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Arte & Cultura :

 

Terminate le riprese di "Io e lei" a Cori (LT). La Divina Callas (interpretata da Valentina Lodovini) tra gli scorci più suggestivi dell’antico centro lepino

Sono terminate le riprese coresi di ‘Io e lei’, mockumentary che il regista di Latina Massimo Ferrariha girato per la MaGa Production di Gaia Capurso e che vedremo tra qualche mese su Sky Arte. La serie è incentrata sulle figure di sei icone femminili del ‘900 nei vari campi dell’arte, dalla poesia al cinema alla pittura, e si avvale della preziosa collaborazione di Blasco Giurato, direttore della fotografia nel film premio Oscar ‘Nuovo Cinema Paradiso’.

Cori è stata scelta per le riprese della puntata sulla Callas. Ad interpretare la Divina è Valentina Lodovini, protagonista, tra gli altri, del fortunato film ‘Benvenuti al Sud’. Grazie a monologhi e interviste, gli spettatori vivranno il percorso compiuto dall’attrice per arrivare ad “essere” Maria Callas, comprendendo meglio lo studio attoriale che si cela dietro a una messa in scena.

In una Cori particolarmente suggestiva, i vari ciak sono stati ambientati in diverse location, dal tempio d’Ercole a quello dei Dioscuri, dalla chiesa e dal chiostro di Sant’Oliva all’agriturismo Cincinnato. “Abbiamo scelto Cori – dice la produttrice Gaia Capurso – perché alcuni luoghi in particolare ricordano quella Grecia antica che era propria del personaggio Callas, abbiamo insomma trovato il giusto mood. E grazie alla grande disponibilità del Comune di Cori il lavoro della troupe ha potuto essere più semplice e artisticamente più ricco. Un vero gioco di squadra”.

(Foto di Pasquale Cupiccia)

Il Comune di Cori (LT) ricorda l'artista Francesco Porcari

Ad un anno esatto dalla morte, Cori (LT) ricorda il compianto maestro, venuto a mancare il 18 novembre 2017, con l’evento FRANCESCO PORCARI in memoria, una giornata dedicata all’Artista e all’Uomo, patrocinata dal Comune di Cori – Assessorato alla Cultura, con l’organizzazione dell’architetto Giorgio Chiominto.

Pittore di rara sensibilità, fu artista di rilievo, capace di uno sguardo penetrante e disincantato sulla realtà. Riconosciuto ai livelli più alti nel mondo dell’arte contemporanea, di lui hanno parlato i più importanti critici d’arte italiani come Claudio Strinati, Maurizio Calvesi e Maurizio Marini, che fu anche suo caro amico.

Domenica 18 novembre alle 11, nella chiesa di Sant’Oliva avrà luogo la Messa in ricordo del professor Francesco Porcari celebrata da padre Luca Volpe. Nel pomeriggio alle 16.30, in contemporanea nella sala conferenze del Museo della Città e del Territorio e nella chiesa di Sant’Oliva, sarà proiettato in anteprima FRANCESCO PORCARI il Pittore di tutti, documentario di Gaia Capurso e Massimo Ferrari, prodotto da MaGa Production. Un lavoro in cui il professore si racconta e racconta i suoi quadri. In cui affiorano le testimonianze di chi ha lavorato con lui, dei suoi amici, dei suoi familiari. In cui emerge la sua poetica, il suo legame con Cori, con la natura, con la famiglia, così come il suo rapporto con importanti esponenti dell’arte italiana ed internazionale. ‘Il Pittore di tutti’ proprio perché apparteneva alla sua indole la capacità di entrare in contatto allo stesso modo con un pastore o con un grande storico dell’arte e di trarre da entrambi nutrimento per la sua visione del mondo. L’opera contiene anche l’ultima intervista rilasciata da Francesco Porcari, che costituisce prezioso materiale di repertorio, un documento storico per chi in futuro studierà la sua arte e la sua figura, giacché in esso il maestro Porcari parla di sé per l’ultima volta. “Abbiamo cercato di fornire un racconto, nonostante la sua arte sia immensa, il più esaustivo possibile”, dice Gaia Capurso.

FRANCESCO PORCARI opere in mostra. Nella sala consiliare del Comune di Cori saranno eccezionalmente esposti alcuni quadri del professor Porcari, di grandi dimensioni, tra cui il ‘Trittico della Violenza’, che andranno ad affiancare lo storico trittico che porta la sua firma e che da decenni arricchisce le pareti della sala stessa. In mostra anche un busto che rappresenta Francesco Porcari realizzato dall’artista Martino Antocchi.

FRANCESCO PORCARI L’uomo per l’uomo – Amor vincit omnia. Poco distante, Palazzo Luciani accoglierà le opere di Alessio Pistilli. Si tratterà della prima mostra dedicata alla figura di Porcari: per lo più ritratti, disegni a matite e pastelli, che ripercorreranno le sue espressioni quotidiane; accanto ad essi 4 tele in cui l’autore reinterpreta alcuni personaggi che hanno reso unico il professore; ancora, saranno ritratti due artisti a lui cari, Cesare Chiominto e Pier Paolo Pasolini; infine, sarà esposto il palio di Sant’Oliva 2018 realizzato da Pistilli, ennesimo omaggio al maestro Francesco Porcari, che vi compare con il suo camice bianco da lavoro, i suoi pennelli e una corona d’alloro, simbolo di sapienza e di gloria.

Entrambe le mostre saranno visitabili fino al 25 novembre.

En to Pan: mostra personale dell'artista Alessio Pistilli nel Regno Unito

Dal 9 all’11 Novembre, l’artista di Cori (LT) Alessio Pistilli esporrà in Inghilterra, al Contemporary Art Fairs di Windsor (UK), una delle fiere artistiche più importanti d’Europa, che dal 2005 riunisce ogni anno centinaia di espositori tra pittori, scultori, incisori, fotografi, ceramisti e gallerie, provenienti dal Regno Unito e dal resto del vecchio continente, per offrire al pubblico una selezione del meglio dell’arte contemporanea europea, anche per mezzo di laboratori e dimostrazioni.

“En to Pan” è il titolo della mostra personale, dal latino “L’uno il Tutto”, che in tal caso è associato al Dio Denaro. Denaro inteso come banconota di scambio, come valore etico-morale e socio-culturale nella vita di un essere umano, attributo di potere e ricchezza, ma anche di limite e dipendenza. Una dipendenza che rapisce e isola allo stesso tempo, un limite che non permette l’ascesa (la scala) per una rinascita. L’intento è trovare, attraverso una scelta nascosta nella nostra coscienza, il “vero lume della ragione”.

Nelle sue 10 tele inedite, i fattori “tempo” e “tecnologia” appaiono negativi non per la loro importanza oggettiva, ma per l’esagerato e, spesso, sbagliato utilizzo che se ne fa, portandoci sempre più ad un conveniente isolamento. Infine lo spazio che circonda queste presenze. Uno scorcio arido e freddo, reso ancora più crudo dalla presenza di alte mura (le difficoltà da superare) e da una fioca illuminazione di “lampade speciali” (le tentazioni) su di un uomo sempre più solo e perso, che è oramai la sua stessa ombra.

Enrico Acciani debutta dietro la macchina da presa con il film “Miodesopsie”.

È giovanissimo ma già vanta numerose regie alle spalle. Lui è Enrico Acciani classe ’94 e con un curriculum di tutto rispetto.

Dopo aver girato due cortometraggi dal titolo “Blasè”, che parla dell’alienazione umana nella metropoli, così come la concezione dell’uomo blasé formulata nell’opera di Simmel The Metropolis and Mental Life, nel 1903 e “La Figlia di Mazinga” che racconta la storia di Franco Mazinga, squattrinato padre di Christine, che sfrutta la figlia come modella in alcuni set fotografici (entrambi presenti a Cannes nella categoria Short Film Corner), riscuotendo un buon successo, si sta preparando per girare il suo primo lungometraggio dal titolo “Miodesopsie”.

Una storia che parla di Alba una donna di ha 30 anni. Lavora come guardia notturna in un museo di arte moderna. Soffre di miodesopsie, le mosche volanti che vediamo nel cielo: lei ne vede troppe rispetto al normale. Vive sola, con il suo cane, in una casa forse troppo grande per lei, prima abitata anche dalla sua ex fidanzata, Elettra. Scatta inspiegabilmente l’allarme al Museo e la direzione dello stesso decide di affiancare ad Alba un ragazzo molto magro, scarno e spesso impacciato, chiamato Glauco. È un film che parla del divenire ineluttabile della vita, che viene sporcata dagli eventi positivi e non della vita ma non si ferma mai. Il film oscillerà fra introspezione e sociologia, raccontando la depressione e la malinconia, osservando come uno spettatore la realtà che ci circonda.

Ma tra i progetti futuri di Enrico Acciani non c’è solo il cinema ma anche la musica. Dopo aver realizzato colonne sonore e composto brani, nel 2019 farà uscire un album con il nome d’arte Al Verde. Già dal mese di novembre inizierà a lavorare al progetto, scritto fra aprile e giugno del 2018.
L’album sarà inciso a Roma e si chiamerà Cocomero perché per ogni brano corrisponde una fetta di anguria, quindi un videoclip. Essendo il Cocomero un ellissoide, man mano che finiscono le fette si chiude il cerchio.

Quindi ogni videoclip sarà un piano sequenza che inizia con la fine del precedente e finisce con l’inizio del successivo.