malattia, e che cerca di spiegare le ragioni che possono portare una persona a soffrire di una condizione che colpisce duramente il fisico, ma che soprattutto strema lo spirito. Una testimonianza delicata e onesta, una nuova e importante uscita per la collana “Policromia” della casa editrice PubMe, che si impegna a raccontare le complesse e infinite sfumature della natura umana.

 

 

 

Titolo: Boccioli di rose

Autore: Maria Cristina Pizzuto

Genere: Romanzo breve

Casa Editrice: PubMe

Collana: Policromia

Pagine: 84

Prezzo: 12,00 €

Codice ISBN: 978-883-366-230-5

 

«Non posso provare gioia finché non riuscirò a uccidere la bufera che si cela in me; un tornado che congiunge l’intelligibile con il sensibile e mi schiaccia verso il basso. Come ho fatto a ridurmi così? […]».

 

Boccioli di rose di Maria Cristina Pizzuto è una testimonianza lucida della sua lotta all’anoressia, un commovente flusso di coscienza che ripercorre le dolorose fasi della sua malattia. L’autrice permette al lettore di entrare nella sua mente e nel suo cuore senza nascondere le sue debolezze, senza edulcorare una realtà che l’ha quasi annientata. Il sottotitolo dell’opera recita: Diario di un’anoressica. Perché l’anima di ciascuno di noi è un delicato fiore. Maria Cristina Pizzuto compie spesso parallelismi con la natura, nella quale vede l’unico motivo di pace per la sua mente confusa. Lo fa quando si paragona a una foglia appena nata, troppo fragile per restare attaccata al ramo; il suo corpo è altrettanto delicato, in procinto di cadere nel baratro, in vana attesa di una mano che lo afferri. L’autrice racconta la sua dura battaglia contro l’istinto di lasciarsi andare, perché arriva un punto in cui le difese crollano, in cui la morte psichica e spirituale si riflette su un corpo ormai inerme. In quest’opera si racconta l’anoressia senza filtri, distribuendo colpe e assoluzioni, mostrando una ragazza che ha paura di diventare adulta, e per questo motivo cerca di imprigionarsi nel corpo esile di bambina. La scrittrice alterna momenti in cui racconta lucidamente del suo disagio e in cui cerca soluzioni concrete, con altri in cui viene sommersa dal dolore e dal terrore, in cui tutto è confuso, come in un incubo. Da ogni parola dell’autrice emerge la stanchezza di vivere, di dover fingere di essere diversa da come è davvero; la paura è la costante della sua esistenza: paura di perdere il controllo di sé stessa, di rimanere sola. Boccioli di rose è il ritratto di una ragazza che analizza tutto ciò che ha intorno, che vuole comprendere il mondo e conoscere le persone nel profondo, che è stanca degli inganni e delle bugie dei suoi genitori, che la tradiscono leggendo il suo diario e che pensano che sia lei ad essere sbagliata. L’anoressia è una malattia che isola dalla realtà e spesso anche da chi dovrebbe amarci, che fa vergognare di sé stessi, che fa odiare gli altri a causa di una lotta interiore che dilania l’anima e che viene presto somatizzata, portando anche a conseguenze fatali. L’autrice racconta della sua fuga in un mondo immaginario completamente opposto alla realtà, del suo viaggio in una seconda dimensione da cui spera di non tornare, perché l’incomprensione della sua famiglia non fa che allontanarla ancora di più dalla vita, dalla luce, intrappolandola in una sua personale “selva oscura”. Attraverso la sua opera Maria Cristina Pizzuto cerca di mandare un messaggio chiaro e importante: ci vuole aiuto per uscire dall’anoressia, costante amore e accettazione verso chi sta soffrendo. Perché è una malattia subdola, che non fa comprendere le sue ragioni, che fa condannare il malato senza appello, che nasconde un doloroso disagio psichico dietro la maschera di un capriccio vanesio.

 

TRAMA. Boccioli di rose presenta la vita interpretata dagli occhi di una ragazza anoressica, sotto molteplici aspetti della quotidianità. Si alternano stralci di riflessioni, pensieri, emozioni, e paragrafi in cui lei descrive come uscire da quei meccanismi della mente, e dunque, con l'andar del tempo, in che modo venire fuori dal tunnel dell'anoressia.

 

 

L’AUTRICE È DISPONIBILE A RILASCIARE INTERVISTE

 

BIOGRAFIA. Maria Cristina Pizzuto è nata a Milano e vive a Fara Gera d'Adda (BG). Boccioli di rose (PubMe, Collana Policromia, 2019) è il suo primo romanzo.

 

CASA EDITRICE. PubMe è una giovane casa editrice che ha scelto di seguire la strada dell’innovazione e dell’originalità, non rinunciando alla solida professionalità con cui accompagna i suoi autori dalla fase di editing a quella di promozione delle loro opere. Attenta alle nuove voci del panorama letterario italiano, sceglie con cura gli scrittori che andranno a far parte delle diverse collane autogestite di cui si compone. Tra di esse, una menzione particolare va alla collana Policromia, che raccoglie opere eterogenee che non possono essere costrette in un genere definito, e il cui focus principale è l’umanità in tutte le sue infinite, meravigliose e anche controverse sfumature. La collana Policromia è curata dall’editor e scrittrice Emanuela Navone.

 

 

Contatti

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https://pubme.me/collanapolicromia/

 

Booktrailer del libro Boccioli di rose

https://www.youtube.com/watch?v=X-p3mJ9ahVs

 

Link di vendita

https://www.amazon.it/Boccioli-rose-Maria-Cristina-Pizzuto/dp/8833662306

https://www.ibs.it/boccioli-di-rose-diario-di-libro-maria-cristina-pizzuto/e/9788833662305

 

 

 

 

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Data di Pubblicazione: 17 giugno 2019
Categoria: Comunicati Stampa, Libri & Editoria, Psicologia & Benessere, Natura & Alimentazione
Argomenti: boccioli di rose, maria cristina pizzuto, anoressia, diario, testimonianza, libri, romanzo, scrittrice, il taccuino, il taccuino ufficio stampa,

"Il sentiero dei figli orfani", il nuovo romanzo di Giovanni Capurso

Il giornalista e scrittore Giovanni Capurso presenta “Il sentiero dei figli orfani”, il suo terzo romanzo di formazione che racconta le memorie giovanili di Savino, un uomo che ripercorre il suo passato e rivive le fasi di quel delicato passaggio che dalla fanciullezza conduce all’adolescenza. Ambientato in un piccolo paese lucano, San Fele, un luogo “fuori dalla storia e dagli eventi”, il romanzo descrive i primi turbamenti d’amore e i primi schiaffi ricevuti da una realtà che opprime il desiderio di evasione del giovane, ansioso di conoscere il mondo. Da adulto tornerà nei luoghi che in un tempo lontano l’hanno lasciato orfano, e comprenderà infine il senso del suo viaggio.

Titolo: Il sentiero dei figli orfani
Autore: Giovanni Capurso
Genere: Romanzo di formazione
Casa Editrice: Alter Ego Edizioni
Collana: Specchi
Pagine: 204
Prezzo: 14,00 €
Codice ISBN: 978-88-9333-146-3

«Con quell’eterno ritornare degli eventi naturali e dei riti collettivi avevo convissuto durante l’infanzia e la giovinezza. Misuravo il tempo in foglie che si facevano spazio sui rami o vorticavano nell’aria e ancora dai nove rintocchi delle campane che annunciavano il “mattutino” e dai ventuno tre ore prima del tramonto […]».

Il sentiero dei figli orfani di Giovanni Capurso è un romanzo che accompagna per mano il lettore in una storia semplice e poetica, in una vicenda di vita vissuta in cui in tanti si potranno rispecchiare. Nel racconto della gioventù di Savino Chieco vi è infatti tutta la forza e la bellezza di quel luminoso periodo della vita, ma anche tutta l’incertezza di chi è in bilico tra due fasi dell’esistenza, di chi ha da poco sperimentato la crudezza della realtà ma non ha ancora gli strumenti per fronteggiarla. Savino ormai adulto ripensa con nostalgia al suo passato, a quella “curiosa creatura” dickinsoniana che lo aggredisce con la sua vividezza, con le sue domande senza risposte, con il suo carico di dolore non ancora metabolizzato. Ricorda la semplicità del suo paese, San Fele, in cui la vita scorreva al ritmo della natura, e ripercorre un’estate fondamentale per la sua crescita, un’estate in cui per la prima volta conosce da vicino la morte, e l’amore. La soglia che la madre lo spinge ad attraversare, per entrare nella stanza in cui riposa la salma della nonna, è infatti il confine che di lì a poco Savino supererà per iniziare a costruire la propria identità. La morte è per i bambini qualcosa di troppo lontano, un evento che non può toccarli personalmente; rendersi conto che invece fa parte della vita di tutti è il primo trauma che permette di crescere. Il primo amore è una devastazione dei sensi, e al pari della morte porta nella vita un senso di precarietà che confonde le labili certezze di Savino. Il romanzo è il racconto del passaggio, non privo di conseguenze, che dalla fanciullezza porta all’adolescenza, vissuto da un ragazzo che si sente imprigionato in un’esistenza che non gli appartiene, in un luogo in cui non c’è futuro. Savino vuole conoscere il mondo, vuole vedere il mare, quella distesa sterminata in cui sfocia il fiume sulle cui rive ha giocato fin da bambino, lo stesso fiume che rappresenta il limite dei suoi sogni di libertà. Una libertà incarnata nel personaggio di Adamo, che, come il suo illustre omonimo, non ha più una casa ed è in continuo viaggio alla ricerca di un posto a cui appartenere. Il sentiero dei figli orfani è un romanzo che ricorda agli adulti quali sogni splendevano nei loro giovani cuori; un’opera che riflette sulla situazione ancora attuale dei ragazzi che sono costretti ad emigrare dai loro paesi per potersi costruire un futuro dignitoso. Una delicata riflessione sul tempo che passa, sui desideri sfumati e sull’importanza di ritornare sui propri passi per chiudere un cerchio, per comprendere il proprio percorso e non sentirsi più orfani della propria terra.

 

TRAMA. In un’estate torbida agli inizi degli anni Novanta, il giovane Savino si affaccia all’età acerba dell’adolescenza come si affrontano i sentieri in salita del suo paese, San Fele, in Lucania, tanto in alto che gli altri sembrano “presepi accartocciati”. Da “principiante della vita” scruta senza troppa curiosità il carattere malinconico del padre Michele, quello un po’ bizzarro dello zio Gaetano, da cui ha ereditato il “demone del dubbio”, e si lascia rasserenare dai modi placidi della madre Carmela; un ménage familiare, il suo, animato da duelli verbali con il fratello Aldo, dal ricordo di antenati sconosciuti e dalle scorribande con Radu, detto l’Anguilla. L’idillio verrà spezzato dalla frequentazione di Adamo, forestiero con alle spalle una figlia perduta e il buio della galera, che concretizzerà un processo di crescita assieme all’infatuazione per la bella Miriam, ragazza di città audace solo in apparenza. Su uno sfondo pietroso ma vivido e tra atmosfere ancestrali, si apre uno scorcio di vita che è quella degli orfani della Lucania, di coloro, cioè – e Savino non farà eccezione – che dopo un’adolescenza passata a chiedersi cosa sia il futuro lasciano la propria terra ma non abbandonano le loro radici.

 

L’AUTORE È DISPONIBILE A RILASCIARE INTERVISTE

BIOGRAFIA. Giovanni Capurso (Molfetta, 1978) è docente di Filosofia e Storia, giornalista e scrittore. Ha pubblicato i romanzi di formazione Nessun giorno è l’ultimo (Curcio Editore, 2015), La vita dei pesci (Manni Editori, 2017) e Il sentiero dei figli orfani (Alter Ego Edizioni, 2019). Scrive regolarmente per numerosi periodici e blog.

CASA EDITRICE. Alter Ego Edizioni è una casa editrice fondata nel 2012 a Viterbo da Danilo Bultrini e Luca Verduchi. Attiva inizialmente sul territorio della Tuscia e del Lazio, dal 2014 ha esteso il proprio raggio d’azione a tutta l’Italia, ed è distribuita a livello nazionale. I romanzi di Alter Ego raccontano gli uomini e le donne di oggi, la nostra società. Particolare attenzione viene riservata al tema del “doppio”. Si tratta di una ricerca che la casa editrice porta avanti utilizzando vari generi letterari: dal romanzo di formazione al romanzo psicologico, passando attraverso il distopico il romanzo umoristico, fino ad arrivare al giallo e al thriller. Dal 2019 la casa editrice aprirà alla pubblicazione di autori contemporanei stranieri.

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Data di Pubblicazione: 10 giugno 2019
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