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Roberto Vallerignani presenta il giallo Bentornati a Villa Paradiso

Il Taccuino Ufficio Stampa

Presenta

 

Bentornati a Villa Paradiso di Roberto Vallerignani

Dopo Angelo Ingordo, Roberto Vallerignani torna con un nuovo caso per l’ispettore Antonelli: un duplice omicidio a Villa Paradiso, un ricovero per malati attorno al quale si svela, lentamente, una fitta trama di segreti, relazioni e rivelazioni. Tra le indagini e le supposizioni si sviluppa un complesso racconto corale dove le voci pubbliche e private delle forze dell’ordine, della politica e dei media si intrecciano a rivelare vite, abitudini e sentimenti di uomini e donne del nostro tempo. In un giallo che sfocia nel noir, alla scoperta del lato oscuro dell’animo umano e di una società di apparenze, l’ispettore finirà per confrontarsi con un assassino inaspettato, tormentato dai medesimi fantasmi che sembrano far visita, talvolta senza distinzione, alle vittime e ai colpevoli, agli accusanti e agli innocenti. Con uno sguardo discreto, l’autore indaga la superficialità dei mezzi di comunicazione, le storture della giustizia, le contraddizioni della burocrazia e soprattutto le pieghe dei pensieri di diverse esistenze, legate insieme quasi per caso dal sottile filo del delitto.

 

Titolo: Bentornati a Villa Paradiso

Autore: Roberto Vallerignani

Genere: Giallo

Casa Editrice: Edizioni Dalietta

Pagine: 284

Codice ISBN: 9788894068658

 

 

«[…] Si sentiva sporco perché anche lui aveva desiderato più volte di vederla morta. Ecco, lo aveva ammesso. Avvertì la straziante disperazione della sua voce e si inginocchiò. Il pianto era uscito allo scoperto, come un fiume carsico si precipitava verso il vuoto dell’afa. Capì che di tempo ne sarebbe occorso tanto, ebbe il timore di non riuscire a sopportare. Si appellò a qualcosa su nel cielo, qualcosa che doveva stazionare tra venere scintillante e una coda di luna che sbucava da un ultimo residuo di nuvolaglia. Si concentrò su quello spicchio di nero. Vi stabilì dimora. Con la speranza di poterne uscire. Un giorno».

 

È un agosto difficile al commissariato di polizia: piove da giorni, gran parte degli agenti è in ferie e l’ispettore Antonelli, a un passo dalla pensione, per un cavillo burocratico si ritrova a dover posticipare il meritato congedo. Non aiuta, quindi, l’apparentemente irrisolvibile omicidio avvenuto a Villa Paradiso, una struttura che ospita malati in riabilitazione considerata da molti un rifugio per chi non ha più speranza. Nulla di ciò che riguarda il delitto è limpido: la meccanica, troppo “pulita”; la tempistica, nel cuore di una notte silenziosa; nemmeno l’identità delle due vittime, dai poli antitetici e in perenne bilico tra una facciata pubblica e un complesso volto privato. Annarita Cardone, uccisa a sangue freddo insieme a un dipendente della Villa, è troppo bella per non aver attirato, in vita, invidie e attenzioni; ed è quindi intorno alla sua figura che si muove la squadra investigativa, che sondandone il passato ricostruisce una fitta trama di vicende personali che, in breve, coinvolgono numerosi sospettati. Fanno parte di questi ultimi anche figure di spicco della società, invischiando le indagini in una rete di implicazioni politiche e di ricadute mediatiche. L’intera vicenda si trascina stancamente, così come paiono esausti coloro che se ne occupano: l’agente incaricato, costretto a rimandare le proprie ferie a Cuba; il commissario, che dalle vacanze in Kenya è dovuto rientrare di malavoglia; il medico legale, l’unico a essere rimasto in laboratorio. La solitudine ritorna, pesante, nel cuore di molte altre figure: nella moglie dell’uomo ucciso, sola con una bambina; in un’infermiera della Villa, che per l’esposizione ripetuta alla sofferenza ha perso la ragione; e persino nell’ispettore Antonelli, l’unico punto fermo di una costellazione di personaggi che sembrano vorticare senza meta, spossati. È la vita stessa dell’ispettore a dare la chiave di lettura dell’intera vicenda, caratterizzata da un continuo rimbalzo tra opposti: l’ambiente casalingo, che profuma di famiglia, di affetti e di una calda quotidianità, stride con l’inquietudine interiore del protagonista, schiacciato dalla pressione di una politica di apparenze che mal si adegua alla sua natura. È proprio nel desiderio dell’ispettore di sondare profondamente l’animo umano per ottenere risposte che la narrazione, infine, trova il suo epilogo; un finale straziante, dove il colpevole e l’accusante, in un silenzioso confronto, portano alla luce una storia di violenza, di dolore e di frustrazione. In un giallo corale dai tratti inquieti e sottilmente nichilisti, Roberto Vallerignani mette a nudo le contraddizioni di una società d’immagine cieca di fronte alla dimensione privata dei suoi attori, dispersi in un quadro psicologico dai contorni labili e inaspettati, dove la superficie vale più della sostanza.

 

TRAMA. In una struttura di ricovero per malati in fase di riabilitazione, nel cuore di una città della provincia italiana, avviene un efferato, duplice omicidio. Le vittime sono due giovani: uno dei dipendenti della struttura e la bellissima Annarita Cardone, alla quale la morte ha strappato un’esistenza complessa e a prima vista contraddittoria, in bilico tra frivolezze amorose con personaggi di spicco e una vocazione alla solidarietà sociale. Accanto ai numerosi sospettati turbinano le storie interne al commissariato di polizia, popolato da una squadra investigativa pressata da una parte dalla politica e dalla stampa e, dall’altra, dal clima feriale di un ferragosto uggioso. Le indagini si intrecciano alle vicende personali dei numerosi personaggi che animano la vicenda, tra ispettori e commissari, colpevoli e innocenti, fino ai pazienti del ricovero, tra i quali si nasconde un oscuro segreto.

 

L’ AUTORE È DISPONIBILE A RILASCIARE INTERVISTE

 

 

BIOGRAFIA. Roberto Vallerignani (Narni, 1962), libero professionista in ambito finanziario, è autore di numerose sceneggiature per lungometraggi, cortometraggi e spettacoli teatrali e musicali, tra cui Camel Obsession (2008), Ed è subito sera (2013), Reflex (2015) e Conta il Cielo (2016), interpretato dagli attori selezionati al Premio Molè – Città di Terni, festival al quale ha contribuito negli ultimi anni come parte dello staff organizzativo. È inoltre tra gli ideatori del mensile Liberamente, attento alle dinamiche culturali e sociali della città di Terni, del percorso multi artistico “11” dedicato ai luoghi colpiti dai bombardamenti della Seconda guerra mondiale e, dal 2016, del format multiculturale “Umbrialand”, esordito all’Indie Film Fest dell’anno successivo. Il suo esordio come autore di romanzi avviene nel 2010 con La Sella del Vento, edito da La Riflessione, divenuto in seguito il soggetto di un film diretto da Andrea Sbarretti. Con il suo secondo romanzo del 2014, Angelo Ingordo, Vallerignani si misura con il genere giallo per le Edizioni Dalietta, con cui lavorerà anche per Bentornati a Villa Paradiso.

 
 

Contatti

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Domenica 16 dicembre si terrà la presentazione dell’opera “Noi, tre italiani” di Massimo Simonini

In occasione della chiusura del Centenario della Prima Guerra Mondiale, l’Associazione Culturale Sperimentiamo e la casa editrice Edizioni Efesto organizzano l’evento di presentazione dell’opera “Noi, tre italiani”.

“Noi, tre italiani” nasce dalla penna dello scrittore romano Massimo Simonini nel 2015, in collaborazione con lo Stato Maggiore della Difesa ed in coincidenza con l’inizio delle celebrazioni militari e civili del Centenario. Nello stesso anno l’autore trae dal romanzo l’omonima opera teatrale, rappresentata in tutta Italia sotto il patrocinio del Ministero dell’Istruzione, che la inserisce nel progetto “Giovani guide in trincea per la pace”.

L’opera narra la storia di tre soldati realmente esistiti (Riccardo Giusto di Udine, Giovanni Coppola di Collepietro e Ciro Scianna di Bagheria), provenienti da luoghi tanto lontani geograficamente quanto uniti spiritualmente dalla “inutile strage” che fu il conflitto mondiale. Da nord a sud i tre ragazzi si conoscono e si riconoscono sotto il nome di italiani, figli della stessa bandiera e dello stesso dolore.

Con l’evento del prossimo 16 dicembre (domenica, alle ore 17,00) si vuole offrire al pubblico una serata di aneddoti e racconti che hanno caratterizzato questi quattro anni di lavoro. In una delle location più belle di Roma, l’Oratorio del Gonfalone (via del Gonfalone, 32A), l’autore Massimo Simonini incontrerà il pubblico e lo coinvolgerà in un racconto emozionante e significativo.

L’ingresso è gratuito. Necessaria prenotazione (348.47.36.049 o autore@massimosimonini.it).

 

 

A Cori (LT), la scrittrice Ester Rizzo è stata ospite di "Confessioni di uno Scrittore"

Lo scorso 7 Dicembre 2018, presso la Biblioteca comunale “Elio Filippo Accrocca” di Cori (LT) si è tenuto un nuovo appuntamento con “Confessioni di uno scrittore”, la rassegna letteraria organizzata dall’Associazione culturale Arcadia e dall’Amministrazione comunale e che permette di ascoltare direttamente dalla voce degli autori le storie e i percorsi che si nascondono dietro ognuna delle loro opere presentate.

Protagonista dell'incontro è stata Ester Rizzo, docente di “Letteratura al Femminile” al CUSCA (Centro Universitario Socio-Culturale Adulti) di Licata, collaboratrice di testate giornalistiche, referente per la provincia di Agrigento del “Gruppo Toponomastica Femminile” e responsabile della Commissione Donne, Pari Opportunità e Politiche Sociali del distretto FIDAPA. Con lei presente anche Loretta Campagna, referente di Toponomastica Femminile per il Lazio Meridionale.

Ester Rizzo si è sempre dedicata alle tematiche relative al mondo femminile e per Navarra Editore ha pubblicato due libri. “Camicette bianche” è un saggio che ricostruisce il rogo della Triangle Waist Company di New York (25 Marzo 1911), la fabbrica di camicette alla moda dove morirono 146 lavoratori di cui 126 giovani donne, 38 italiane, a causa della mancanza delle condizioni minime di sicurezza. La tragedia diede origine alla festa dell’8 Marzo.

Il romanzo “Le ricamatrici” narra l’esempio di un esercito di donne coraggiose guidato da Filippa Rotondo, che sfidò la mafia ribellandosi allo sfruttamento del lavoro a domicilio. Dal paesino di Santa Caterina Villarmosa riuscirono a far condannare i loro sfruttatori e a fare approvare in Parlamento la legge n° 877 del 18 dicembre 1973. La neonata cooperativa “La rosa rossa” venne ostacolata da continui atti intimidatori, fino a bruciare il loro sogno d’indipendenza

Per la stessa casa editrice Ester Rizzo ha inoltre curato “Le Mille. I primati delle donne”. Il testo riunisce mille donne che per prime hanno realizzato un progetto, hanno ottenuto un riconoscimento, un’onorificenza, un incarico politico o lavorativo, un titolo di studio. Donne che in tutto il mondo si sono cimentate in imprese, mestieri e professioni di esclusivo dominio degli uomini; che hanno sfidato pregiudizi e tabù. 

Francesco Cotti presenta il nuovo libro "Run Hide Tell"

Run Hide Tell è la cronaca in tempo reale di un drammatico e violento attacco terroristico in un villaggio vacanze italiano, e delle operazioni congiunte dei Reparti Speciali di Polizia e Carabinieri per riuscire a mettere in salvo gli ostaggi e dare primo soccorso alle vittime. Un romanzo ad alto tasso adrenalinico, ricco di suspense e di momenti di forte impatto visivo; un racconto che coinvolge personaggi appartenenti alle Forze Speciali ma anche semplici cittadini che si trovano a scappare, a nascondersi e a invocare aiuto per la propria sopravvivenza. Dopo Strategie Alternative, che ha preparato il terreno per Run Hide Tell, Francesco Cotti presenta un nuovo techno-thriller basato su scenari tragicamente plausibili e attualmente oggetto di studio da parte dei Reparti Antiterrorismo italiani.

Titolo: Run Hide Tell

Autore: Francesco Cotti

Genere: Techno-Thriller

Casa Editrice: Amazon EU

Pagine: 278

Codice ISBN: 978-1983320323

«[…] Un attacco terroristico è come un’infezione provocata da un corpo estraneo. Quando una scheggia di legno perfora l’epidermide, immette nei tessuti migliaia di agenti patogeni diversi che la ricoprono e che sono, in maggior parte, teoricamente letali per il corpo umano. Le cellule più vicine al punto d’ingresso della scheggia soccombono immediatamente, aggredite dai batteri penetrati. Nel giro di qualche minuto il corpo umano ha una risposta difensiva molto aggressiva. La pelle intorno alla scheggia s’infiamma, gonfiandosi e diventando più calda, e richiama più sangue possibile, perché lì sono contenuti i granulociti, ovvero un tipo di globuli bianchi poco specializzati, ma presenti in quantità. Il loro compito è aggredire i batteri sconosciuti, circondarli, e fagocitarli fino ad ucciderli. Tutto questo in attesa che il sistema immunitario metta a disposizione i leucociti, ovvero i globuli bianchi che si sono specializzati a neutralizzare infezioni specifiche che hanno già incontrato precedentemente. L’analogia è calzante quando si deve descrivere una risposta militare ad un attacco terroristico».

Run Hide Tell di Francesco Cotti è la seconda parte di un racconto sulle procedure di risposta ad attacchi di massa delle Forze Speciali, iniziato con il romanzo Strategie Alternative. In questo nuovo lavoro si racconta del violento assalto terroristico a un villaggio vacanze marchigiano, ospitante più di quattrocento persone, ad opera di fanatici integralisti. Con grande cura per i dettagli tecnici e per le concitate fasi operative dei Reparti Speciali di Polizia (UOPI) e Carabinieri (GIS e SOS), Francesco Cotti ipotizza uno scenario verosimile in cui il nostro Paese subisce un attacco da anni temuto dalla popolazione, e tenuto fino a quel momento sotto controllo dall’Intelligence italiana. Run Hide Tell inizia con una tranquilla scena familiare, per poi scaraventare il lettore senza preavviso in un inferno di corpi insanguinati e di nera disperazione. La scelta di non dividere la narrazione in capitoli rende ancora più immediata e palpitante la vicenda, raccontata con ritmo frenetico e senza lasciare respiro. Il romanzo ricorda la serie televisiva 24, per l’azione narrata in tempo reale e riguardante un episodio di attacco terroristico, a cui dovranno rispondere Reparti Speciali addestrati per queste delicate missioni. La trama è assolutamente realistica, arricchita da spiegazioni sulle procedure e i protocolli delle Forze Armate e dei reparti specializzati nelle grandi emergenze del 118 (PMA), e resa più interessante grazie alle riflessioni dello scrittore sul fanatismo religioso di giovani traviati da una fede mal interpretata. Senza tralasciare anche i dettagli più sconvolgenti e crudi di un attacco di massa, e con un’analisi approfondita e grande rispetto per le reazioni di chi ne è vittima, lo scrittore mostra le difficoltà derivanti dal coordinamento di forze operative indipendenti tra loro, che si trovano per la prima volta a fronteggiare una terribile minaccia. Tanti sono i personaggi che si alternano nella storia e che contribuiscono a renderla verosimile e avvincente, ma è Alfonso Cantore che rimane impresso nella mente del lettore, un eroe alla Jack Bauer pronto a tutto per salvare quante più vite possibili. Run Hide Tell prende il titolo dalle procedure di emergenza in caso di attacco terroristico in cui si insegna a scappare, nascondersi e allertare, in un difficile momento storico in cui tali nozioni dovrebbero purtroppo essere conosciute da tutta la popolazione italiana.

TRAMA. Run Hide Tell è la cronaca in tempo reale di un attentato terroristico in un villaggio vacanze italiano. Il sistema di risposta antiterrorismo verrà sottoposto al primo vero test operativo in una situazione disperata, dove numerosi elementi armati e ben coordinati prenderanno in ostaggio centinaia di turisti. Le UOPI della Polizia di Stato e le SOS e il GIS dei Carabinieri saranno chiamati a neutralizzare la minaccia lavorando in sinergia. Con un ritmo degli eventi serratissimo il lettore sarà catapultato direttamente nell'azione e nelle procedure operative utilizzate dai nostri Reparti Speciali e dalle strutture mediche di soccorso. Situazioni dove conta il tempo, ma soprattutto la capacità di saper prendere decisioni eticamente strazianti.

L’ AUTORE È DISPONIBILE A RILASCIARE INTERVISTE

BIOGRAFIA. Francesco Cotti nasce a Parma nel 1971. Pubblica romanzi di genere techno-thriller, in cui trasmette il suo sapere sulle tecnologie militari, maturato anche grazie alla sua attività passata di consulente tecnico per un’azienda che eroga servizi e beni per Enti Governativi, tra cui i Reparti di Forze Speciali di Esercito, Marina e Arma dei Carabinieri. Il suo ruolo è stato quello di istruire i vari operatori degli Enti all’impiego di equipaggiamenti, e di curare le forniture di materiale ad uso militare per i contingenti delle Forze Armate impegnati nelle prime missioni in Iraq ed Afghanistan (2001-2004). È anche testimone del sorgere del fenomeno delle guardie civili a contratto impegnate in servizi di scorta in teatri di guerra all’estero (impropriamente chiamate “contractor” dai media). È grazie al suo lavoro che ha modo di conoscere e di stringere rapporti a tutti i livelli con operatori dei Reparti di Forze Speciali che lo motivano, nel 2007, a pubblicare il suo primo romanzo d’esordio fortemente ispirato da aneddoti raccolti nell’ambiente, e mai resi pubblici fino ad allora: La Giusta Decisione. Il libro raccoglie il consenso di un pubblico di nicchia incuriosito da un romanzo che per la prima volta ha protagonisti assoluti le Forze Speciali italiane, senza nessuna contaminazione anglosassone nei personaggi e nella trama. Il racconto, per quanto mostri ancora delle incertezze stilistiche tipiche degli esordienti, attira l’attenzione anche del personale in divisa, diventando uno dei romanzi più letti dai soldati italiani in missione all’estero. Nel 2012 esce il secondo romanzo Futuro Ignoto che può vantare nella sua stesura la prestigiosa collaborazione ufficiale del Gruppo Intervento Speciale (GIS) dell’Arma dei Carabinieri. Nel 2016 pubblica il suo romanzo più maturo e ambizioso, Collera dal Mare, che narra nei dettagli la prima crisi diplomatica/militare tra Italia e Libia, facendo in modo che l’autore sia identificato in numerose recensioni come l’ideale erede italiano di Tom Clancy. Il romanzo, a più di due anni dalla pubblicazione, è ancora nei primi cinque posti della classifica di vendite di Amazon. Nel 2017 pubblica la prima parte di un romanzo in due puntate: Strategie Alternative, e nel luglio 2018 il seguito Run Hide Tell, che parla del primo attentato terroristico di grandi proporzioni in un villaggio turistico italiano. Al momento sta lavorando al prossimo romanzo che si avvarrà del contributo dell’Aeronautica Militare.

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