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Il 20 novembre al Gianicolo per ricordare il patriota e martire P. Ugo Bassi

Domenica 20 novembre, dalle ore 10.30, si svolgerà una visita guidata gratuita al Parco Gianicolense – Parco degli eroi per ricordare, con una breve cerimonia, la figura di P. Ugo Bassi. Nel corso del tour, organizzato dall’associazione A. Cipriani Comitato in collaborazione con il Centro Studi Storici dei PP. Barnabiti, ci si fermerà nel Piazzale Garibaldi, davanti al busto di P. UGO BASSI, prima di proseguire la visita ai busti e ai monumenti, e terminare intorno alle ore 12.00, al Belvedere della Costituzione della Repubblica romana del 1849.

Per il ricordo di Ugo Bassi, proprio al termine del Giubileo della Misericordia, interverranno Enrico Luciani, per l’associazione A. Cipriani Comitato Gianicolo P. Filippo Lovison, per il Centro Studi Storici dei PP. Barnabiti, e Alessandro Manna, per il Comitato Ugo Bassi di Bologna.

Ugo Bassi, barnabita, cappellano garibaldino, è tra le figure che meglio incarnano il Risorgimento religioso in senso profondo, liberaldemocratico e moderno. Battezzato con il nome di Giuseppe, mutato in Ugo, in omaggio a Foscolo, padre Bassi morì martire all’età di 48 anni. Dopo aver studiato retorica presso i Barnabiti a Bologna, entrò nella loro Congregazione e, nel 1821, emise i voti. Negli anni successivi insegnò a Napoli e nel 1825 venne ordinato sacerdote. Si dedicò allora alla predicazione, prima a Napoli poi in Piemonte, segnalandosi per i contenuti liberali delle prediche. Nel 1848 seguì, come cappellano, le truppe di volontari guidate dal generale Durando. Ferito tre volte a Treviso, partecipò poi alla difesa di Venezia. Trasferitosi a Roma, si unì ai volontari garibaldini, di cui divenne cappellano, nella difesa della Repubblica. In quei mesi fu emesso nei suoi confronti un provvedimento di secolarizzazione, che però non gli fu comunicato. Alla caduta della Repubblica romana, P. Bassi partecipò con i Garibaldi alla ritirata attraverso l’Italia centrale. L’8 agosto 1849 fu catturato dagli austriaci a Comacchio, condotto a Bologna e fucilato, proprio nella stessa città che, nello stesso giorno e mese dell’anno prima (8 agosto 1848), si era ribellata agli austriaci e li aveva costretti a ritirarsi – provvisoriamente – a Nord del fiume Po.

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