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Comunicati Stampa

Esercito e Studenti alla "Festa dello Sport" ad Agropoli (SA)

Si è svolta questa mattina la XIX edizione della “Festa dello Sport” presso lo stadio “Guariglia” e l’impianto di Atletica “Pietro Mennea” di Agropoli. Commiato festoso di fine anno consolidato da una tradizione che vede i giovani protagonisti per il diciannovesimo anno consecutivo. Durante la manifestazione le associazioni sportive che operano sul territorio hanno allestito “stands” nello spazio antistante il campo sportivo ed hanno partecipato attivamente con momenti dimostrativi. Presente all’evento un Info-Campo del Comando Forze Operative Sud la cui partecipazione ha consentito di approfondire la conoscenza sulle attività operative e sportive dell’Esercito e sulla loro importanza.

Durante la manifestazione l’intero ricavato dalle offerte per la degustazione di gelati artigianali è stato devoluto ad un’associazione Onlus “diversamente abili” che opera sul territorio. Ospite d’onore l’atleta paralimpico Claudio De Vivo, primatista italiano di atletica leggera sui 1500 mt, a testimonianza che attraverso lo sport si possono rimuovere gli ostacoli e le barriere sociali e pregiudizievoli che spingono e alimentano comportamenti eccessivi che talvolta si trasformano in emarginazione sociale e Carraturo Mariafelicia, atleta napoletana che a 48 anni è primatista del record mondiale di apnea in assetto variabile con la monopinna che è scesa fino ad una profondità di 115 mt, in 3 minuti e 4 secondi.

La manifestazione ha visto ancora una volta Esercito ed istituzioni locali partecipare in sinergia e trasmettere importanti valori ai giovani che con la partecipazione numerosa hanno dato prova che la gioventù cilentana, portatrice dei vantaggi di una realtà territoriale sana (relativamente ad ambiente e fattore umano), trova nella pratica sportiva la possibilità di una simbiosi armonica e coerente con il territorio, ove maturare e crescere sia dal punto di vista fisico che civile e culturale.  

Presente per l’occasione Domenico Belmonte in rappresentanza del Comitato dei Gelatieri Campani che ha deliziato i giovani partecipanti.

Presentata a Roma la 23^ edizione di Moda Movie

La bellissima sala del Cenacolo della Camera dei Deputati, a Roma, ha ospitato stamattina la presentazione nazionale della 23esima edizione di Moda Movie, il progetto che premia il talento nella moda, nel cinema e nell’arte.

A Nino Graziano Luca, storico conduttore di Moda Movie, il compito di introdurre la manifestazione in programma a Cosenza dal 3 all’11 giugno e coordinare gli interventi del direttore artistico Sante Orrico e della responsabile del settore Cinema Loredana Ciliberto, in compagnia della giornalista de Il Sole 24Ore Chiara Beghelli e dell’attrice Jennifer Mischiati, fra gli ospiti di questa edizione.

“Moda Movie è un progetto composito che ha oltrepassato i confini della Calabria – ha esordito Luca - regalando a Cosenza una centralità assoluta, anche grazie ai rapporti virtuosi instaurati con l’Università e con tutte le realtà del posto. A Sante Orrico il merito di aver realizzato un evento di grande pregio, che unisce arte e territorio”.

“Sono felice di essere qui e orgoglioso di essere giunto alla 23esima edizione di Moda Movie, un evento ormai conosciuto in campo internazionale – ha affermato con emozione il patron di Moda Movie –. Anche in questa annualità daremo spazio ai giovani e parleremo delle eccellenze calabresi e di tutto ciò che di positivo c’è nella nostra terra”.

Coniugare fashion e settima arte è da sempre l’obiettivo di Moda Movie, che per questa edizione ha raddoppiato i contest, affiancando a quello per i giovani fashion designer anche quello per videomaker. “In un posto periferico come la Calabria – ha affermato Loredana Ciliberto - diventa difficile parlare di cinema e moda, ma noi ci stiamo riuscendo. Con il tema Folk Bohémien abbiamo chiesto ai partecipanti di raccontare la tradizione con gli strumenti della modernità, con una particolare attenzione alla cultura Arbëreshë, radicata nella nostra regione dal 1400”. Ciliberto si è inoltre soffermata sul nutrito programma della manifestazione che include lo showcase “Moda©Cibo”, due giorni di workshop e un convegno di studi con esperti del settore tessile, di moda, cinema e comunicazione.

Dopo il saluto da parte dell’onorevole Felice Mariani, che ha avuto parole di apprezzamento per l’iniziativa, è intervenuta la giornalista Chiara Beghelli, lieta di partecipare a Moda Movie, che ha definito “un’importante operazione di scouting”, una manifestazione d’avanguardia in grado di suggerire una rete territoriale di settore: “La città di Cosenza è avanti - ha aggiunto - perché la moda è sperimentazione, comunicazione alternativa che arricchisce quella tradizionale”.

Ad arricchire gli interventi la performance di moda con le realizzazioni della vincitrice di Moda Movie 2018, la stilista cinese Xinxy Xu, portavoce di una femminilità orientale ma declinata in chiave contemporanea.

Ha invece raccontato le sue ultime esperienze professionali l’attrice Jennifer Mischiati, nuova stella del cinema italiano, interprete in una produzione internazionale al fianco di Gerard Depardieu, anche lei fra gli ospiti di questa 23esima edizione.

Presenti fra gli altri l’imprenditrice Ino Mantilla, lo stilista Mauro Gala, il curatore d’arte Rosario Sprovieri, la gallerista Myriam Peluso e il videomaker Arbër Agalliu, finalista al concorso registi di Moda Movie 2019.

Al termine della conferenza i presenti si sono spostati a Palazzo Ferrajoli, antica dimora cinquestesca, dove hanno potuto degustare i prodotti della sezione Sapori Mediterranei, eccellenze enogastronomiche della Calabria.

Roberta Dieci presenta il nuovo libro "Lotus. Le anime di Aoroa"

Roberta Dieci presenta “Lotus. Le anime di Aoroa”, il primo volume di una saga YA Fantasy. Un’intensa storia d’avventura e d’amore in una terra che appartiene al mito; la visione utopica di un mondo ai confini del sogno in cui la passione per la vita arde nei cuori dei suoi abitanti, in cui si è liberi di scoprire sé stessi e di esprimersi senza riserve. Dopo il pluripremiato “I sogni non fanno rumore”, l’autrice torna al suo amato mondo classico raccontando una storia che diventa leggenda, ambientata in un luogo fuori dal tempo e dallo spazio a cui i due giovani protagonisti scopriranno di appartenere, e per cui varrà la pena combattere.

 

Titolo: Lotus. Le anime di Aoroa
Autore: Roberta Dieci
Genere: Fantasy/Young Adult
Casa Editrice: Reverdito
Pagine: 176​
Prezzo: 15.00€​
Codice ISBN: 9788834200735

 

«Sbarrò gli occhi e si ritrovò in una stanza dorata, decorata d’avorio, “crisoelefantina” l’avrebbe definita la sua professoressa di storia dell’arte. La ricchezza e la bellezza di quel luogo le ricordavano un passato indefinito. Il castello echeggiava eleganza e raffinatezza, di colori delicati, di magia. Bianca si guardava intorno smarrita, ma felice. “Riconosci questo luogo?” chiese la donna. “È come se lo avessi già visto in un racconto, o in un sogno, in una favola”. La donna sorrise. “Io sono Aulide, regina degli Albigesi, della stirpe degli Aoroi. E questa è casa tua”.»

 

Lotus. Le anime di Aoroa di Roberta Dieci è una storia che nasce nel mondo reale, nell’universo appassionato e travagliato dell’adolescenza, per poi sviluppare la sua trama in un luogo epico e utopico, il sacro regno degli Aoroi. I protagonisti Bianca e Marco sono due ragazzi come tanti, presi dagli amori non corrisposti, dalla paura di crescere e dalla voglia di mordere la vita. Sono due ottimi studenti e atleti molto promettenti, e non si fanno sfuggire la possibilità di partecipare alla competizione “Mens sana in corpore sano” ispirata alle antiche Olimpiadi, in cui si dovranno cimentare nello sport e in difficili quiz di logica. L’entrata in gara rappresenterà per i due giovani non solo l’occasione di distinguersi, ma soprattutto la possibilità di scoprire una parte di loro che non credevano di avere. È infatti nel limbo costituito dal terreno dei Giochi Esperidi, nella zona di confine tra mondo del sogno e realtà, che Bianca e Marco troveranno l’accesso al loro destino. Un destino eroico scritto nella leggenda, ben prima della loro nascita. Lotus. Le anime di Aoroa è un romanzo ricco di azione, magia e mistero, in cui convivono la mitologia greca e le sue leggendarie figure, dalle Arpie ai Titani, antichi codici segreti, richiami ad epiche battaglie e a grandi condottieri della classicità, e un particolare uso del succo del fiore di Loto che deriva dal mito di Er della Repubblica di Platone: “E chi di volta in volta ne beveva si dimenticava di ogni cosa”. E in cui Eros e Thanatos si contrappongono e si fondono in un’appassionante storia d’amore e di guerra. Bianca e Marco viaggiano tra il mondo reale e un luogo mitico che in principio maschera la propria concretezza in un sogno condiviso, e che simboleggia il passaggio all’età adulta, quel duro percorso di crescita fatto di dubbi, sofferenze e meravigliose scoperte. Un rito di iniziazione che i due protagonisti affronteranno con il coraggio della gioventù, e con la forza di un amore che può vincere ogni difficoltà.

TRAMA. Lotus. Le anime di Aoroa, primo capitolo di una saga YA fantasy, è la storia di Bianca e Marco, due giovani che non si sopportano ma che scopriranno di essere legati da un sottile e misterioso filo rosso, che ne intreccia indissolubilmente i destini. Quando ai due ragazzi viene chiesto di partecipare alla competizione “Mens sana in corpore sano”, che li metterà alla prova sia a livello sportivo che intellettuale, si ritrovano catapultati in un mondo sconosciuto, dove vengono accolti dal mitico popolo degli Aoroi. Considerandolo all’inizio solo un sogno più reale di altri, ben presto Bianca si renderà conto che anche Marco sta vivendo un’esperienza simile, ipotizzando che si tratti di un sogno condiviso. Ma la verità è molto più complessa, e i due ragazzi vedranno stravolta la loro vita e dovranno decidere se combattere con coraggio per la propria terra d’origine e il proprio popolo, o bere il succo del fiore di Loto, abbandonarsi all’oblio e tornare per sempre alla realtà.

L’AUTRICE E’ DISPONIBILE A RILASCIARE INTERVISTE

BIOGRAFIA. Roberta Dieci è un’insegnante e scrittrice. È inoltre una calciatrice, e adora i tacchi a spillo, ama il latino e lo shopping compulsivo, è fan delle serate in famiglia e degli aperitivi con le amiche. Da quelli che lei stessa definisce "gli ossimori della sua vita" ha tratto storie eccentriche, vivaci, piene di personaggi passionali e contrastati. Pubblica nel 2017 per Bookabook Edizioni il romanzo rosa I sogni non fanno rumore. Il fantasy YA Lotus. Le anime di Aoroa (Reverdito, 2019) è il suo secondo romanzo.

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Sud e Civiltà: i custodi del falso Pantheon risorgimentale vogliono criminalizzare la revisione storica

L’Associazione "Sud e Civiltà", andata a Sanza a tenere un convegno storico per riabilitare la comunità locale, bollata d’infamia da 158 anni per aver difeso coraggiosamente il regno nel 1857 contro una banda armata di avventurieri politici e di galeotti evasi dal carcere di Ponza, capitanata da Carlo Pisacane, si è vista, prima, accolta con enorme freddezza dall’amministrazione comunale, in persona del vicesindaco (il quale ha ripetutamente e pubblicamente sottolineato che non era sua intenzione invitarci, ma di averlo fatto solo per non deludere un concittadino nostro  simpatizzante), poi, incredibilmente, rifiutare dal Sindaco la targa appositamente creata per rendere giustizia alla gente di Sanza.

Durante il convegno, del quale la popolazione era stata tenuta accuratamente all’oscuro, il Sindaco, alzatosi improvvisamente (in seguito farà sapere di essere stato “offeso” dal modo in cui si stava descrivendo la figura di Mazzini), anziché esprimere un motivato dissenso, si è allontanato senza nemmeno salutare. Il vicesindaco, rimasto in sala ove parlava spesso ad alta voce creando disturbo ai relatori, ha platealmente rifiutato la targa dedicata alla città di Sanza, accusando il presidente di "Sud e Civiltà", il magistrato Edoardo Vitale, di venire meno al suo giuramento di fedeltà alla Costituzione per essere un sostenitore della monarchia.

Edoardo Vitale ha vibratamente replicato che nel 1857 non si fronteggiavano una repubblica e una monarchia, essendo stato lo sbarco di Pisacane la prova generale di un’invasione diretta ad avvantaggiare un’altra monarchia, quella sabauda, e che comunque parlar bene di un monarca del passato non significa certo voler restaurare la monarchia. Sebbene reso edotto di queste evidenti verità, il vicesindaco si è allontanato ingiungendo i convegnisti a sgombrare l’aula immediatamente, cosa che ha determinato comprensibile agitazione fra i molti convenuti.

Prima di doversi allontanare, il presidente di "Sud e Civiltà" è riuscito a consegnare una targa di riconoscimento al giovane e omonimo discendente di Sabino Laveglia, la guardia borbonica che insieme alla popolazione di Sanza fronteggiò vittoriosamente la banda armata di Pisacane e pagò con la vita l’adempimento del dovere, essendo stato trucidato senza processo nel 1860, quando il nuovo invasore Garibaldi venne con forze maggiori e l’appoggio delle potenze capitaliste, a ritentare l’occupazione delle Due Sicilie. A questo evento è seguito un attacco mediatico violentissimo, con il quotidiano La Città di Salerno che ha dato ampio risalto all’accaduto presentandolo in modo distorto e accusando Edoardo Vitale di aver inneggiato all’uccisione di Pisacane. Inoltre il vicesindaco ha osato replicare le sue assurde offese all’onorabilità del presidente di "Sud e Civiltà" come uomo e come magistrato.

A questi attacchi si è aggiunto quello, violentissimo, sempre sullo stesso quotidiano, dell’editore Galzerano, il quale ha addirittura invocato: “quel giudice va processato”, per “vilipendio del risorgimento” e istigazione all’omicidio politico(?), dolendosi del fatto che la versione “ufficiale” del cosiddetto risorgimento non sia tutelata da un apposito reato per chi osi contestarla. Vistisi contestati da un’opinione pubblica ormai maggioritaria, che non crede più alle falsità della storiografia conformista, gli esaltatori dell'invasione piemontese, a corto di argomenti, sono ridotti a invocare processi contro chi non è d'accordo con loro. Ma adesso hanno trovato pane per i loro denti.

Comincia una battaglia inarrestabile per la difesa delle libertà di pensiero e di parola. I responsabili di quanto descritto risponderanno in ogni sede giudiziaria delle loro gravissime offese. Nessuno potrà impedire a un popolo di conoscere la sua vera storia.