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Arte & Cultura :

 

"Al di là delle cose scontate", il romanzo di Emanuele Mazzocco

Al di là delle cose scontate è un viaggio. Un viaggio che richiede il coraggio di percorrere strade impervie e poco battute, difficili e in salita. E poco importa se esse si trovino in Argentina o sulle montagne italiane. È un viaggio alla ricerca di sé stessi, alla scoperta dell’io più profondo e autentico, che non è rappresentato dai titoli accademici o dai traguardi professionali che si riesce a conquistare. Un percorso difficile e complicato in cui nessuno sarà mai da solo se, al suo fianco, ci saranno gli unici due valori fondamentali della vita: l’amore e l’amicizia, che nessuno dovrebbe mai dare per scontati.

Titolo: Al di là delle cose scontate

Autore: Emanuele Mazzocco

Genere: Narrativa contemporanea

Listino: € 12,90

Pagine: 196

EAN/ISBN: 979-12-200-2792-2

Lo sentivamo nelle ossa. Era una sensazione difficile da spiegare, ma quando senti di aver toccato il fondo è proprio lì che devi raschiare per trovare la fonte della tua sopravvivenza. Eravamo affamati di vita. Al diavolo la superficialità, le cose scontate. Noi volevamo nutrirci di quella vita. Volevamo legarcela stretta al collo come una sciarpa d’inverno. La vita nella sua essenza più pura. L’esistenza riempita di significato. Le piccole cose. La condivisione. Tutto il resto veniva dopo, come un dessert di cui puoi comodamente scegliere se goderne o farne a meno. A noi interessava la portata principale, e quella portata si chiamava vita.”
 

Un viaggio alla scoperta delle inviolabili vette dell’Argentina che è il lettore stesso, grazie alle splendide descrizioni, a osservare attraverso gli occhi del neolaureato Samuele. Tra le pagine del romanzo Al di là delle cose scontate si scoprono non solo lo splendore di una terra lontana e dall’aria quasi mistica, ma soprattutto la bellezza dell’amore e dell’amicizia, due sentimenti forti e fondamentali nella vita di ogni essere umano. È il sostegno che può dare una storia d’amore, magari anche agli inizi, nell’affrontare le difficoltà della vita, nel mettere un piede dopo l’altro, nel percorrere sentieri impervi e in salita, con la terra umida e poco battuta che rallenta il passo, e che rende più difficile la scalata. Una mano che stringe la tua e che, con un dolce sorriso sulle labbra, aiuta a intraprendere la strada giusta per il proprio futuro, mettendo ordine nei pezzi sparsi del proprio confuso passato. Un romanzo unico e toccante che affronta diversi temi con delicatezza e profondità, con uno stile coinvolgente e mai banale. Pagina dopo pagina scopriamo le meraviglie di una terra remota, sogno di molte persone. Pagina dopo pagina scopriamo sentimenti diversi, che si uniscono e si fondono fino all’ultima indimenticabile riga. Il lettore segue con passione e si innamora della storia di Samuele e Ana che, con una profondità di sentimenti non banale, costruiscono un rapporto che solo chi ha provato il vero amore, che solo chi ha sentito il cuore saltare un battito ogni volta che si incrociano un paio di occhi, può capire.

Toccando temi delicati come il lavoro giovanile e la crisi generazionale, Emanuele Mazzocco riesce a creare una storia appassionante e coinvolgente, a far scoprire Baires con le sue piazze e i suoi profumi, e a far vivere tra le pagine un popolo lontano con le sue particolari tradizioni, che la magia della letteratura riesce ad avvicinare a noi lettori.

TRAMA. In un giorno di luglio, Samuele dà l’ultimo addio a Mario, suo migliore amico e compagno di escursioni. Il racconto riprende poi dagli eventi del dicembre precedente, quando il ragazzo si laurea a pieni voti in economia aziendale. Un senso di angoscia lo opprime riflettendo sul futuro da affrontare e sul minor tempo che potrà dedicare alla montagna, per lui sinonimo di pace e ritmi di vita umani. Mario gli consegna il suo regalo di laurea: i biglietti per andare insieme a Buenos Aires. Sull’aereo, Samuele conosce Ana, una bellissima ragazza italo-argentina che studia a Napoli e condivide la sua passione per Springsteen, e che in seguito lo accompagnerà per le vie più vivaci di Baires. Tornato in patria, Samuele si dedica esclusivamente alla ricerca di lavoro. I colloqui lo lasciano sempre più spaesato, facendolo sentire come una cavia in un esperimento scientifico. Intanto, lui e Ana sfruttano ogni occasione per vedersi. Per il ragazzo arriva la possibilità di lavorare tre mesi in Belgio, dove Ana lo raggiunge. I due però non riescono a stare molto insieme, perché l’ufficio assorbe tutto il tempo e le energie di Samuele, trascinandolo in una grigia routine.

Ma il destino è in agguato in modi imprevedibili, che metteranno Samuele davanti a bivi fondamentali per la sua vita...

 

L’ AUTORE È DISPONIBILE A RILASCIARE INTERVISTE

 

BIOGRAFIA. Emanuele Mazzocco è nato a Isernia nel 1989. Laureato in Imprenditorialità e Innovazione, è un appassionato di fotografia, ecologia ed escursionismo. Al di là delle cose scontate è il suo romanzo d’esordio.

 

CONTATTI

Blog: https://aldila-delle-cose-scontate.com/


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Nell’ambito di “Pace tra i Popoli Natale 2018" a Cori e Giulianello, ritorna la 2^ edizione di "Natale Insieme"

Sabato 15 e Domenica 16 Dicembre torna a Cori (LT), la seconda edizione, ‘Natale Insieme’, manifestazione organizzata dall’associazione “Event Art” nell’ambito di “PACE TRA I POPOLI” - NATALE 2018 A CORI E GIULIANELLO, il cartellone di eventi presentato per le festività dal Comune di Cori con il patrocinio e il contributo della Regione Lazio – Consiglio Regionale e la collaborazione della Pro Loco Cori.

Come nel 2017, nei due giorni della manifestazione si svolgerà il Concorso di Estemporanea di Pittura, quest’anno con il titolo “Cori e l’antico borgo”, dedicato alla memoria del Maestro Francesco Porcari: vedremo acquarellisti e pittori, che si cimenteranno nelle più svariate tecniche, percorrere i dedali dei vicoletti coresi per scegliere il luogo da imprimere su tela e realizzare il proprio capolavoro sotto gli occhi dei visitatori.

In contemporanea, l’atmosfera natalizia sarà garantita dalle luminarie realizzate con materiale di riciclo, grazie alla cospicua partecipazione di quanti, artisti e non, hanno deciso di cimentarsi nella realizzazione di eco-decorazioni partecipando al concorso indetto con l’obiettivo di sensibilizzare al tema degli scarti e del loro riutilizzo, al rispetto dell’ambiente e al risparmio energetico.

Molto ricco il programma di iniziative che animerà in particolare Cori monte, tra piazza Signina, via Madonna del Soccorso e l’area mercato, e che inizierà a partire dalle ore 10 di sabato 15. Non ci sarà tempo di annoiarsi, tra mercatini natalizi e stands di produttori locali che accompagneranno coresi e visitatori sino all’area dello street food, passando per la coloratissima “Via dell’arte”, dove saranno esposte opere di fotografi, pittori, vignettisti, scultori e costumisti. Da non perdere la degustazione che darà voce a una delle eccellenze coresi: "Bevendo Cori, note di Bellone e Nero Buono", a cura delle cantine Carpineti, Cincinnato, Pietra Pinta e Filippi (prenotazioni ai numeri 3387220977-3400661677-3801224703).

Non potrà poi mancare Babbo Natale, solo che anziché esser trainato da renne, verrà condotto da dolci asinelli, con sacchi di caramelle che saranno distribuite a grandi e bambini. Proprio per questi ultimi sono stati pensati laboratori artistici, di musica e spettacoli che si alterneranno nei due pomeriggi di sabato e domenica, insieme a mangiafuoco e trampolieri.

Ancora, sarà allestita una particolare Casa della Natività, con il presepe vivente animato da figuranti vestiti con costumi di epoca rinascimentale, accompagnato dagli sbandieratori di Cori.

A chiusura delle due intense giornate, premiazione dei vincitori dell’estemporanea di pittura e del concorso ‘Luminarie con Materiale di Riciclo’ festeggiati da multicolori fuochi d’artificio. 

Forte attesa per l’esposizione di Salvatore Pepe “Frontiere oltre la Pittura”

L'8 Dicembre 2018, alle ore 17:00, presso la Galleria d’Arte “Il Triangolo” di Cosenza, sarà inaugurata “Frontiere oltre la Pittura” dell’artista Salvatore Pepe. La mostra, curata dal sociologo e critico d’arte Maurizio Vitiello e coordinata dal saggista d’arte Enzo Le Pera, La mostra, in collaborazione con l’Associazione Nazionale Sociologi – Dipartimento Campania, contiene opere dell’artista comprese tra il 1988 ed il 2018, festeggiando così trent’anni d'attività di Salvatore Pepe.

La Galleria “Il Triangolo”, diretta da Giorgio Le Pera, è sita in Via degli Alimena, 31d, Cosenza. Per maggiori informazioni: (+39) 0984 73633www.galleriailtriangolo.cominfo@galleriailtriangolo.com.

L’esposizione resterà aperta sino al 18 dicembre 2018 dalle 10:30 alle 13.00 e dalle 16:30 alle 19:30. Catalogo in galleria. La scheda della mostra è a cura di Maurizio Vitiello.

FRONTIERE OLTRE LA PITTURA

La prima Biennale Internazionale della Calabria Citra, a Praia a Mare, mi ha permesso di conoscere meglio Salvatore Pepe e il suo studio, ricco di dipinti, assemblaggi, elaborazioni variegate, disegni, grafiche, nonché di altre opere e oggetti d’arte e anche cataloghi; insomma, la BiCc riesce ad essere volano di incontri e “focus” attivo sullo “status” dell’arte italiana, e non solo.

L’artista, da consapevole sperimentatore, frequenta l’uso di materiali inconsueti e naviga nelle mescolanze e guarda a tutte le varie semantiche operative dalla pittura materica al collage, dalle sobrietà del ready-made alle rastremate estroflessioni plastiche.

Il suo interesse per la scenografia e per il teatro l’ha portato a considerare gli apporti di altre discipline con un raggio di attrazione e di misura sensibile utili a redigere singolari testi visivi.

Dalla sua prima importante mostra, dove si distinguevano oli, tavole, catrame, corde, chiodi, che, icasticamente, siglavano una teoria di “SENZA TITOLO” , nella “Sala San Severo” al Palazzo dei Priori a Perugia, nell’ottobre del 1988, con il catalogo curato da Tonino Sicoli, sono passati trent’anni, e non è poco; e ora un sunto riepilogativo della sua estesa produzione, dettagliata nei riconosciuti plurimi segmenti, definiti e specificati con opere consistenti e preziose, diventa forza visiva esclamativa nel prestigioso spazio de “Il Triangolo” di Cosenza, da quasi cinquant’anni orientato a predisporre mostre di respiro, grazie alla direzione sagace e convinta di Enzo Le Pera - anche brillante saggista e organizzatore di diamante di eventi artistici e culturali -, ora passata al figlio Giorgio.

Nonostante le crisi che si sono palesate Salvatore Pepe con decisa volontà operativa, in un silenzio di febbrili intendimenti, ha proceduto a incamminarsi su percorsi non sempre agevoli, ma di raffinata selezione, e, in un “sentimento di difesa ad oltranza”, da resiliente, ha cercato di preservare ricerca e fermezza di pensiero.

Ha operato, sempre per sintesi, in un panorama artistico dalle mille perforanti incidenze e dalle mille incipienti contraddizioni, quasi a preservare metodo e ingegno valutativo.

Ha sempre pensato al giudizio critico dell’idea che si fa immagine e ha guardato al futuro di un’immagine dialogante, pervasiva, e mai altera.

Con sincera e fondata pronuncia ha redatto acute notazioni, che hanno inciso nelle raggiunte soluzioni e hanno distribuito una serie di appunti sulle pluralità linguistiche, sviluppatesi lungo un trentennio.

In una rete di riferimenti diplomatici, disegno e decoro si sono sommati e nella certezza di una progettazione di intagli e specularità hanno indirizzato proiezioni a 360° e hanno considerato e declinato riverberi utili.

L’artista, in fondo, ricerca e punta a un catalogo esaustivo e con indubbia versatilità ordina una dinamicità per manifestare e sostanziare una fisica e sincera espressività di taglio astratto.

Supera le frontiere pittoriche per assegnare a un “assett” di tagli e di perlustrazioni oggettive, di grande carattere e di impegnata caratura esplorativa, un abbraccio che leghi pittura, scultura e senso della scena visiva.

Salvatore Pepe utilizza la linea per separare le indispensabili masse o le studiate campiture cromatiche, ma anche il filo sottile, utile per le separazioni, nella voglia dirimente di un’indispensabile necessità virtuale, che, indiscutibilmente, vivifica e rinforza una redazione giusta.  

Materializza ambienti, atmosfere, apparizioni di spiragli di luce, che corroborano la passione tematica di cunei espressivi. Gli eleganti e decisi tratti, che denunciano solchi d’ombra, ricercano misteri, calati nell’anima.​ Disegna confini e, nella composizione di contrasti, esemplifica emozioni primarie. I suoi dipinti sommano rispetto e sviluppo segnico sino ad arrivare a determinazioni icastiche.

Dimensioni contratte o, di converso, allargati riferimenti procedono a dimensionare analisi concettuali o dilatazioni dello spirito, spinti a registrare sommovimenti migranti di flussi di coscienza.

Raccoglie la lezione segnico-cromatica di Yves Klein e quella spazio-pittorica di Mark Rothko e anche quella di Aberto Burri, Lucio Fontana, Nato Frascà e del grande maieuta Renato Barisani, come riferiva Enrico Crispolti, e vigila tra il dentro e il fuori, tra il passato e il presente, tra l’apparire e l’essere; quindi, una sottile filigrana di battiti e palpiti diventa, straordinariamente, narrante.

Nei suoi dipinti ultimi l’eleganza dell’esecuzione lo pone tra i migliori artisti italiani; energia, emozioni, coinvolgimenti esistenziali s’avvertono, ma, ancor di più, emergono le forme nette, necessarie che si prodigano a vincere una neutralità per, poi, diventare protagoniste di un’attività proiettiva di equilibri, quale valutazione e determinazione del pensiero umano.

La modulata consegna, in composizioni ben impostate, di sottigliezze semantiche e di ricalchi metalinguistici chiarisce elaborazioni incisive.

Livelli combinati si dispongono per acquisire la dimensione della ricerca dell’artista, che, seriamente, produce, per transiti calibrati, con estrema riflessione mettendosi sempre in discussione.

Non mancano aperture flessibili e autentici iati inediti, che sostanziano le sue ultime disposizioni, che ricombinano equilibrate puntualizzazioni e segnano la ricerca di piste incisive.

Nella logica del “work in progress” arriva a stabilire iterazioni significative del suo guardare il mondo e a desumere il suo potere evocativo, collocandolo in uno spazio ludico di un tempo apparente.

Punta all’armonia e, rilevando dettagli su dettagli, accorda il suo “sentire il mondo”, come segnalato prima.

Da cicli, resi emblematici per forma e contenuto, passa, dal concettualmente avvertito, a guardare all’informale avveduto, all’astratto conscio e informato.

Incoraggiato dall’arte povera e dalla combinazione coagulante dell’astrazione-concettuale, ha pilotato la voglia estrema della ragione e in una molteplicità sorgiva ha controbilanciato idee per far percorrere vitalità inedite e chiarezze di coscienza verso risoluzioni informali intense e nitide consistenze astratte.

Il suo piacere è partecipativo, il suo domani pittorico continua nella sintesi. Non tralascia la fondamentale attività, sottolineata da dinamicità esplorative.​ Paesaggi dell’anima si fanno storia e interpretano momenti “clou”. Le immagini della sua redazione pittorica sfumano in una psicologia di sospensioni e pause discrete indicano strade del domani.

Combinazioni d’impronte e ponderate cadenze trasferiscono esiti di vibrazioni e rapidità sequenziali costellano un immaginario.​ Dimensioni di estensioni informali monitorano dilatazioni psicologiche ed eleganti ventagli memoriali attualizzano movimenti di carattere introspettivo.

Le sue opere contaminate da umori attivi e gemmazioni sensibili generano considerazioni sull’attualità; insomma, trasparenze, impressioni, velature, segni, segnacoli, segnature provano a scavalcare nuove frontiere!

Coniugazioni astratto-liriche, invece, valorizzano dinamiche e sorprendenti proiezioni e singolari, audaci aggettazioni diagonali regolano emozioni inseguite e liberano sussulti e vibrazioni.

Insomma, intende continuare questi motivi di oculata ricerca e con distribuito garbo e con un registro alto di eleganze semantiche redige composizioni con ben suddivise e amalgamate colorazioni.

Sono pagine elegantemente ritmiche, senza astensione cromatica, e motivano cadenze equilibrate in precisi posizionamenti, obliqui, inclinati e trasversali.

Salvatore Pepe riesce ad ampliare le sue vedute, regola tempi e circostanze visive e si accerta, in un fare e in un divenire, sempre composto e determinato, di incapsulare temi degni e di estroflettere meditati rilasci.

L’artista centralizza sfondi icastici da cui si proiettano esemplari rimandi e frame dopo frame, trasparenze fantasmatiche si aprono ad accogliere segmenti e tratti pittorici che formano una teoria avvolgente di sensi.

Ragionatissimi passaggi intendono, ovviamente, cribrare personalissimi studi del tangibile mentale e restituire un tempo “possibile” per agganciare credibili intese; la sua volontà s’appunta e si fa sponda di riferimento di coscienza.

Un sapere di equilibri ideativi e cromatici ben affronta la tensione interpretativa di quote di sperimentazioni per raggiungere fasce d’interattività e per suscitare relazioni condivise.​ Linea e materia pittorica, nell’elaborazione della composizione li rapporta con lo spazio circostante e le poche ed essenziali contaminazioni irrorano un tessuto mentale di connessioni per relazionarsi.

I suoi lavori ben rimarcano l’energia della materia e si frantumano in tracciamenti cinetici, su cui si classificano visioni diversificate di sentimenti appropriati e di atmosfere calamitanti, giocate tra chiarori e oscurità. Il suo valido percorso di ricerca va avanti, perché crede nell’evoluzione del suo “sentire” il mondo.

I suoi assunti, nel tempo, concettuali o informali o astratti, ricordano il ventaglio delle proiezioni mentali, delle visceralità del paesaggio e delle sollecitazioni ideative e le profondità spaziali dei tagli danno smalto alle esplicitazioni dell’anima e a temi di luce in correnti di nitidezze.

Il suo procedere non è “glam” e le sue incursioni attivano orizzonti di parabole discrete, che ci fanno meglio comprendere memoria e contemporaneità.

Chi siamo e cosa saremo, quindi status pregresso e futuro possibile, alimentano il fluire, in parte sorgivo e in gran parte studiato, che accoglie un linguaggio spedito e senza remore.

In conclusione, altri artisti che si copiano in una forma di selfie perenne non virtuale, ma auto-celebrativo, sono da scartare di fronte alla dimensione del brivido del respiro intellettuale di Salvatore Pepe, di forte significazione e impatto, che governa un gioco “sottile” di segni e campiture, che svela la concretezza di concetti in un arco comunicativo, che manifesta pulsazioni critiche.

Maurizio Vitiello

La comunità di Cori (LT) riunita nel ricordo dell'artista Francesco Porcari

È un’intera comunità quella che si è riunita lo scorso 18 novembre 2018, a un anno esatto dalla morte, attorno al ricordo di Francesco Porcari. Gremiti il teatro comunale e la chiesa di Sant’Oliva per l’anteprima assoluta di ‘FRANCESCO PORCARI il Pittore di tutti’, documentario di Gaia Capurso e Massimo Ferrari (direttore della fotografia e riprese Enrico De Divitiis), prodotto da MaGa Production, in cui emergono fortemente il suo legame inscindibile con Cori e le due coordinate principali del suo rapporto con il territorio, storia e natura, così come il messaggio profondo della sua arte e della sua pittura: “Se vogliamo parlare di qualsiasi cosa, prima di tutto dobbiamo ritrovare l’uomo”.

Diversi gli interventi e le testimonianze che, presente la famiglia, si sono alternate sul palco prima della proiezione. Ai saluti del Sindaco Mauro De Lillis e dell’Assessore alla Cultura Paolo Fantini, sono seguiti, tra gli altri, i ricordi di Annamaria Cammisa, ex Assessore alla Cultura del Comune di Cori e amica di Francesco Porcari, e dell’architetto Gabriella Colucci, sua collaboratrice nell’allestimento di numerose mostre. Gaia Capurso e Massimo Ferrari hanno raccontato della nascita del loro documentario, della morte di Porcari intervenuta nel corso delle riprese e della decisione di proseguire comunque il lavoro iniziato, andato man mano arricchendosi sempre di più.

L’appuntamento è stato preceduto alle 11:00 dalla Messa in ricordo del professor Francesco Porcari celebrata da padre Luca Volpe. Mentre sempre dal mattino erano già visitabili le due mostre allestite per l’occasione e che saranno fruibili dal pubblico fino a domenica 25 novembre. ‘FRANCESCO PORCARI opere in mostra’: eccezionalmente esposti nella sala consiliare del municipio alcuni quadri del professore, di grandi dimensioni, tra cui il ‘Trittico della Violenza’, restaurato da Luana Milita e donato dalla famiglia al Comune di Cori. Accanto ad essi un busto che rappresenta lo stesso Porcari realizzato dall’artista Martino Antocchi. Il secondo allestimento, ‘FRANCESCO PORCARI L’uomo per l’uomo – Amor vincit omnia’, si trova all’interno di Palazzo Luciani ed accoglie le opere di Alessio Pistilli. Si tratta della prima mostra dedicata alla figura di Porcari, con ritratti, tele, disegni a matite e pastelli.

L’evento è stato patrocinato dal Comune di Cori – Assessorato alla Cultura e curato dall’architetto Giorgio Chiominto.