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Libri & Editoria

Le opere di Vincenzo Di Michele tra Storia e memoria

Vincenzo Di Michele è uno scrittore, storico e giornalista pubblicista romano, vincitore di diversi premi letterari e insignito di riconoscimenti istituzionali. Autore di opere di carattere storico e biografico, si è interessato anche di argomenti legati alla società e allo sport. Accanito difensore della verità storica e dell’obiettività nonostante le fazioni politiche e i pregiudizi, svolge il suo lavoro storiografico sostenuto da un’attenta e minuziosa ricerca delle fonti negli archivi e tra le testimonianze dirette di chi ha vissuto l’episodio che si accinge a narrare. Un esempio di racconto storico che non si ferma alla superficie, ma che scava profondamente alla ricerca della verità è l’opera L’ultimo segreto di Mussolini. Quel patto sottobanco fra Badoglio e i tedeschi. L’autore ha inoltre una particolare sensibilità nell’intrecciare vicende storiche e memorie familiari, come si evince dall’opera Cefalonia, io e la mia storia.

 

Titolo: Cefalonia, io e la mia storia
Autore: Vincenzo Di Michele
Genere: Romanzo autobiografico e storico/Romanzo familiare-generazionale
Casa Editrice: Il Cerchio​
Collana: C’est la vie​
Pagine: 248​
Codice ISBN: 978-8884744746

 

«[…] Le famiglie non si arresero e mai persero la speranza perché il loro caro non era morto, ma “disperso”. Se questa è stata una storia come tante di quei ragazzi che andarono in guerra, per le famiglie dei soldati che non ritornarono da Cefalonia ci fu qualcosa di diverso. Nessuna di queste osò dirlo a gran voce, ma ciascun familiare si consumò giorno per giorno in un mugugnare di pensieri.
Chissà se il suo ultimo respiro è stato proprio davanti a un plotone di esecuzione?
Così fu anche per la famiglia del soldato Clorindo Di Giacomo
».

 

Titolo: L’ultimo segreto di Mussolini. Quel patto sottobanco fra Badoglio e i tedeschi
Autore: Vincenzo Di Michele​
Genere
: Storico/Biografico
Casa Editrice: Il Cerchio
Collana: Gli archi
Pagine: 140​
Codice ISBN:
978-8884744227

«[…] Non sempre le verità si decidono a maggioranza; l'importante però è saper fornire, nella rivisitazione degli avvenimenti, una spiegazione logica capace di rinnegare il principio democratico della verità storica. Alla resa dei conti, fra il governo Badoglio e i tedeschi vi fu un accordo sempre tenuto nascosto fra sotterfugi e mezze parole, e il prezzo più caro l'ha pagato proprio la storia».

 

Vincenzo Di Michele ha affermato in un’intervista: “Se revisionismo significa ritornare indietro nell’analisi storica con nuovi elementi, con altre prove e soprattutto con ponderate riflessioni senza pregiudizi ideologici e/o di parte dico e affermo: sono un revisionista. Alla resa dei conti: "La storia non la fanno i vincitori"; ecco perché sono un revisionista”. Una frase che racchiude l’impegno dell’autore a esporre i fatti storici senza aver paura di smentire le verità condivise dalla maggioranza, se nuovi documenti e testimonianze portano a una revisione degli accadimenti. Di Michele non sta dalla parte dei vincitori ma da quella della verità, e purtroppo i due concetti non sempre trovano corrispondenza, ed è da questo scollamento, dalle distorsioni della Storia raccontata dai trionfatori che l’autore cerca di affrancarsi attraverso un faticoso e scrupoloso lavoro di ricerca. Il passato contiene un grande insegnamento di vita per l’autore, ed è sua priorità raccontarlo con oggettività; in quest’ottica una particolare attenzione è riservata al secondo conflitto mondiale e alle sue contraddizioni storiografiche, che Di Michele affronta in diverse opere. Ma non c’è solo l’importanza della verità nel racconto di episodi significativi per la Storia mondiale; c’è anche l’attenzione per le sofferenze private di uomini cancellati dalla guerra: l’autore sta infatti lavorando a un libro sulle storie dei dispersi e dei reduci della seconda guerra mondiale, e invita i lettori del suo sito internet a raccontare dei loro parenti che non sono più tornati a casa. Un’opera che rispecchia la vocazione di Vincenzo Di Michele per la verità storica intrecciata alle memorie di chi la Storia l’ha vissuta e spesso subita è Cefalonia, io e la mia storia. Un romanzo autobiografico, che narra la verità dell’autore sulla strage della divisione Acqui a opera dei tedeschi sull’isola di Cefalonia nel settembre del 1943, raccontando in parallelo l’eterna attesa dei famigliari dello scrittore, illusi di vedere il ritorno del loro congiunto. Una narrazione che abbraccia la Storia e le storie della sua famiglia, tramandate di padre e in figlio e arrivate fino all’autore, che ha voluto rendere omaggio al suo parente, Clorindo Di Giacomo, e a tutti gli uomini che sono stati trucidati ingiustamente, presentando lettere, testimonianze di sopravvissuti e dei cappellani di guerra padre Formato e padre Ghilardini. L’opera contiene una suggestiva immagine di banconote gettate a terra dai soldati in attesa della fucilazione, ormai prive di valore per chi si affannava a cercare nel proprio portafogli un pezzo di carta su cui scrivere le ultime, preziose parole da far consegnare alla propria famiglia. Priva di aneddoti autobiografici ma densa di riflessioni e di documentazioni inedite è l’opera L’ultimo segreto di Mussolini. Quel patto sottobanco fra Badoglio e i tedeschi, pubblicata anche in lingua inglese col titolo di The last secret of Mussolini. The undercounter pact between Badoglio and the German. L’otto settembre del 1943 l’Italia annunciò l’armistizio con le Forze alleate, mentre sottobanco il governo Badoglio continuò a collaborare con i tedeschi, portando, in un’escalation di ricatti e sotterfugi, alla liberazione da parte delle S.S. di Mussolini, confinato a Campo Imperatore. L’operazione Quercia è analizzata da Di Michele nelle sue evidenti contraddizioni, giudicata un’azione concordata e soprattutto di propaganda (è nota la presenza di cineoperatori sul luogo), necessaria a una Germania che stava perdendo consensi.

TRAMA CEFALONIA, IO E LA MIA STORIA: L’opera ripercorre la storia dell’eccidio di Cefalonia della divisione Acqui durante la seconda guerra mondiale. L’autore narra parallelamente di suo zio Clorindo che, allora ventenne, con altre migliaia di soldati si scontrò in guerra a Cefalonia con le truppe tedesche e risultò disperso. La prima metà di quest'opera è narrativa, ma nella seconda parte viene dato più spazio alla macrostoria, per inserire la vicenda in un contesto più chiaro. Nei fatti l’esercito italiano, dopo la proclamazione dell’armistizio con gli alleati dell’otto settembre 1943, si dissolse nel nulla. In molti disertarono, altri passarono al nemico, altri ancora furono fatti prigionieri e c’è stato anche chi – come raccontato nella testimonianza trascritta in un diario e riportata nel libro – dovette lottare fino alla morte per sopravvivere, perché doveva ritornare a casa da una figlia di sette anni che mai aveva conosciuto. Una vicenda narrata anche dal punto di vista della famiglia dell’autore che non si è mai arresa e mai ha perso la speranza, perché il loro parente non era ancora considerato ufficialmente morto, ma “disperso”. Una storia come quella di tante altre famiglie, i cui congiunti non tornarono più. In tale contesto si è sviluppata anche una visione specifica dell’autore, il quale ha inquadrato l’intera vicenda storica in una diversa rivisitazione, a cominciare da una scomoda verità sulla debolezza del generale Gandin, che nei fatti consentì a quei pochi sovversivi di prevalere sulla massa dei deboli, e proseguendo con una rilettura a proposito degli eroi di Cefalonia che furono immolati in nome della Resistenza, e consacrati nel corso degli anni come i salvatori della nuova Patria: “L’Italia antifascista”. Ma soprattutto, viene narrato come, e perché, quella strage stracolma di sangue e vite umane stroncate nel fiore degli anni si poteva evitare.

 

TRAMA L’ULTIMO SEGRETO DI MUSSOLINI. QUEL PATTO SOTTOBANCO FRA BADOGLIO E I TEDESCHI: L’otto settembre del 1943 l’Italia annunciò l’armistizio con le Forze Alleate. Fu una resa senza condizioni. Qualcosa però si mosse sottobanco. C’era infatti un altro tavolo, non ufficiale, dove il governo Badoglio continuò a collaborare con il vecchio amico tedesco. Tra ricatti, ostaggi, minacce e sotterfugi, l’illustre prigioniero Mussolini veniva così sottratto agli Alleati e consegnato ai tedeschi il 12 settembre a Campo Imperatore. L’agente Nelio Pannuti, addetto alla sorveglianza personale di Mussolini al Gran Sasso, in un’intervista rilasciata all’autore dichiarò che quell’incursione dei tedeschi “sembrava proprio un’azione concordata, tant’è che, una volta liberato il Duce, ci fu un momento conviviale tra soldati italiani e tedeschi nella sala dello stesso albergo, tutti con le armi in spalla pacificamente”. I manuali storici hanno sempre narrato dell’efficacia dei servizi segreti tedeschi e dell’impresa epica dei loro paracadutisti per liberare Mussolini, ma la realtà è che la presenza del Duce a Campo Imperatore era di dominio pubblico. Per non parlare della complicità italiana nel riaggiustamento storico. Il comandante dei carabinieri al Gran Sasso Alberto Faiola fu anche encomiato, quando al contrario egli non solo non predispose alcuna misura cautelativa per il detenuto, ma venne anche meno ai suoi doveri invitando alcuni suoi amici proprio in quei giorni all’albergo di Campo Imperatore. Una nuova verità storica che è raccontata sin dagli inizi grazie anche alla testimonianza - sconosciuta a molti - di Karl Radl, l’aiutante di colui che erroneamente è stato sempre considerato il vero artefice dell'Operazione Quercia: il capitano Otto Skorzeny.

L’ AUTORE E’ DISPONIBILE A RILASCIARE INTERVISTE
 

BIOGRAFIA: Vincenzo Di Michele (Roma, 1962), laureato in Scienze Politiche all’Università La Sapienza di Roma, è uno scrittore, giornalista, docente e storico, relatore in diversi convegni su temi storici, sociali e sportivi. Pubblica romanzi e saggi che hanno importanti riscontri su quotidiani nazionali, riviste e blog, tra cui Il Tempo, Libero, La Repubblica, La Stampa, Il Giornale, L’Unità, Lettera 43:

  • La famiglia di fatto (Firenze Atheneum Editore, 2006), un’acuta analisi della convivenza non coniugale nella società odierna

  • Io, prigioniero in Russia (Maremmi Editori, 2008, 2a ed. “La Stampa” di Torino in allegato, 2010 con più di 50.000 copie vendute), tratto dal diario del padre dell’autore Alfonso Di Michele, alpino della divisione Julia prigioniero in Russia durante il secondo conflitto mondiale. L’opera ha ricevuto un riconoscimento dell’allora Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano per l’importanza della testimonianza storica, una segnalazione d’onore e una medaglia di merito da parte del “Centro Don Gnocchi di Roma”, e inoltre l’autore è stato insignito del premio di Cultura e Vita Alpina “Amedeo De Cia”, del premio nazionale “Nomentum” e del premio “Baiocco Speciale”

  • Guidare oggi (Curiosando Editore, 2010), un manuale sulla sicurezza stradale, elogiato dal Ministro delle Infrastrutture A. Matteoli

  • Mussolini finto prigioniero al Gran Sasso (Curiosando Editore, 2011), un’inchiesta storica con scoperte esclusive sulla prigionia di Mussolini a Campo Imperatore. L’opera ha ricevuto una nota di merito dai senatori a vita Oscar L. Scalfaro, Carlo A. Ciampi e Giulio Andreotti per l’attività di ricerca storica

  • Pino Wilson, vero capitano d’altri tempi (Fernandel, 2013), la biografia ufficiale dello storico giocatore della Lazio, con inediti sul calcioscommesse degli anni Ottanta

  • Come sciogliere un matrimonio alla Sacra Rota (Fernandel, 2014), recensito su testate nazionali come “Il Tempo” e “La Stampa” e distribuito nelle edicole in varie regioni italiane, illustra le procedure di annullamento del matrimonio messe in atto dal tribunale della Rota Romana, ed elenca e spiega i casi pratici di invalidità matrimoniale

  • L’ultimo segreto di Mussolini. Quel patto sottobanco tra Badoglio e i tedeschi (Il Cerchio, 2015), narra i retroscena dell’operazione Quercia sulla liberazione di Mussolini. Opera finalista al premio “Carver”

  • Cefalonia, io e la mia storia (Il Cerchio, 2017), la vicenda dell’eccidio di Cefalonia intrecciata alla storia privata della famiglia dell’autore. Menzione d’onore al premio “Montefiore”, finalista al premio “Piersanti Mattarella” e al premio “Prunola”.

 

Contatti

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Casa editrice PubMe: in uscita la Collana Policromia diretta da Emanuela Navone

PubMe è una giovane casa editrice che ha scelto di seguire la strada dell’innovazione e dell’originalità, non rinunciando alla solida professionalità con cui accompagna i suoi autori dalla fase di editing a quella di promozione delle loro opere. Attenta alle nuove voci del panorama letterario italiano, sceglie con cura gli scrittori che andranno a far parte delle diverse collane autogestite di cui si compone. Tra di esse, una menzione particolare va alla collana Policromia, che raccoglie opere eterogenee che non possono essere costrette in un genere definito, e il cui focus principale è l’umanità in tutte le sue infinite, meravigliose e anche controverse sfumature. Tra i titoli contenuti nella collana Policromia: L’ultimo sorriso di Alfonso Pistilli e L’illusione della Fenice di Demetrio Verbaro.

Titolo: L’ultimo sorriso

Autore: Alfonso Pistilli

Genere: Narrativa Contemporanea/Giallo

Casa Editrice: PubMe

Collana: Policromia

Pagine: 169

Codice ISBN: 9788894839999

 

«[…] Curioso come una singola parola stabilisca l’importanza di una notizia in prima pagina: sì, perché se invece di “suicidio” ci fosse stato “omicidio”, oggi Halina avrebbe guadagnato, suo malgrado, le nove colonne di testata. Non che la cosa abbia rilevanza, ma mi irrita il pensiero che il dolore possa avere un prezzo differente».

 

Titolo: L’illusione della Fenice

Autore: Demetrio Verbaro

Genere: Narrativa Contemporanea/Sci-fi

Casa Editrice: PubMe

Collana: Policromia

Pagine: 258

Codice ISBN: 9788833661759

 

«[…] Avrebbe voluto non scendere più da quella dannata gru. Era consapevole che da quel momento in poi non avrebbe più visto la vita con gli stessi occhi di prima. Rimasero ore in silenzio a guardare i propri pensieri. Senza mangiare, senza bere, senza avere bisogno di niente. Solo il sole che lentamente usciva dal palcoscenico del mondo li fece ridestare».

 

PubMe è un polo editoriale che ha fatto della sperimentazione la sua missione, cercando sempre nuove strade e creando originali percorsi letterari attraverso le sue collane, gestite autonomamente da editor professionisti. La casa editrice pubblica gratuitamente i suoi autori, e si avvale di operatori editoriali qualificati che seguono un manoscritto dall’editing, passando per l’impaginazione e per la grafica, per la stampa in cartaceo e la creazione di e-book, fino alla distribuzione e alla promozione. In soli due anni, la casa editrice ha venduto più di centomila e-book, e vanta di una buona distribuzione digitale nei più importanti store online, e cartacea su tutto il territorio nazionale. PubMe è organizzata in collane editoriali distinte, che funzionano come piccole case editrici: cinque collane ospitano i generi Romantico, Eros e Storico (Floreale; Un cuore per capello; Dark love; Literary romance; Bright love), tre collane trattano invece dei generi Fantasy e Sci-fi (Starlight; Nhope; Il piacere di scrivere) e la collana Policromia si occupa della Narrativa contemporanea, non ascrivibile a un genere definito. La collana Policromia è curata dall’editor e scrittrice Emanuela Navone, e raccoglie racconti “di ordinaria follia”, di quelle vite vissute oltre i propri limiti, al di là della normalità. Storie intense di esseri umani straordinari, che non saranno facilmente dimenticate. Ne L’ultimo sorriso di Alfonso Pistilli un inconcludente venditore di vacanze porta a porta si trova a investigare sul presunto suicidio di un’amica, scoprendo una fitta trama di inganni nel torbido mondo del calcioscommesse. L’umanità del protagonista Alessandro Cocco illumina la narrazione, mostrando un personaggio che fino a quel momento ha solo osservato la vita da spettatore, e che grazie alla forza che alberga in ogni essere umano riuscirà a diventare un eroe del suo quotidiano. Una storia di riscatto da una vita vissuta ai margini, e di riflessione sulla dicotomia realtà/apparenza. Ne L’illusione della Fenice di Demetrio Verbaro ci si trova di fronte a un romanzo complesso e imprevedibile, che stupisce per la profonda caratterizzazione dei personaggi e per la solida costruzione degli ambienti in cui si muovono. La Fenice del titolo si riferisce all’inesauribile forza degli esseri umani di rialzarsi e di reinventarsi, e quindi di rinascere dalle proprie ceneri. Il romanzo racconta tre storie, ambientate in diverse epoche e in diversi luoghi, ma legate dai destini dei vari personaggi che si intrecciano e si influenzano dando vita a una narrazione che sorprende ed emoziona dalla prima all’ultima pagina. Un romanzo sulla ricerca del significato della vita, sulla relatività del tempo e sul bisogno di una costante che orienti il cammino dell’uomo.

TRAMA L’ULTIMO SORRISO: Tutti noi cerchiamo un sorriso in ogni angolo della vita, e talvolta lo troviamo laddove sembra impossibile. Alessandro Cocco, giovane venditore di vacanze a porta a porta, l’ha trovato in Halina, escort lituana con cui intreccia una profonda amicizia. Quando Alessandro apprende del suo suicidio, dopo un momento di smarrimento decide di dare retta al suo sesto senso, e di indagare sulla vita di Halina, scoprendo, pezzo dopo pezzo, i tasselli di un intricato puzzle di cui l’amica è solo un dettaglio. Tra partite di calcio, bevute con gli amici, uscite con la fidanzata e un antipatico ritornello che canta nella sua testa, Alessandro dissotterrerà a poco a poco una fitta rete di inganni e sotterfugi, ma imparerà anche ad avere più fiducia in sé stesso e a giocare un ruolo attivo al tavolo della sua vita.

BIOGRAFIA ALFONSO PISTILLI: Alfonso Pistilli ha frequentato i corsi di Scrittura Creativa dello scrittore e autore televisivo Tommy Dibari, e ha completato la sua formazione con lo scrittore ed editor Ruggero Ruggiero. Esordisce nella narrativa con il romanzo L’ultimo sorriso, un giallo sui generis dai sapori mediterranei.

TRAMA L’ILLUSIONE DELLA FENICE: Il romanzo è diviso in tre storie che si svolgono in luoghi geografici diversi e in momenti storici differenti. Tre vicende che narrano di amore, sofferenza, vita, speranza, cadute e rinascite. I protagonisti sono legati da qualche filo visibile e da molti invisibili, come i personaggi di uno spettacolo di marionette fatte muovere da un abile burattinaio. Ma cosa possono avere in comune Sara, una contadina sedicenne incinta che vive nel periodo del dopoguerra in un piccolo paese della Calabria, Amy, un’attrice che lavora nel mondo del porno nella Los Angeles degli anni novanta, e Sadie, una neolaureata in ingegneria presso il Politecnico di Zurigo nel 2034?

BIOGRAFIA DEMETRIO VERBARO: Demetrio Verbaro pubblica per PubGold il fantasy storico Dorian e la leggenda di Atlantide, per Lettere animate il mystery Il carico della formica, i romance L’attimo eterno e Ora, per sempre e oltre e lo sci-fi La farfalla con le ali di cristallo. L’illusione della Fenice (PubMe, 2018) è il suo sesto romanzo.

 

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Federico Leonardo Giampà presenta il romanzo "L'apprendista bardo"

Favola ed Epica, giostre cavalleresche e magia, leggenda e sogno si fondono nel romanzo L’apprendista bardo. Federico Leonardo Giampà accompagna Raymond e i suoi compagni in un viaggio tra i misteri di mondi sommersi, labirintici e sospesi tra le stelle, mostrando al lettore l’incanto della musica, unica possibile catalizzatrice della magia presente nella natura, e la potenza del coraggio e della nobiltà d’animo. Un racconto fantastico che incoraggia a oltrepassare i propri confini, a sognare in grande e a lottare per ciò che si desidera. Perché “per un cuore valoroso nulla è impossibile”.

Titolo: L’apprendista bardo

Autore: Federico Leonardo Giampà

Genere: Fantasy/Storico

Casa Editrice: Bookabook

Pagine: 258

Codice ISBN: 978-88-3323-122-8

***

Un’ombra scura aleggia sulla Francia, un’ombra che non va mai via” disse Atlanta alzando il capo verso il soffitto, come a indicare quell’ombra “l’ombra delle tenebre, evocata dalla regina della Foresta Nera.” La maga abbassò i suoi occhi magnetici su Raymond, guardandolo con gravità: “Riesci a capirmi?”. “Non molto,” ammise Raymond “perché fa questo?” “Per togliere la speranza,” rispose Atlanta, enfatizzando ogni parola “per togliere la luce, far credere alla gente che non ci sia altro al mondo se non oscurità e pena. E più gli uomini dispereranno di trovare la luce, più il suo potere si rafforzerà.” Atlanta allora sollevò il palmo della mano destra posandolo sul mento di Raymond: “Ma la musica può portare luce dove c’è solo tenebra, può ridare speranza a chi l’ha perduta per sempre, può indebolire l’oscurità, e batterla”.

Alle porte dell’anno mille, negli anni più oscuri del Medioevo […]”: è la frase che apre il romanzo L’apprendista bardo, e che fa già intuire come questa storia di fantasia sia ancorata a un tempo e a un luogo reali, rendendola non solo una fiaba per lettori più giovani ma anche un racconto fantastico stratificato e ricco di suggestioni, che rimandano ad eventi del passato, a leggende arturiane e a poemi cavallereschi narrati nei secoli da grandi autori. La vicenda è ambientata tra diverse regioni della Francia medievale e luoghi immaginari, ma resi estremamente concreti dalla penna sapiente di Giampà. Tutto ha inizio con una maledizione, che muoverà i diversi personaggi della storia verso un unico centro pulsante, verso un desiderio declinato in diverse attese. Ed è così che si incontreranno Raymond, il protagonista e apprendista bardo, Ivano, il guerriero insicuro del proprio valore, Luc, la gazza che un tempo era un essere umano e Ric, un troll delle caverne avido ma leale. L’apprendista bardo pone in primo piano l’importanza del narratore di storie, l’imprescindibilità di far sognare con le parole, il dovere di mostrare al lettore che c’è molto altro al di là delle apparenze e delle consuetudini. È un romanzo che fa desiderare di essere ancora in un tempo in cui il coraggio, la lealtà e la purezza d’animo erano valori fondamentali, ed è nel mostrare la metamorfosi di Raymond, che da giovane pieno di paure si ritroverà uomo consapevole di sé stesso, che l’opera trascende il genere fantasy per farsi romanzo di formazione. E poi c’è la musica, grande protagonista e portatrice di bellezza e di magia all’interno della storia narrata: “Fin da bambino Raymond aveva avuto un debole per i menestrelli che frequentavano la corte del conte. Guardava incantato i loro strumenti, come gli altri bambini guardavano le armature dei cavalieri, e sognava di creare quello che loro creavano: quel linguaggio senza parole, immediato, divino, che mandava in estasi tutti quanti. Quella magia chiamata musica”.

TRAMA - L’apprendista bardo è un romanzo che affianca ad eventi storici realmente accaduti il mondo della magia e dello straordinario, che nella storia è un universo nascosto in grado di determinare gli eventi "reali". Non si tratta quindi di un fantasy classico, ma di un testo che riprende temi epico-fantastici della tradizione letteraria europea, rielaborati per lettori giovanissimi. Caratteristica di spicco del romanzo sono i frequenti richiami alle leggende del ciclo arturiano, che si fondono con lo scenario oscuro, quasi gotico, dentro il quale si muovono i protagonisti. La storia si svolge nella Francia medievale, poco prima dell'anno mille. Realtà e fantasia si intersecano seguendo il filo delle avventure del protagonista principale, Raymond (l’apprendista bardo), figlio ed erede del conte di Provenza che, con gran dispiacere del padre, non è interessato al combattimento e ai cimenti, ma alla musica, tanto che decide di fuggire dalla corte per trovare il proprio destino. Raymond all’inizio non ha una meta, ma la trova grazie alla conoscenza di un uccello parlante, la gazza Luc, un tempo grande bardo, poi tramutato in uccello da una strega per essersi rifiutato di condividere con lei i segreti della musica magica. Tra i due nasce un patto, e Luc diviene il maestro di Raymond. Inizia così il viaggio del giovane apprendista bardo, tra misteriosi luoghi incantati, nuove amicizie, tornei cavallereschi, oscure insidie, e secolari segreti che aspettano di rivelarsi.

L’AUTORE È DISPONIBILE A RILASCIARE INTERVISTE

BIOGRAFIA - Federico Leonardo Giampà è nato in Calabria nel 1991. Nel 2007 è stato finalista del Premio Campiello Giovani con il thriller La Nenia del Maestro; in quegli anni ha pubblicato singole poesie nelle antologie letterarie della Giulio Perrone Editore, e nel 2013 ha pubblicato la raccolta poetica Orfiche (Fondazione Mario Luzi). Nello stesso anno si è laureato in Filosofia e Storia, mentre nel 2016 si è specializzato nel periodo medioevale ottenendo la laurea in Scienze Filosofiche. L’Apprendista Bardo, edito nel 2018 da Bookabook, è il suo romanzo di esordio.

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"Al di là delle cose scontate", il romanzo di Emanuele Mazzocco

Al di là delle cose scontate è un viaggio. Un viaggio che richiede il coraggio di percorrere strade impervie e poco battute, difficili e in salita. E poco importa se esse si trovino in Argentina o sulle montagne italiane. È un viaggio alla ricerca di sé stessi, alla scoperta dell’io più profondo e autentico, che non è rappresentato dai titoli accademici o dai traguardi professionali che si riesce a conquistare. Un percorso difficile e complicato in cui nessuno sarà mai da solo se, al suo fianco, ci saranno gli unici due valori fondamentali della vita: l’amore e l’amicizia, che nessuno dovrebbe mai dare per scontati.

Titolo: Al di là delle cose scontate

Autore: Emanuele Mazzocco

Genere: Narrativa contemporanea

Listino: € 12,90

Pagine: 196

EAN/ISBN: 979-12-200-2792-2

Lo sentivamo nelle ossa. Era una sensazione difficile da spiegare, ma quando senti di aver toccato il fondo è proprio lì che devi raschiare per trovare la fonte della tua sopravvivenza. Eravamo affamati di vita. Al diavolo la superficialità, le cose scontate. Noi volevamo nutrirci di quella vita. Volevamo legarcela stretta al collo come una sciarpa d’inverno. La vita nella sua essenza più pura. L’esistenza riempita di significato. Le piccole cose. La condivisione. Tutto il resto veniva dopo, come un dessert di cui puoi comodamente scegliere se goderne o farne a meno. A noi interessava la portata principale, e quella portata si chiamava vita.”
 

Un viaggio alla scoperta delle inviolabili vette dell’Argentina che è il lettore stesso, grazie alle splendide descrizioni, a osservare attraverso gli occhi del neolaureato Samuele. Tra le pagine del romanzo Al di là delle cose scontate si scoprono non solo lo splendore di una terra lontana e dall’aria quasi mistica, ma soprattutto la bellezza dell’amore e dell’amicizia, due sentimenti forti e fondamentali nella vita di ogni essere umano. È il sostegno che può dare una storia d’amore, magari anche agli inizi, nell’affrontare le difficoltà della vita, nel mettere un piede dopo l’altro, nel percorrere sentieri impervi e in salita, con la terra umida e poco battuta che rallenta il passo, e che rende più difficile la scalata. Una mano che stringe la tua e che, con un dolce sorriso sulle labbra, aiuta a intraprendere la strada giusta per il proprio futuro, mettendo ordine nei pezzi sparsi del proprio confuso passato. Un romanzo unico e toccante che affronta diversi temi con delicatezza e profondità, con uno stile coinvolgente e mai banale. Pagina dopo pagina scopriamo le meraviglie di una terra remota, sogno di molte persone. Pagina dopo pagina scopriamo sentimenti diversi, che si uniscono e si fondono fino all’ultima indimenticabile riga. Il lettore segue con passione e si innamora della storia di Samuele e Ana che, con una profondità di sentimenti non banale, costruiscono un rapporto che solo chi ha provato il vero amore, che solo chi ha sentito il cuore saltare un battito ogni volta che si incrociano un paio di occhi, può capire.

Toccando temi delicati come il lavoro giovanile e la crisi generazionale, Emanuele Mazzocco riesce a creare una storia appassionante e coinvolgente, a far scoprire Baires con le sue piazze e i suoi profumi, e a far vivere tra le pagine un popolo lontano con le sue particolari tradizioni, che la magia della letteratura riesce ad avvicinare a noi lettori.

TRAMA. In un giorno di luglio, Samuele dà l’ultimo addio a Mario, suo migliore amico e compagno di escursioni. Il racconto riprende poi dagli eventi del dicembre precedente, quando il ragazzo si laurea a pieni voti in economia aziendale. Un senso di angoscia lo opprime riflettendo sul futuro da affrontare e sul minor tempo che potrà dedicare alla montagna, per lui sinonimo di pace e ritmi di vita umani. Mario gli consegna il suo regalo di laurea: i biglietti per andare insieme a Buenos Aires. Sull’aereo, Samuele conosce Ana, una bellissima ragazza italo-argentina che studia a Napoli e condivide la sua passione per Springsteen, e che in seguito lo accompagnerà per le vie più vivaci di Baires. Tornato in patria, Samuele si dedica esclusivamente alla ricerca di lavoro. I colloqui lo lasciano sempre più spaesato, facendolo sentire come una cavia in un esperimento scientifico. Intanto, lui e Ana sfruttano ogni occasione per vedersi. Per il ragazzo arriva la possibilità di lavorare tre mesi in Belgio, dove Ana lo raggiunge. I due però non riescono a stare molto insieme, perché l’ufficio assorbe tutto il tempo e le energie di Samuele, trascinandolo in una grigia routine.

Ma il destino è in agguato in modi imprevedibili, che metteranno Samuele davanti a bivi fondamentali per la sua vita...

 

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BIOGRAFIA. Emanuele Mazzocco è nato a Isernia nel 1989. Laureato in Imprenditorialità e Innovazione, è un appassionato di fotografia, ecologia ed escursionismo. Al di là delle cose scontate è il suo romanzo d’esordio.

 

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