Invio Comunicati Stampa e Notizie - WEBcomunicazioni.it
Invio Comunicati Stampa e Notizie

Berlinghieri su UEM: «documento incompleto. Occorrono scelte coraggiose per creare un nuovo motore di sviluppo europeo»

«Per arrivare ad un’Europa all’altezza della scena globale occorrono scelte politiche coraggiose in tempi brevi e la creazione di un potere politico a livello di zona euro, che preveda un trasferimento di sovranità dagli Stati Membri alla federazione europea nei campi indispensabili a gestire la moneta, la finanza e soprattutto l’economia reale, con riflessi positivi sull’occupazione e sul miglioramento della qualità di vita di tutti i cittadini europei».

Sono le parole del deputato Marina Belinghieri, Capogruppo PD della Commissione permanente XIV Politiche Unione Europea e membro del Gruppo S&D, a margine del Workshop, svolto in “Aula Difesa” del Senato della Repubblica e organizzato dal gruppo dei Socialisti e Democratici del Parlamento europeo per discutere su Rapporto che delinea la futura architettura dell’UEM, pubblicato il 22 giugno scorso.
«Il gruppo si è trovato concorde nel considerare insoddisfacente il documento a firma dei 5 Presidenti, che appare incompleto e che ci vede uniti nel chiedere una profonda revisione dell’Unione Economica e Monetaria Europea. L’eurozona non è riuscita a raggiungere gli obiettivi principali dell’unione Europea in termini di crescita sostenibile, di occupazione, di progresso sociale, di coesione e stabilità. A ciò si aggiungono le grandi sfide dei mercati e delle economie globali, che l’Europa può affrontare solo con scelte e impostazioni di strategie politiche più coraggiose di quelle che in realtà sono contenute nel documento del 22 giungo.
Il Rapporto a firma di Juncker, Dijsselbloem, Tusk, Draghi e Schulz prevede dei tempi biblici per ciò che attiene al completamento dell’Unione monetaria, che sono del tutto inadeguati rispetto alla velocità dei processi politici ed economici.
Cosa ancor più grave
- sottolinea la Berlinghieri - non si presume nulla sulla creazione di un nuovo motore di sviluppo europeo. Il documento, infatti, affronta solo gli aspetti del completamento dell’unione monetaria legati all’unione bancaria e ad alcuni strumenti del mondo finanziario ma non presenta una strategia complessiva che abbracci anche altre sfere oltre quella monetaria, per la quale si limita ad enunciati di principio.
Come possiamo affrontare
- si chiede la Berlinghieri - una governance dell’euro senza pensare a politiche energetiche, ad una seria politica estera dell’Unione Europea, all’Europa come un mercato unico e a politiche di investimento e di crescita? Mi riferisco, ad esempio, ad un piano industriale serio per rilanciare la competitività delle nostre imprese.
È chiaro che questo pone dei problemi e che la strada non sarà sicuramente facile da percorrere, ma se veramente abbiamo intenzione di arrestare la marginalizzazione dell’UE nel panorama mondiale, occorre che i membri dell’UE affrontino il tema del trasferimento di sovranità e che, quindi, ogni Stato trasferisca una parte del proprio potere decisionale a livello europeo. Soltanto se ogni Stato Membro abbandona la logica di interesse nazionale per condividere con gli altri un reale e concreto pensiero, si potrà arrivare ad un bilancio unico dell’Unione Europea che possa avere entrate e fare investimenti a favore di alcune politiche, così come realizzare una crescita sostenibile ed equilibrata, con una piena occupazione e un progresso sociale che coinvolga tutti gli Stati membri e non si attui a macchia di leopardo
».
Le riflessioni emerse nel corso dell’incontro romano, hanno portato il gruppo S&D ad evidenziare la mancanza di coesione economica, sociale e territoriale e, più in generale, a discutere sulle carenze di un documento che si presenta come un “lavoro incompleto”. 
«Noi chiediamo più democrazia a livello europeo, una progressiva agenda di investimento di trasformazione e riforme strutturali socialmente equilibrate, norme sociali comuni. L’UEM non emergerà da questa crisi, ne sarà in grado di gestire eventuali crisi future, basandosi essenzialmente su un programma stretto di riforme strutturali all’interno dei vincoli di bilancio. Il percorso, per come prospettato, va costruito partendo da basi solide e scelte strategiche di fondo a ritmi che, purtroppo, non sono quelli biblici prospettati dai cinque Presidenti.
Oggi è il tempo del coraggio e nella costruzione di un pensiero condiviso devono responsabilizzarsi anche le famiglie politiche. Il nostro impegno come gruppo S&D è quello di dialogare con i vari partiti che compongono questa famiglia dentro i diversi Stati nazionali, affinché si arrivi coesi e con un pensiero univoco nei luoghi dove si prendono decisioni importanti.
Sono consapevole che è un cammino difficile e che in questo momento sono molte le spinte a tornare indietro, ma
- conclude il deputato PD - sono altrettanto consapevole che questo tempo di crisi deve diventare il tempo del coraggio, il "tempo opportuno" per decidere davvero che cosa l'Europa vuole diventare. Non fosse altro per il fatto che il mondo va avanti anche senza di noi!»

© webcomunicazioni.it. Riproduzione Riservata

← Torna alla Prima Pagina