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In uscita "A cosa serve un cuore?" di Davide Uria

Venerdì 8 luglio 2016 è uscito in self  "A cosa serve un cuore (poesie 2002 – 2016)" di Davide Uria. La nuova edizione della raccolta contiene nuove poesie ed è disponibile nel solo formato digitale.

Il testo è una silloge poetica nata da un disagio interiore, dalla necessità di ritrovare un senso e una propria dimensione, in uno spazio sia fisico che spirituale. Una voce di protesta, ruvida, tagliente e soffocata dal timore, ci racconta la sua esperienza, decantando sia le meraviglie che il degrado della vita. Una voce speranzosa si alterna a note di sconforto, ricordando a tutti che la vita non è altro che una grande opera che fluttua nella menzogna.
Si intuisce, nella poesia di Davide Uria, l’immediatezza con cui i sentimenti più svariati si susseguono con la massima grazia nell’anima dello scrittore. Scaturisce tra le righe poetiche una forza interiore che caratterizza il modo di pensare, di cogliere profondamente quelle verità difficili da negare. Piccolo e grande sono concetti relativi, quasi inutilizzabili se ci si accosta alla poesia. Le percezioni a volte istintive, altre volte maturate con la conoscenza interiore, sono ancora un’altra meta. Ancora un altro viaggio attraverso gli occhi. Le sue parole creano immagini surrealiste nella mente di chi legge, si posano impalpabili e come bolle di sapone, quando esplodono, lasciano l’essenza di cui sono fatte. Una raffinata e crepuscolare melanconia che è la cifra di Davide. L’onestà dei sogni, con quel bambino che conosce l’adulto, con il timore che il passato possa d’un tratto scomparire e che il futuro sia privato dai panorami dell’anima, è un elemento cos
 tante ed autentico che contraddistingue le liriche di questa raccolta.
Così come la consapevolezza che, in ogni caso, il viaggio da affrontare è un viaggio di solitudine, in compagnia delle buone parole per tracciare la rotta.
“A cosa serve un cuore?” è un testo omogeneo e dallo stile scorrevole e piano, ricchissimo di messaggi, che vengono filtrati da una scrittura che non fa ricorso ad inutili ricerche stilistiche ad effetto. Davide fa sua una caratteristica importante del poeta: stupisce, ed è attraverso lo stupore che poi si approda alla conoscenza e per chi legge, alla conoscenza di sé. Ma perché il lettore si stupisca è fondamentale che per primo si stupisca il poeta. E’ un viaggio difficile, quello della poesia, ma interessante come tutti i viaggi difficili.

Sara Tirso
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