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La Sofferenza come Tabù nel nuovo libro del prof. Guido Giarelli

Si può vivere senza sofferenza? È possibile ricondurla nell'ambito di un discorso scientifico a partire dalla consapevolezza della comune “condizione umana” che la globalizzazione induce? Sono le domande a cui cerca di rispondere il saggio del sociologo e antropologo Guido Giarelli Sofferenza e condizione umana. Per una sociologia del negativo nella società globalizzata.

 

Titolo: Sofferenza e condizione umana. Per una sociologia del negativo nella società globalizzata

Autore: Guido Giarelli

Genere: Società e scienze sociali, Sociologia

Casa Editrice: Rubbettino Editore

Collana: #sociologie

Pagine: 624

Codice ISBN: 9788849853360

 

«[…] La nostra tesi è che la sofferenza abbia posto in questo periodo un problema nuovo per le società occidentali, che è quello della sua inaccettabilità: il rifiuto della sofferenza, la sua non accettazione, è nata da un’illusione che si è andata sempre più diffondendo, che ha considerato la sofferenza come un’esperienza eccezionale, qualcosa che in quanto tale non apparteneva costitutivamente alla condizione umana. Mentre in passato tutte le religioni e le filosofie hanno considerato, come abbiamo visto, quello della sofferenza un problema fondamentale cui offrire qualche tipo di risposta di senso, nelle società moderne prima e contemporanee poi, la sofferenza è divenuta un tabù, così come la vecchiaia, la malattia e la morte».

 

Viviamo in un tempo di grande sofferenza: non le sofferenze atroci prodotte dalle grandi tragedie del ’900, ma un malessere sociale diffuso che si esprime sotto forma di sofferenza talora esplicita e mediatizzata, talora impalpabile, silenziosa e occultata dai mass media. L'esodato ultracinquantenne espulso dal mercato del lavoro, il giovane disoccupato o inoccupato che ha già perso ogni speranza di trovare un impiego, il lavoratore sfruttato e ridotto a “fattore produttivo”, i migranti sottoposti ai lavori più umilianti e alle condizioni di vita più degradanti, gli anziani che sempre più vedono sfumare la possibilità di una vecchiaia sicura e di una pensione adeguata a causa del deterioramento costante dei sistemi di protezione sociale pubblica. «Nonostante tutte queste sofferenze, abbiamo perso la capacità di spiegarle e quindi di cercare di affrontarle per poterle eliminare, per quanto possibile. E l’abbiamo persaspiega Giarelli perché, al pari della malattia, della disabilità, della vecchiaia e della morte, abbiamo considerato la sofferenza qualcosa di sconveniente, impresentabile, inaccettabile, “pornografica” in qualche modo, in una società sempre più salutista e performativa nella quale la bellezza, la salute, la necessità di essere sempre prestanti e all’altezza delle situazioni è diventato un dovere, un obbligo sociale se si vuole essere “in”, per non rischiare di diventare “out”. È così che la sofferenza è divenuta un tabù, rispetto al quale non sappiamo più parlare, spiegare e agire: questo libro cerca di ridarci la parola, di superare l’afasia che caratterizza la nostra società su questo tema». Elaborando una tipologia fenomenologica della sofferenza analizzata sulla base di un modello connessionista, il volume esplora quindi il contributo che tre studiosi classici (Karl Marx, Emile Durkheim e Max Weber) e tre contemporanei (Hans Jonas, Irving K. Zola e Margaret Archer) possono offrire attraverso i concetti di alienazione, anomia, razionalizzazione, limite, vulnerabilità e riflessività fratturata per una comprensione delle cause profonde della sofferenza umana. Ad emergere è così quella “dimensione del negativo” che, spesso interpretata dalle diverse mitologie, filosofie e teodicee religiose come prova dell’esistenza del “male”, rappresenta in realtà una componente intrinseca della condizione umana che una “sociologia del negativo” critica e riflessiva può consentire di analizzare sulla base di nuove piste di ricerca ormai ineludibili nella società globalizzata. «Vivere senza sofferenza è stata la grande illusione della società occidentale contemporanea, figlia della nostra idea di progresso lineare, indefinito, senza limiti: è così che si arriva all’illusione dell’ospedale senza dolore, del mondo senza sofferenza. Oggi stiamo scoprendo che la realtà ha dei limiti, e lo stiamo facendo a nostre spese: cambiamenti climatici, disastri ambientali, effetto serra, ma anche l’illusione delle pratiche anti-invecchiamento, di un’eterna giovinezza, di usare la criogenesi per sconfiggere la morte. Lo sapevano bene le società precedenti: un tempo il limite era inscritto nell’impotenza tecnologica dell’uomo di fronte all’onnipotenza incontrollabile della natura. Oggi, la mutata natura dell’agire umano consiste proprio nelle nuove e crescenti conquiste tecnologiche che la nostra società ha saputo mettere in campo, ma che rischiano di rivoltarsi contro di noi. Dobbiamo allora ritrovare quel limite autoimponendocelo secondo quel “principio di responsabilità” di cui parla Hans Jonas, per cui non tutto ciò che si può fare si deve fare, se vogliamo evitare di creare aspettative irrealistiche che non ci portano da nessuna altra parte se non alla nostra autodistruzione. Ciò che dobbiamo riscoprire è una nuova “cultura del limite” adeguata alla tarda modernità in crisi che stiamo vivendo, senza alcuna deviazione luddista e anti-tecnologica (fondamentalmente reazionaria), ma che sappia però tener conto dell’esistenza di limiti biologici, psicologici, esistenziali, sociali ed ecologici con i quali ci confrontiamo quotidianamente: è ciò che chiamo la dimensione del “negativo”, che racchiude tutti questi limiti, e rappresenta una dimensione fondamentale e ineliminabile della condizione umana quanto quella del positivo, con la quale dobbiamo tornare a familiarizzare, nella piena consapevolezza di questa ambivalenza della condizione umana, per cui non c’è positivo senza negativo, felicità senza sofferenza, gioia senza dolore. Perché, come afferma Salvatore Natoli “Il negativo colpisce il positivo, ma il positivo lo precede e ne è la sua ineliminabile condizione”».

 

TRAMA. Un libro che si rivolge non soltanto agli specialisti, ma anche a chi voglia cercare di comprendere le cause dei diversi tipi di sofferenza, cercando per quanto possibile di eliminare le sofferenze inutili, specie quelle causate dall’uomo, come le sofferenze sociali che originano dal mancato rispetto della dignità umana; senza per questo illudersi di eliminarle completamente, dal momento che esse rappresentano una componente costitutiva della condizione umana, una forma di adattamento all’ambiente in cui ci è dato vivere.

 
 

BIOGRAFIA. Guido Giarelli, Ph.D. alla University College London, è professore associato di Sociologia generale presso la Scuola di Medicina e Chirurgia dell’Università “Magna Græcia” di Catanzaro. Presso la medesima università è stato direttore del Centro di Ricerca Interdipartimentale sui Sistemi sanitari e le Politiche di welfare (C.R.I.S.P.) dal 2006 al 2010 e del Master di II livello in “Management integrato dei servizi sociali e sanitari”; è attualmente direttore del Master di II livello in “Medicina integrata”. È stato research associate dell’Institute of African Studies dell’Università di Nairobi, adjunct associate professor della School of Health Sciences della Oakland University di Rochester (Michigan), visiting scholar alla New York Academy of Medicine e alla Harvard Medical School di Boston, visiting professor all’Università di Oviedo (Spagna), all'Escola de Saúde Pública do Ceará di Fortaleza (Brasile) e al Centre for Sociological Theory and Research on Health Division and Population Health della University College London. Fondatore e primo presidente della Società Italiana di Sociologia della Salute (SISS) dal 2002 al 2005, segretario e poi membro del Consiglio scientifico della Sezione di Sociologia della salute e della medicina dell’Associazione Italiana di Sociologia (AIS) dal 2005 al 2011, presidente della European Society for Health and Medical Sociology (ESHMS) per il mandato 2006-2010, è attualmente vice-Presidente del Consiglio direttivo del Research Committee 15 (Sociology of Health) dell’International Sociological Association (ISA). Dal 2004 è membro dell’Osservatorio sulle Medicine Non Convenzionali della Regione Emilia-Romagna.

 

Video di presentazione del saggio https://youtu.be/n5_wkFr-OrQ

Articolo Oggisud https://oggisud.it/cultura-e-spettacoli/presentato-il-libro-di-guido-giarelli-per-una-sociologia-del-negativo-nella-societa-globalizzata

Link di vendita http://www.store.rubbettinoeditore.it/societa-e-scienze-sociali/sociologia/sofferenza-e-condizione-umana.html

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Data di Pubblicazione: 17 luglio 2018
Categoria: Comunicati Stampa, Libri & Editoria, Psicologia & Benessere
Argomenti: sofferenza, condizione umana, società, globalizzazione, guido giarelli, sociologia, libri, saggi, il taccuino ufficio stampa, saggistica, comunicati stampa libri, scrittori,

Libertà, coraggio e amore: "Ritrovarsi", il nuovo romanzo di Raffaele Messina

Un romanzo ambientato tra Capri e Napoli durante i dolorosi anni della Seconda guerra mondiale. Il racconto dell’iniziazione del giovane Francesco alla vita, ai suoi piaceri e ai suoi affanni, in un’epoca e in una società difficili, in cui non era possibile manifestare il proprio credo e i propri valori. È anche la storia di un amore che vince il tempo e lo spazio, e del sogno di un’esistenza vissuta nella pace e nel rispetto degli esseri umani. Ritrovarsi è un inno alla libertà e al coraggio di agire e di amare nonostante le difficoltà che purtroppo fanno parte del cammino dell’uomo. Un romanzo a volte duro, che racconta senza ingentilirli gli aspetti più cruenti dell’occupazione tedesca nel napoletano, riservando un posto particolare alle “Quattro giornate di Napoli” e alle disastrose conseguenze sulla città e sul destino del protagonista.

 

Titolo: Ritrovarsi

Autore: Raffaele Messina

Genere: Romanzo di formazione

Casa Editrice: Guida Editori

Pagine: 176

Codice ISBN: 978-88-6866-390-2

 

«[…] Era come un sovrapporsi di più presenze, misteriosamente esalate, scomparse, trasformate tutte in assenze. Ne restavano tracce evidenti, ma non c’erano più l’imperatore Tiberio e la sua corte, i suoi servi; non c’erano più gli archeologi e i loro operai. Non c’era neanche un custode. C’era lui, Francesco. Intruso, furtivo, e, come tale, anch’egli una presenza-assenza, partecipe dello stesso mistero».

 

Ritrovarsi di Raffaele Messina è un romanzo che accoglie in sé tanti temi importanti, dalla guerra e le sue terribili conseguenze alla difficoltà della crescita e degli anni dell’adolescenza. Attraverso il racconto della vita del protagonista Francesco Nastasi, si ripercorre un pezzo della storia di Napoli durante l’occupazione tedesca nella Seconda guerra mondiale, e della guerriglia urbana portata avanti da coraggiosi cittadini stanchi di essere asserviti a un padrone straniero e violento. Si parla delle dure leggi razziali, dell’illogica persecuzione degli ebrei, della falsità della propaganda fascista e del duro risveglio del popolo italiano dall’illusione di una guerra “giusta”. Nel racconto dei bombardamenti su Napoli si ha una delle immagini più intense del romanzo: quando Francesco e sua madre raggiungono il rifugio antiaereo, una discesa all’inferno per salvarsi la vita, vedono sul muro un graffito in cui è rappresentata una casa circondata da alberi e sotto di essa tanti fili d’erba, che si scoprono poi essere il metodo per contare i giorni di chiusura forzata nel bunker. Un’immagine che contiene in sé la critica a una guerra che ha distrutto vite e identità, e che ha privato gli uomini della sicurezza della casa e quindi della famiglia. Ritrovarsi pone l’accento sulla forza che ognuno trova dentro di sé quando si deve lottare per ciò che è davvero importante. Nel racconto delle “Quattro giornate di Napoli” si assiste alla fedele ricostruzione storica della resistenza dei napoletani, gente normale che ha deciso di non arrendersi e di sfidare un nemico più grande e potente, in nome della libertà. Parallelamente alle vicende storiche, Messina segue da vicino la storia del protagonista Francesco nei suoi tormentati anni dell’adolescenza, raccontandone la maturazione affettiva, sociale, sessuale e politica. Il ragazzo vive il difficile periodo storico che sta distruggendo ogni certezza con un unico, grande punto fermo nel cuore: l’amore per Patrizia. Un rapporto osteggiato dal destino, un amore vissuto a distanza, senza la sicurezza che l’altra stia ancora pensando a lui, senza la sicurezza che ella, di famiglia ebrea, sia ancora viva. Un altro rapporto è ben indagato dallo scrittore: quello pieno di incomprensioni di Francesco con il padre Salvatore. Due caratteri che sembrano opposti e che troveranno un punto di incontro solo quando riusciranno ad andare al di là delle apparenze. È qui che risiede il significato del titolo del romanzo, quel ritrovarsi di due anime, siano esse legate dall’amore tra un uomo e una donna, o dall’amore tra un padre e suo figlio.

Booktrailer del romanzo Ritrovarsi
 
TRAMA. Ritrovarsi è ambientato tra il 1938 e il 1946 sull’isola di Capri e successivamente a Napoli, intrecciandosi con le dinamiche della città nei primi anni della Seconda guerra mondiale e durante la rivolta popolare delle “Quattro Giornate”. Protagonista del romanzo è Francesco Nastasi, adolescente irrequieto preda di un amore incrollabile per una ragazzina ebrea, Patrizia, che scompare con la famiglia per sfuggire alle vessazioni del Podestà di Capri. Messina segue il protagonista negli anni della maturazione, nel contrasto con la figura paterna, maresciallo dei Reali Carabinieri, costretto per servizio a trasferirsi a Napoli, nelle difficoltà d’inserimento in una nuova realtà inasprita dalla guerra, nella stima ritrovata per il padre perduto sulle barricate e nella tenacia del primo amore che non muore mai.

BIOGRAFIA. Raffaele Messina (Catania, 1959) è docente, autore di testi scolastici, saggista e critico letterario. Dottore di ricerca in Italianistica, ha ricoperto gli incarichi di professore a contratto di Letteratura italiana contemporanea presso l’Università degli Studi di Salerno e di Supervisore di Tirocinio presso la S.I.C.S.I - Università degli Studi “Federico II” di Napoli. Attualmente insegna presso il Liceo linguistico “Mario Pagano” e collabora con la rivista L’Espresso Napoli. Ha pubblicato i saggi Il continuo e il discreto nella scrittura di Pirandello (Loffredo, 2009); Letti d’un fiato. Frammenti di produzione narrativa a Napoli e nel Mezzogiorno 2000-2012 (Homo Scrivens, 2013); L’educazione letteraria nella scuola riformata (Loffredo, 2003). Ha curato il recupero di novelle pirandelliane (Alla zappa! Una storia di prete pedofilo, Savarese) e delle opere giovanili di Luigi Compagnone (Gli ultimi paladini e altri racconti, Le avventure della famiglia De Gregorio). Ha esordito nella narrativa con i racconti Prestami la penna! (Premio Rolando 2010) e Muschillo al tempo della crisi (Premio Megaris 2012) ai quali hanno fatto seguito altri racconti apparsi in volumi collettanei. Ha curato le raccolte di racconti Scrittori per la pace (Guida editori, 2017), Le donne di Napoli (Homo Scrivens, 2017), Vecchio sarai tu! (Homo Scrivens, 2018) e ha pubblicato il romanzo Ritrovarsi (Guida editori, 2018).

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Data di Pubblicazione: 6 giugno 2018
Categoria: Libri & Editoria
Argomenti: raffaele messina, romanzo, letteratura, libertà, il taccuino ufficio stampa, il taccuino, narrativa, comunicati stampa libri, libri, editoria, ritrovarsi,

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Data di Pubblicazione: 17 marzo 2018
Categoria: Comunicati Stampa, Libri & Editoria
Argomenti: roberta boriosi, libri, comunicati stampa libri, narrativa umoristica, letteratura contemporanea, romanzo, commedia umoristica,