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Dieci prugne ai fascisti. A Cori le confessioni di uno scrittore con la giovanissima Elvira Mujčić

Sabato 2 Luglio, alle 18:30, presso la Biblioteca civica ‘Elio Filippo Accrocca’, l’ultimo appuntamento con la rassegna letteraria che offre la possibilità di ascoltare dalla voce degli autori le storie e i percorsi che si nascondono dietro ogni libro. Termina la rassegna letteraria ‘Confessioni di uno scrittore’, l’iniziativa che offre la possibilità di ascoltare dalla voce degli autori le storie e i percorsi che si nascondono dietro ogni libro,  organizzata dalla Libreria ‘Voland’ di Cisterna di Latina, in collaborazione con l’Associazione culturale ‘Arcadia’ e il Comune di Cori.

L’ultimo appuntamento è per sabato 2 Luglio, alle ore 18:30, presso la Biblioteca civica ‘Elio Filippo Accrocca’, in compagnia di Elvira Mujčić, giovanissima scrittrice, interprete e traduttrice, classe 1980, nata in Serbia e vissuta in Bosnia e in Croazia, prima di trasferirsi a Roma, dove abita tuttora. Con lei interverrà Giulio Mazzali. Al termine verrà offerto ai presenti un aperitivo.
Elvira Mujčić presenterà a Cori il suo ultimo libro ‘Dieci prugne ai fascisti’ (Elliot Editore). Nella famiglia di Lania, la nonna rappresenta il solido fulcro intorno al quale ruota l’asse familiare. Un giorno la donna chiede di poter essere sepolta un domani nella sua terra, ma la faccenda non è così semplice e dà origine a una catena, al limite del comico, fatta di manovre, equivoci, scontri e progetti che terranno tutti occupati per mesi. Eppure, quando sette anni dopo la morte arriva davvero, la macchina organizzativa, così a lungo oliata, s’inceppa via via in modo grottesco e inaspettato. Perché non si tratta di una famiglia qualsiasi ma di esuli fuggiti dalla Bosnia in guerra ed emigrati in Italia negli anni Novanta, che hanno portato con sé un’eredità ricca di memorie e resistenza ma anche il peso di una tragedia taciuta e mai superata. Il ritorno in patria per Lania, sua madre e i suoi due fratelli, al seguito del feretro verso la terra natia, si trasforma così in un viaggio a ritroso nel tempo, costellato di incontri bizzarri e di imprevisti, in una migrazione al contrario che ha come destinazione la riconquista della propria storia e di una nuova vita.

 

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