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Arte & Cultura :

 

Il respiro della natura, il nuovo libro del pluripremiato fotografo-reporter Luca Bracali

Il Respiro della Natura (The Breath of Nature) è l’ultimo lavoro del pluripremiato fotografo e documentarista Luca Bracali. L’opera è divisa in due volumi cartonati (Vol. 1 Un viaggio dall’Alaska allo Zambia; Vol. 2 Romiti Vivai: La tradizione secolare del vivaio toscano nel mondo) raccolti in un cofanetto di pregio, e presentati nelle lingue italiano, inglese, francese e tedesco. Una selezione di più di 250 fotografie che permettono di viaggiare da un capo all’altro del mondo, e che offrono uno sguardo privilegiato sulle meraviglie del regno vegetale. Un cammino di bellezza ma anche di consapevolezza, per un artista che ha sempre messo al centro del suo lavoro l’importanza di rispettare il patrimonio naturale del nostro Pianeta, e la necessità di agire attivamente per la sua salvaguardia.

 

Titolo: Il Respiro della Natura (The Breath of Nature)

Autore: Luca Bracali

Genere: Fotografico

Casa Editrice: Silvana Editoriale

Pagine: Vol. 1: 160; Vol. 2: 192

Codice ISBN: 978-88-366-3888-8

«[…] Che li si voglia chiamare guardiani silenziosi della vita, oppure amici silenziosi dell’uomo, gli alberi abitano la terra da 400 milioni di anni, iniziando ben prima della razza umana il proprio ciclo vitale. Proprio per questa ragione l’uomo dovrebbe imparare a rispettarli e, ancor prima, ad amarli. Come fossero i nostri genitori».

 

Luca Bracali presenta l’opera Il Respiro della Natura (The Breath of Nature), un viaggio visivo e insieme emozionale intorno al globo terracqueo, che racconta in più di 250 fotografie il regno vegetale nella sua bellezza e varietà, nella sua forza e fragilità. Il fotografo, documentarista, giornalista ed esploratore toscano propone meravigliose immagini di alberi, piante e foreste, espressione della potenza e della perfezione della natura, troppo spesso testimoni muti della cattiveria umana. Fotografie che evocano pace, fotografie drammatiche, fotografie di animali che convivono con il mondo vegetale; alberi in fiore, alberi secchi, colti al tramonto o in piena luce, piccoli arbusti o maestosi Baobab, piante immerse nell’acqua, tenaci tra i ghiacci, solitarie nel deserto. Attraverso le fotografie naturalistiche di Luca Bracali è possibile ammirare la vita nelle sue infinite e variopinte sfumature, quella stessa vita che gli alberi contribuiscono a proteggere con il loro incessante e prezioso lavoro. Spesso si dimentica che la nostra esistenza è possibile anche grazie al processo di fotosintesi delle piante, che sottrae anidride carbonica all’atmosfera, rendendo l’aria che respiriamo compatibile con la vita; spesso si dimentica che rispettare il mondo vegetale, dalla più piccola pianta al più grande albero, significa rispettare il mondo intero che gentilmente ci ospita, e che ci fa prosperare. Luca Bracali non lo ha mai dimenticato, e nei suoi tredici libri fotografici porta avanti la sua missione di salvaguardia del Pianeta Terra, e di sensibilizzazione sullo sfruttamento insensato delle sue risorse. Un artista profondamente attento alle tematiche ambientali, in particolare ai cambiamenti climatici e al riscaldamento globale, che tramite le sue opere, le mostre e le conferenze condivide la bellezza del mondo che ha conosciuto nei suoi viaggi di esplorazione attraverso 141 paesi, dall’Alaska allo Zambia, in terre inospitali e in paradisi terrestri, in foreste pluviali e tra i ghiacciai dell’Antartide. “Gli alberi sono lo sforzo infinito della terra per parlare al cielo in ascolto”, ha detto Rabindranath Tagore, e Bracali ci chiede di ascoltare a nostra volta quella flebile voce che invoca aiuto e comprensione. Dalla sua opera: “Mai l’azione antropica sul territorio è stata così evidente e di così forte impatto come negli ultimi 30 anni, tanto da generare importanti, e probabilmente irreversibili, cambiamenti climatici. L’atmosfera è satura di gas serra, la terra respira con maggior fatica, le temperature a livello globale aumentano, gli oceani si riscaldano, i ghiacci si fondono”. Una tragica realtà di cui il fotografo porta testimonianza nelle numerose interviste che gli vengono rivolte (si ricordano quelle per Rai1/Unomattina, per Rai2/Tg2 Storie, per Rai3/Alle falde del Kilimangiaro e per Tv2000/Il mondo insieme) e soprattutto nei suoi documentari proposti dalle reti Rai e nei suoi reportage per diverse riviste specializzate tra cui il National Geographic, che gli sono valsi molti premi e riconoscimenti internazionali nel corso della sua carriera trentennale.

 

INFORMAZIONI IL RESPIRO DELLA NATURA (THE BREATH OF NATURE):

 

Volume 1 - Un viaggio dall’Alaska allo Zambia

(160 pagine, 140 foto)

Gli alberi sono i protagonisti dell’ultimo lavoro di Luca Bracali, fotografati in quaranta paesi nei suoi venticinque anni di lavoro e di esplorazione del Pianeta Terra. Dai testi critici che corredano l’apparato iconografico emerge quanto sia vitale per l’essere umano il patrimonio rappresentato dalle foreste, filtri naturali per purificare l’aria dall’anidride carbonica, e quanto esso sia in grave pericolo a causa di attività antropiche miopi e scellerate. Luca Bracali lancia quindi un allarme forte e deciso con le sue fotografie per sensibilizzare sulla deforestazione e sugli effetti del riscaldamento globale, proponendo una immediata e drastica riduzione delle emissioni di CO2 e la riforestazione del pianeta (secondo una stima, per scongiurare la catastrofe ecologica si dovrebbero piantare quattro alberi l’anno per almeno vent’anni per ogni abitante della Terra). Si può rispettare, amare e salvare solo ciò che si conosce: per questo il valore dell’opera​ va ben oltre l’indiscusso impatto estetico e artistico, e arriva ad assumere una fondamentale valenza educativa.

 

 

Volume 2 - Romiti Vivai: La tradizione secolare del vivaio toscano nel mondo

(192 pagine, 160 foto)

In questo volume si racconta la realtà della “Romiti Vivai”, fulgido esempio del successo del vivaismo toscano in tutto il mondo. Oltre alla storia dell’azienda, nel volume sono dettagliatamente esposte tutte le varie fasi della coltivazione in vivaio: dalla preparazione dei terreni fino alla spedizione delle piante; dagli innesti alle invasature; dalle colture protette all’arte topiaria. Il tutto accuratamente illustrato dalle suggestive fotografie di Luca Bracali, che offrono un ritratto dal quale traspare tutta la passione e l’impegno di chi coltiva le piante nel rispetto della migliore tradizione delle terre di Toscana.

 

L’ AUTORE È DISPONIBILE A RILASCIARE INTERVISTE

BIOGRAFIA. Luca Bracali (Pistoia, 1965) è un fotografo, esploratore, documentarista, giornalista e docente. Ha viaggiato in 141 paesi per realizzare i suoi reportage, ha pubblicato numerosi articoli su riviste di viaggi e di cultura, e ha firmato quindici servizi su National Geographic. È autore di tredici libri e vincitore di diversi premi in concorsi fotografici internazionali, tra i quali si ricordano nel 2017 Travel Photographer of the Year, Menzione speciale categoria “Earth & Climate” e nel 2018 TIFA Photography Awards, Silver winner categoria “Nature-Aerial”. Tra le sue opere si menzionano: I colori del viaggio (Gli Ori, 2006), SOS Pianeta Terra (Mondadori Electa, 2010), Fantasie della Terra (Zerotre, 2015), Myanmar. The true essence (Zerotre, 2015), Pianeta Terra. Un mondo da salvare (Silvana, 2016), Rapa Nui. Genesi di un restauro fra storia, leggende e misteri (Lorenzo De Medici Press, 2017), Il respiro della natura (Silvana, 2018). Nel 2010 debutta nel mondo della fine-art photography, e le sue immagini vengono esposte, in mostre personali, in più di cinquanta musei e gallerie di Roma, Milano, Bologna, Napoli, Sofia, Kiev, Odessa, Copenaghen, Yangon, Montreal, New York e Bruxelles (mostra “Arctic under attack” nella sala espositiva del Parlamento Europeo, 2017). Molto sensibile ai problemi ambientali, in primis lo scioglimento dei ghiacciai e il riscaldamento globale, contribuisce attivamente a queste importanti cause attraverso progetti fotografici in Antartide e in Artide. Collabora con i ricercatori polari dell'università di Fairbanks in Alaska e della base russa di Barneo, punto di partenza per la sua eco-spedizione che lo porterà, nel 2009, ad essere l'unico reporter a raggiungere il Polo Nord geografico sugli sci in autosufficienza alimentare e logistica. Sarà inoltre tra i primi ad accedere allo Svalbard Global Seed Vault, nelle isole Svalbard. Dal 2008 è membro di APECS (Association of Polar Early Career Scientists) per i suoi contributi mediatici e scientifici legati all'ambiente. Dal 2017 diviene ambasciatore dell’associazione no-profit “Salviamo il Pianeta”. Come regista e documentarista lavora dal 2011 per i canali Rai: per Rai1 cura la regia della rubrica "Easy Driver" ed è presente su Uno Mattina con il format “Un mondo da amare”; su Rai2 cura per il programma Niagara la serie di reportage “Cacciatore di emozioni”; su Rai3 presenta i suoi documentari nel programma Kilimangiaro. È inoltre autore, produttore e regista del progetto “Planet Explorer”, un live-tour fotografico e video, pensato appositamente per il web, che nel 2017 giunge alla sua undicesima edizione. Ha insegnato fotografia ai corsi Academy Passion Suite di Canon, per poi diventare Ambassador per Fujifilm. Ha tenuto nel 2017 il ciclo di conferenze “Global Warming” presso l’Università Bocconi di Milano, il Museo di Storia Naturale di Milano, l’Università di Pisa e la Concordia University a Montreal, e nel 2018 il ciclo di conferenze “Wildlife e Artico” presso l’Ospedale Meyer di Firenze e il Museo di Storia Naturale di Pisa. È autore della copertina de L'ultima Thule, lavoro discografico di Francesco Guccini. Il Minor Planet Center di Cambridge ha inoltre intitolato a suo nome il 198.616esimo asteroide scoperto.

https://it.wikipedia.org/wiki/Luca_Bracali

ALTRE OPERE FOTOGRAFICHE DI LUCA BRACALI

Myanmar. The true essence (Zerotre, 2015) Era la fine dell’ottocento e, in Letters from the East, Rudyard Kipling scriveva: «Questa è la Birmania, ed è diversa da ogni altra terra che tu possa aver conosciuto». Lo scrittore inglese aveva sintetizzato in questo modo la straordinarietà di un Paese che ha continuato ad ispirare romanzieri e registi, affascinati da un territorio punteggiato da migliaia di pagode, abitato da più di cento gruppi etnici e caratterizzato da differenze culturali e usanze immutate nel tempo. Un Paese che ha saputo, ancora oggi, conservare intatta la propria autenticità. In questo volume Luca Bracali firma il suo Myanmar, attraverso centosettanta foto che ne raccontano la vera essenza. Immagine dopo immagine, scorrono storia e leggende di monumenti millenari, si percepisce la profonda spiritualità che avvolge il Paese, viene data vita ai volti del suo popolo gentile, sapientemente scolpiti dalla luce, ed è documentato il complesso tessuto sociale in cui anche il cibo riveste un significato simbolico e relazionale. A concludere il volume un capitolo dedicato a due tradizioni in via di estinzione, con immagini suggestive e ricche di pathos sulle ultime rappresentanti di un mondo femminile che porta sul proprio corpo i segni indelebili di riti tribali.

Pianeta Terra. Un mondo da salvare (Silvana Editoriale, 2016) Il libro raccoglie cinquanta scatti dedicati alla bellezza e alla fragilità del Pianeta Terra: le fotografie potenti e scenografiche di Luca Bracali invitano a riflettere sull’immenso patrimonio naturale che ci è stato tramandato, oggi minacciato dalle attività umane, dall’inquinamento, dalle deforestazioni e dall’estrazione intensiva delle materie prime. Il volume è corredato da un testo dell’ambientalista Marco Bresci, il quale propone un “Codice per l’Umanità” che indica i comportamenti necessari per conservare al meglio l’ambiente mondiale, e consegnarlo il più possibile in salute alle generazioni future. Particolare attenzione è riservata alle aree artiche, le più sensibili ai cambiamenti climatici e all’inquinamento.

Rapa Nui. Genesi di un restauro fra storia, leggende e misteri (Lorenzo De Medici Press, 2017) Le immagini di Luca Bracali raccontano una terra di una bellezza primordiale: i colori del mare, della roccia, dell'erba e del cielo sono profondi, vitali; lo spazio è aperto ovunque si posi lo sguardo, senza confini, illimitato. Il lettore [o lo spettatore?] percepisce nettamente un forte senso di libertà allo stato puro che è quasi inebriante. E su questo scenario, improvvisamente, compaiono i Moai, che sembrano sorgere, emergere dalle viscere della terra, risvegliandosi e sollevandosi, pronti a parlare, finalmente, a raccontarci la loro verità. Ma per comprendere pienamente l'importanza di un restauro come quello dei Moai dell'Isola di Pasqua è necessario partire dal passato per capire quando, come e perché furono costruiti questi giganteschi monoliti, e con quali conseguenze, a breve e lungo termine. Per arrivare a ciò Giuseppe De Ceglie rilegge il passato dell'isola, sia attingendo ai resoconti diretti dei primi esploratori occidentali che entrarono in contatto con la civiltà Rapanui, ma soprattutto analizzando i risultati delle ricerche svolte con i nuovi strumenti di analisi, che la scienza ha messo a punto per indagare anche laddove i fatti non sono scritti con l'alfabeto degli uomini. Prende così forma una verità diversa, che muta la nostra percezione di questo popolo vissuto per secoli lontano da tutto, sospeso tra leggende e misteri. Questo non è semplicemente un restauro di statue di pietra, ma di una immensa memoria, della storia; si tratta di salvare il passato per garantire il futuro.

 

 

Contatti

http://www.lucabracali.it/

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Link di vendita

https://www.amazon.it/respiro-natura-italiana-inglese-francese/dp/8836638880

http://www.silvanaeditoriale.it/catalogo/prodotto.asp?id=5046

Capalbio (GR): il Prof. Alberto Asor Rosa è cittadino onorario

Il 16 Marzo scorso, presso la Sala Consiliare del Municipio di Capalbio (GR), è stata consegnata dal Sindaco Luigi Bellumori, la cittadinanza onoraria del Comune di Capalbio al Prof. Alberto Asor Rosa.

La prestigiosa onorificenza giunge a seguito della proposta presentata nell'ottobre della scorso anno da Adalberto Sabbatini - uno dei quattro fondatori dello stabilimento balneare Ultima Spiaggia - e dall'Associazione "Il piacere di leggere" presieduta da Andrea Zagami, con l'intento di riconoscere l'amore e l'impegno dello scrittore e critico letterario Alberto Asor Rosa per la Maremma e per Capalbio.

Alla base dell'iniziativa, come si legge nella motivazione dell'onorificenza, il ruolo svolto dal Prof. Asor Rosa che "con costanza e tenacia ha contribuito a mantenere la Maremma e Capalbio territori intatti, dove rimane alto il valore della natura e dell'armonia dei luoghi".

L'onorificenza che il Comune di Capalbio ha deciso di conferirmi, sotto forma di Cittadinanza Onoraria, mi riempie di orgoglio e mi commuove – ha commentato il Prof. Alberto Asor Rosa - La mia scoperta di Capalbio, e la mia residenza qui, proprio dentro le mura dell'antica città, risalgono a più di quarant'anni fa. Conosco a menadito le distese dei boschi, dei prati e delle dune, che arrivano fino al mare; conosco vie e viuzze dell'entroterra; e conosco capalbiesi dei due sessi, di ogni genere e mestiere, con i quali intrattengo rapporti di profonda amicizia, molti dei quali, quando io sono arrivato qui erano bambini o appena adolescenti. Sono grato al Comune e al suo Sindaco, Luigi Bellumori,e a tutti quelli che hanno promosso questa iniziativa. Nei molti anni venturi (spero!) mi sentirò qui a casa più di prima.”

"A 6 mesi dall'avvio della procedura, con il deposito al protocollo del Comune di Capalbio della proposta di riconoscimento della cittadinanza onoraria al Prof. Alberto Asor Rosa, e dopo l'espletamento di tutte le procedure e dell'intenso dibattito che ne è seguito, sono felice di poter consegnare questa importante e meritata onorificenza al nostro concittadino, assegnata dal Consiglio Comunale a seguito della consultazione prevista dal regolamento vigente - ha commentato il Sindaco di Capalbio Luigi Bellumori - Continua pertanto il percorso per valorizzare l'impegno, il talento e le personalità eccellenti che abitano nel nostro territorio. Questa onorificenza segue infatti quella consegnata lo scorso Natale alla dottoressa Sheila Russo, ingegnere robotico impegnata nel campo della ricerca e della didattica, ed anticipa quella a Nicola Caracciolo, Presidente onorario dell'associazione 'Italia Nostra', per i suoi meriti in campo ambientale."

È stato Bruno Manfellotto, ex direttore de l'Espresso e de Il Tirreno, uno dei fondatori dell'Associazione “Il piacere di leggere”, a ricordare come Alberto Asor Rosa meriti la cittadinanza onoraria di Capalbio. Per il suo lavoro di intellettuale critico, e per il suo impegno e la sua testimonianza di cittadino in difesa dell’ambiente – in special modo a Capalbio - come difesa dell’identità e della cultura italiana. Manfellotto, che è anche un capalbiese di adozione, ha infine sottolineato come l’onore non sia né di destra né di sinistra e non si mette ai voti: si rende e basta.

Tra gli altri, hanno partecipato alla cerimonia Guido Fabiani, Maria Casali Passarelli, Franco Marcoaldi, Nadia Fusini, Alberto Abruzzese, Palmiro Nardi, Adalberto Sabbatini, Riccardo Manfredi, Marcello Cima, Valerio Burroni, Maria Concetta Monaci, Andrea Zagami.

Michele Sabatini
michelesabatini@zig-zag.it

Enigma e Soluzione: mostra personale di Silvio Formichetti all'AM Studio Art Gallery di Napoli

Pittura della gestualità, che affida a pennellate ampie e distese la rappresentazione di una spiccata sensibilità tradotta nelle non-forme. Enigma e soluzione è il titolo della mostra personale di Silvio Formichetti, a cura di Massimo Carpentieri, che inaugura venerdì 22 marzo, alle ore 18.30, da AM Studio Art Gallery, lo spazio espositivo vomerese di via Massimo Stanzione 10, diretto da Antonio Minervini. In esposizione circa 15 opere realizzate con la tecnica ad olio su tela. Partendo dallo studio del nudo femminile e dei paesaggi fortemente caratterizzanti la sua terra, l’Abruzzo, Silvio Formichetti negli anni ‘90 fa un balzo verso l’informale gestuale, che lo porta nel 2011 alla 54° biennale di Venezia, padiglione Italia. Complice la sua formazione culturale eterogenea e gli incontri-scambi con artisti come Guttuso e soprattutto Turcato. Ma è la fascinazione per l’action painting di Pollock, l’astrattismo segnico e gestuale di Dova, il cromatismo di Afro, le strisce di Vedova la chiave di volta che spinge il suo linguaggio verso la dissoluzione delle forme e l’introduzione del gesto, guizzante, vigoroso, ballerino, pronto a liberarsi da ogni sorta di vincolo strutturale. L’artista, senza mai rinnegare l’attenzione e l’eventuale influenza dei massimi artisti dell’informale, riesce a formulare una sua cifra personale, evoluzione pittorica dell’astrattismo gestuale unitamente al dripping. Così esprime al meglio stati d’animo e dà corpo visivo a un’energia interiore che trasmette allo spettatore con l’emozione dei gesti che si dispiegano su tela.

«Enigma e soluzione – spiega Massimo Carpentieri – è forse la sintesi attuale dell’arte di Formichetti, dove le sue tematiche sull’amore come sul valore mistico si fondono; dove la cromofobia lascia spazio al colore. Il gesto spontaneo, l’azione veloce ed energica manifesta il travaglio intimista che pervade la propria interiorità lasciando allo spettatore la consapevolezza del mistero della vita come della fede».

Silvio Formichetti, classe 1969, nasce a Pratola Peligna (Aq). Inizia a dipingere fin da adolescente, coinvolto dalla passione per l’arte nutrita dal padre, che trasforma la propria casa in una sorta di salotto culturale dove Formichetti ha modo di incontrare personalità come Guttuso, Turcato, Brindisi, Monachesi. Nel 2011 viene invitato alla 54° Biennale di Venezia, padiglione Italia a cura di Vittorio Sgarbi. Tra le mostre personali si ricordano: la mostra a Palazzo Venezia; al Museo Gonzaga di Mantova, a Bruxelles presso il Parlamento Europeo, alla Werkkunst Gallery di Berlino, al Museo d’Arte Moderna Vittoria Colonna dove ha esposto le sue opere con quelle di Mario Schifano nella mostra “II buio, confine del colore”. Nel 2018 ha realizzato il drappellone del palio della Quintana di Ascoli Piceno con una personale a Palazzo dei Capitani a cura di Vittorio Sgarbi.

AM Studio Art Gallery
Via Massimo Stanzione 10 - Napoli

Dal 22 marzo al 13 aprile 2019

Orari e giorni: dal lunedì al venerdì, ore 16-20; il sabato ore 10-13

Info e contatti: Antonio Minervini minervini@studioaml.it - 392 0860931
Alessandro Minervini a.minervini.work@gmail.com - 393 4714198
Ufficio stampa: Francesca Panico francescapanico.art@libero.it – 348 3452978

Al Teatro dei 63 di Napoli va in scena “La Sentinella di Elsinore”

L’uomo e il suo rapporto con il reale e l’aldilà, tra ricordi, credenze, verità e manipolazioni. Dal 14 al 17 Marzo 2019, al Teatro dei 63 va in scena La Sentinella di Elsinore, una produzione firmata Airots, con testo e regia di Giuliana Pisano, allestimento scenico di Salvatore D’Onofrio. Interpreti: Nicola Conforto, Ivan Iuliucci, Mariano Savarese. Lo spettacolo nasce da suggestioni e trasposizioni in atmosfere contemporanee dell’Amleto di William Shakespeare. A partire dall’incontro con lo Spettro, percepito come realmente esistente, una guida a cui affidarsi per spiare nel Suo mondo e vedere cosa c’è: la bambina dei torroncini, Ofelia la sposa infelice, lo Spettro del Re padre, il principe Amleto suo figlio e le loro verità.

La Sentinella di Elsinore è il quinto appuntamento del fitto calendario di eventi della Rassegna Teatrale Allegati, inaugurata a gennaio, a cura di Quartieri Airots, con la quale l’associazione napoletana ribadisce il proprio concetto di teatro ampliato e aperto verso una pluralità di linguaggi e realtà culturali a confronto. L’allegato è rappresentato da una graffetta, segno distintivo del tempo corrente; ed è ai nuovi gruppi che la rassegna affida l’interpretazione del nuovo, del futuro prossimo.

Giuliana Pisano, attrice, autrice e regista teatrale, ha lavorato al cinema e in televisione come attrice e in qualità di aiuto regista. Firma la sua prima regia nel 1994 con Il Contratto di Mrozec. Nel 1996 comincia una lunga collaborazione come aiuto regista con Renato Carpentieri. Tra gli innumerevoli spettacoli che portano la sua firma si ricordano: nel 2003 Rebecca-Il Mistero di Manderley (testi e regia); nel 2006 firma la regia di L’eccezione e la regola di B. Brecht. Nel 2013 ha fondato con Salvatore D’Onofrio l’associazione culturale AIROTS. Da anni si occupa dell'insegnamento di dizionee tecniche di recitazione in varie scuole, accademie e associazioni culturali d’Italia. Nel 2018 e 2019 ricopre il ruolo di Insegnante di Dizione per il Master di I livello in Teatro all’Università Suor Orsola Benincasa. 

Quartieri Airots, l’associazione culturale in capo alla Rassegna Teatrale Allegati, si occupa della produzione, promozione e diffusione di spettacoli teatrali, laboratori ed eventi culturali, puntando al coinvolgimento del quartiere e alla creazione di sinergie con altre realtà culturali. Dal 2017 l’associazione ha in affidamento la Chiesa del Carminiello a Toledo, attuale sede del Teatro dei 63.