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Comunicati Stampa e Notizie: invio gratuito di Comunicati e News

Archivio luglio 2018

La Mia Chimera è un Sogno: due giorni dedicati al genio aeronautico dell'ingegnere corese Marchetti e al museo che porterà il suo nome

Due intense giornate nel nome di Alessandro Marchetti quelle vissute a Cori (LT) nel fine settimana appena trascorso: mostre, convegni, proiezioni, oltre alla firma del gemellaggio tra il Comune lepino e quello di Sesto Calende (VA). Giornate dense di appuntamenti in cui è emersa una figura complessa, dai molteplici aspetti – pioniere e progettista, costruttore e pilota, ingegnere e imprenditore – e in cui è andato delineandosi il progetto che si concretizzerà nel futuro museo Alessandro Marchetti. I lavori sono stati introdotti dal sindaco Mauro De Lillis che si è in particolare soffermato sulla partecipazione del Comune di Cori a un bando regionale per la valorizzazione di centri museali e culturali già esistenti attraverso l’utilizzo delle nuove tecnologie. “Stiamo rispondendo – ha spiegato - tramite una rete di Comuni (Cori, Sermoneta, Norma, Rocca Massima) con la Fondazione Caetani che sarà capofila del progetto”.

Gregory Alegi, docente di Storia Aeronautica, nel corso del convegno ‘Marchetti a Cori: cosa resta?’ ha sottolineato la dimensione di industriale di Marchetti, che partecipò al rischio d’impresa, oltre a quella di progettista solitario in un piccolo comune del centro Italia ed ha illustrato proprio il progetto museale da pochi giorni presentato in Regione.

Paolo Varriale, consigliere scientifico del museo Francesco Baracca di Lugo di Romagna (RA), ha spiegato le modalità in cui il museo potrà attrarre non solo appassionati di aeronautica ma anche una platea più ampia e meno specializzata.

La necessità di un centro studi che affianchi il museo è stata invece illustrata da Gherardo Lazzeri, curatore della Bibliografia Aeronautica Italiana 1937-2000.

Mentre Max Pinucci, docente all’ISIA (Istituto superiore per le industrie artistiche) di Firenze, ha raccontato come le nuove tecnologie – grazie all’interattività, alla tridimensionalità, agli ologrammi – potranno rendere la cultura maggiormente fruibile e farci magari “salire” su un S55.

In nome della famiglia dell’ingegnere ha parlato Alessandro Caucci Molara, il quale ha voluto ricordare il profilo artistico di Marchetti, “alla base – ha detto - del design delle sue creazioni tecniche”.

Molto sentiti gli interventi di Giovanni Buzzi, vicesindaco di Sesto Calende, che ha sottolineato come l’eredità di Marchetti sia tuttora viva nel distretto aeronautico della provincia di Varese, e di Marzio Mariani, Gruppo Lavoratori Seniores SIAI Marchetti, che ha parlato dell’ingegnere come di un “benefattore che durante la guerra, dal ’38 al ’45, ha dato lavoro e dignità a 11.000 persone”, in un paese che all’epoca nel contava 6.000: parliamo di un’azienda dunque che dava occupazione non solo all’intera Sesto ma a tutti i paesi della zona.

In rappresentanza dell’Aeronautica al convegno erano presenti il generale Vincenzo Falzarano, comandante della 4ª Brigata, e il colonnello Luca Vitali, comandante del 70° Stormo.

La due giorni de ‘La mia Chimera è un sogno’ si è poi arricchita di due mostre. Una, al chiostro del complesso monumentale di Sant’Oliva, ha visto esposti oggetti, disegni e progetti, donazione del Gruppo Lavoratori Seniores SIAI Marchetti. Nell’altra, inaugurata dall’Assessore alla Cultura Paolo Fantini presso la biblioteca civica E.F.Accrocca, dal titolo ‘Fogli Volanti’ e curata da Mauro Carrera, compaiono 14 opere, di altrettanti autori provenienti da tutta Italia, sull’idea del volo e su Alessandro Marchetti (visitabile fino al 29 luglio). La due-giorni si è conclusa con i disegni e i pensieri dedicati al genio di Alessandro Marchetti dai bambini della scuola primaria Virgilio Laurienti e con la proiezione del docufilm ‘Con gli occhi pieni di cielo’ di Angelo Bianchi.

Cori e Sesto Calende gemellate nel nome dell’ingegnere Alessandro Marchetti

Esattamente nel giorno dell’85° anniversario della seconda Crociera Atlantica - la celebre Crociera del Decennale (1 luglio 1933) cui presero parte 25 idrovolanti SIAI-Marchetti S.55X che da Orbetello volarono alla volta di Chicago – i Comuni di Cori e Sesto Calende si sono uniti in un gemellaggio fortemente voluto dalle due amministrazioni e frutto di un percorso iniziato circa un anno fa. Il gemellaggio unisce le due città nel nome dell’ingegnere Alessandro Marchetti, uno dei più grandi progettisti aeronautici italiani, che a Cori nacque e ideò il suo primo aereo ispirandosi al volo dei falchi, e che a Sesto Calende (VA) visse i suoi successi, facendo della SIAI Marchetti, tra le due guerre, la più famosa industria aereonautica del mondo ed arrivando ad occupare undicimila di persone.

La cerimonia ufficiale si è svolta domenica mattina nell’incantevole scenario del chiostro del complesso monumentale di Sant’Oliva, impreziosita dai figuranti del Carosello Storico, in particolare dalla presenza dei priori, e arricchita dall’esibizione degli Sbandieratori dei Rioni di Cori. Ad apporre la firma sul Patto di Gemellaggio il Sindaco di Cori, Mauro De Lillis, e il vicesindaco di Sesto Calende, Giovanni Buzzi. Quest’ultimo, come ha tenuto a specificare egli stesso, ha rappresentato ai massimi livelli la sua città, momentaneamente “priva” di sindaco giacché il suo primo cittadino è stato eletto in consiglio regionale.

Alla cerimonia erano presenti esponenti della giunta municipale e del consiglio comunale di Cori, sia di maggioranza che di opposizione, oltre a una delegazione dell’amministrazione di Sesto Calende e ai rappresentanti del Gruppo Seniores SIAI Marchetti. Al centro del chiostro un modello fedele riproduzione della Chimera, il primo aeroplano disegnato e costruito dal giovane ingegnere.

Il tutto è avvenuto a pochi passi da quello che sarà il futuro Museo Alessandro Marchetti, dove saranno raccolti e custoditi documenti, materiale d’archivio, filmati d’epoca, foto, disegni, modelli che testimonieranno della straordinaria avventura professionale di questo pioniere del volo.

“Un rapporto di gemellaggio – ha affermato Mauro De Lillis - che non dovrà rimanere chiuso nei palazzi istituzionali, ma che dovrà coinvolgere le nostre comunità, in particolare con progetti che vedano protagonisti gli studenti, le scuole e le organizzazioni culturali”.

“Si apre oggi una pagina nuova – ha detto Giovanni Buzzi -. L’ingegner Marchetti ci ha dimostrato come un sogno possa essere seguito, perseguito e realizzato e che può essere non solo di un singolo individuo, ma farsi speranza e orgoglio di tutta una comunità”.

L’8 e il 9 settembre prossimi la stessa cerimonia si ripeterà nella città di Sesto Calende.La cerimonia ufficiale si è svolta domenica mattina nell’incantevole scenario del chiostro del complesso monumentale di Sant’Oliva, impreziosita dai figuranti del Carosello Storico, in particolare dalla presenza dei priori, e arricchita dall’esibizione degli Sbandieratori dei Rioni di Cori. Ad apporre la firma sul Patto di Gemellaggio il Sindaco di Cori, Mauro De Lillis, e il vicesindaco di Sesto Calende, Giovanni Buzzi. Quest’ultimo, come ha tenuto a specificare egli stesso, ha rappresentato ai massimi livelli la sua città, momentaneamente “priva” di sindaco giacché il suo primo cittadino è stato eletto in consiglio regionale.
Alla cerimonia erano presenti esponenti della giunta municipale e del consiglio comunale di Cori, sia di maggioranza che di opposizione, oltre a una delegazione dell’amministrazione di Sesto Calende e ai rappresentanti del Gruppo Seniores SIAI Marchetti. Al centro del chiostro un modello fedele riproduzione della Chimera, il primo aeroplano disegnato e costruito dal giovane ingegnere.
Il tutto è avvenuto a pochi passi da quello che sarà il futuro Museo Alessandro Marchetti, dove saranno raccolti e custoditi documenti, materiale d’archivio, filmati d’epoca, foto, disegni, modelli che testimonieranno della straordinaria avventura professionale di questo pioniere del volo.
“Un rapporto di gemellaggio – ha affermato Mauro De Lillis - che non dovrà rimanere chiuso nei palazzi istituzionali, ma che dovrà coinvolgere le nostre comunità, in particolare con progetti che vedano protagonisti gli studenti, le scuole e le organizzazioni culturali”.
“Si apre oggi una pagina nuova – ha detto Giovanni Buzzi -. L’ingegner Marchetti ci ha dimostrato come un sogno possa essere seguito, perseguito e realizzato e che può essere non solo di un singolo individuo, ma farsi speranza e orgoglio di tutta una comunità”.
L’8 e il 9 settembre prossimi la stessa cerimonia si ripeterà nella città di Sesto Calende.

Sabaudia (LT): svoltosi il seminario "Valorizzazione e tutela della biodiversità"

L’attualità dell’olivicoltura nazionale e locale al centro del seminario di aggiornamento per capi panel ed esperti assaggiatori svoltosi il 30 Giugno scorso presso il Centro Studi dell’Ente Parco Nazionale del Circeo. L’iniziativa è stata organizzata dal CAPOL in collaborazione con l’ASSAM, patrocinata dal Comune di Sabaudia e dalla CCIAA Latina.

55 addetti ai lavori hanno preso parte al seminario di aggiornamento “Valorizzazione e tutela della biodiversità: dall’olivo all’olio”, organizzato dal Centro Assaggiatori Produzioni Olivicole Latina, in collaborazione con ASSAM - Agenzia per i Servizi nel Settore Agroalimentare delle Marche - col patrocinio del Comune di Sabaudia e della Camera di Commercio di Latina. Tra loro 40 tra Capi Panel dell’olio vergine ed extravergine di oliva, assaggiatori iscritti all’elenco nazionale e provenienti da varie regioni e alcuni produttori della provincia di Latina presenti alla Rassegna Nazionale Oli Monovarietali 2018.

Nel corso dell’incontro, suddiviso in due parti, una teorica e l’altra pratica, sono stateapprofondite diverse ed attuali tematiche di settore, nello specifico quelle legate ai danni provocati dal freddo dell’inverno scorso; alle modalità di recupero degli oliveti; alle problematiche del Panel test; alle strategie di valorizzazione della biodiversità olivicola; alle caratteristiche sensoriali di taluni oli monovarietali italiani, successivamente oggetto della sessione di assaggio e abbinati in degustazione ai prodotti tipici del territorio. Erano rappresentate le principali cultivar autoctone della penisola: Ascolana tenera (Marche); Tonda Iblea (Sicilia), Pendolino (Toscana); Borgiona (Umbria); Coratina (Puglia); Dritta (Abruzzo); Itrana (Lazio). Alla fine visita guidata dell’area protetta.

Alla giornata di studi sono intervenuti rappresentanti istituzionali ed esperti in materia. Giada Gervasi (Sindaco di Sabaudia), Adriano Bruni (Reparto Carabinieri Biodiveristà di Fogliano) e Carlo Medici (Presidente Provincia Latina) hanno portato i saluti degli enti ospitanti. Luigi Centauri (Presidente e Capo Panel CAPOL) – soddisfatto dell’esito della manifestazione e della partecipazione - ha introdotto e moderato gli interventi in programma. Le relazioni tecniche sono state affidate a: Giorgio Pannelli (già CRA OLI sezione di Spoleto), Barbara Alfei (Capo Panel ASSAM Marche), Gianfranco De Felici (Capo Panel, esperto nazionale settore olio di oliva) e Giulio Scatolini (Capo Panel Concorso “L’Olio delle Colline”).

Il Partito Democratico. Origine, organizzazione e identità di Simone Tedeschi

Simone Tedeschi presenta un saggio politico di ampio respiro, che riesce a soddisfare pienamente sia chi vuole approfondire una materia che già padroneggia, sia chi si approccia per la prima volta a un testo di politologia. Il Partito Democratico. Origine, organizzazione e identità ha uno stile chiaro e informativo, e fornisce al lettore meno esperto gli strumenti adatti alla comprensione dell’opera. Partendo dalla “preistoria” del Partito Democratico, e analizzando i fattori che hanno portato alle modifiche del suo sistema di pensiero e della sua struttura interna, il saggio prende in esame ogni tappa, contraddizione e svolta di un’organizzazione che ha visto tanti attori forti e in contrasto tra loro, e momenti di consenso generale e di disfatta. Un racconto che oltre ad essere accurato in ogni dettaglio riesce anche a interessare e coinvolgere con i suoi tanti spunti di riflessione.

Titolo: Il Partito Democratico. Origine, organizzazione e identità

Autore: Simone Tedeschi

Genere: Saggio politico

Casa Editrice: Edizioni Epoké

Pagine: 180

Codice ISBN: 978-88-99647-58-2

Il Partito Democratico. Origine, organizzazione e identità è un saggio adatto a tutti i tipi di lettori, dai più esigenti ai semplici curiosi, e che basa il suo discorso sulla genesi complessa e travagliata di un partito che si è trasformato e ha ridefinito i suoi confini nel corso degli ultimi undici anni. Simone Tedeschi si interroga sul percorso intrapreso dal PD, sulle spinte date dai diversi leader in campo, sugli scontri tra i vari esponenti del gruppo e sugli esiti di programmi e ideologie spesso in contrasto tra loro. Un saggio politico che si fa forte di una narrazione scorrevole che alleggerisce il peso dell’argomento trattato, e che stuzzica la curiosità di chi non conosce i retroscena dell’origine di un partito la cui storia è estremamente coinvolgente, qualunque sia il proprio credo politico. Tre sono le domande fondamentali che lo scrittore si pone nei sei capitoli dell’opera: quali sono le ragioni che condussero alla nascita del Partito? Quali modelli ha seguito il suo sviluppo organizzativo? Qual è la sua identità? Attraverso un percorso fatto di cronistoria e analisi politologica, Tedeschi va alla fonte della questione, riassumendo le tappe della formazione del “genitore” del PD, l’Ulivo di Prodi, che nel 1995 vide la luce nella coalizione tra ex-DC e ex-PCI, e che poi nel 2001 tornò in forze con la fusione dei DS e della Margherita in un nuovo progetto guidato da Rutelli, che però non riuscì a dare un modello stabile a un centrosinistra non ancora pienamente cosciente di sé stesso. Dalla narrazione dei propositi e delle sfide di ciò che è stato l’embrione del PD, si passa poi al vero cuore dell’opera: la nascita del Partito Democratico avvenuta il 14 ottobre 2007. Tedeschi racconta con esempi calzanti, tabelle e citazioni dell’insanabile spaccatura interna all’Ulivo del 2006, del centrale incontro di Orvieto, dell’elezione di Veltroni a Segretario del nascente PD, dell’approvazione dello Statuto, del Manifesto dei valori e del Codice etico del 16 febbraio 2008, fino ai passaggi di potere, che non poco hanno influito sul processo di istituzionalizzazione del partito, da Franceschini a Bersani e infine a Renzi con la sua vocazione alla “rottamazione”, e della dura sconfitta alle elezioni del 4 marzo 2018. Fondamentale e analizzato con estrema cura il discorso sui motivi che hanno portato alla nascita del Partito Democratico, sulla necessità avvertita da tutta la scena politica di un’alternativa concreta per dare prospettiva al centrosinistra (e quindi anche ai suoi naturali oppositori) e soprattutto stabilità al Governo. Una vocazione, quella del PD, di rifare l’Italia, di essere un partito inclusivo e democratico che riavvicinasse i cittadini alla politica, e che accogliesse in sé un pluralismo di interessi in un’ottica riformista. Una sfida che Simone Tedeschi ha raccontato e giudicato nelle sue luci e nelle sue ombre con grande professionalità.

«[…] Nei suoi 11 anni di vita il PD ha influenzato in maniera determinante la scena politica italiana: ha dimostrato grandi capacità di mobilitazione e di consenso; è stato protagonista di ben cinque esecutivi (trovandosi al governo per quasi 8 anni); con la sua stessa nascita ha contribuito all’evoluzione del sistema politico nazionale, incrociando i destini degli altri principali partiti. Non sorprende dunque se fin dalla nascita l’interesse intorno al PD sia stato sempre molto alto, tanto in ambito accademico quanto nella pubblicistica più generalista. L’obiettivo di questo volume è quello di mettere a sintesi quest’ampia letteratura, tentando un’analisi complessiva del percorso che dall’Ulivo ha portato al PD e alla sua evoluzione. Il punto di partenza attorno a cui si sviluppa il libro può essere riassunto in tre domande. La ricerca che ho condotto si sviluppa innanzitutto attorno ai “perché” del PD. Il primo grande quesito che ha investito il nuovo soggetto fin dal processo fondativo riguarda in effetti le sue ragioni profonde e può essere formulato così: quali sono le ragioni strutturali che hanno condotto alla nascita del PD? La seconda domanda verte invece “sull’organizzazione” ed è forse la più classica nella letteratura sui partiti. Afferisce in senso stretto agli aspetti organizzativi e può essere formulata così: quali caratteristiche ha seguito il percorso di strutturazione organizzativa e che modello ha effettivamente realizzato? La terza domanda si riferisce infine agli esiti del processo sotto il profilo “politico-culturale”. La domanda in questo caso è la seguente: qual è l’identità PD?».

TRAMA . Il Partito Democratico. Origine, organizzazione e identità prende spunto dalla tesi di dottorato e dalle ricerche a essa connesse che ha svolto Simone Tedeschi presso l’Università di Pavia dal 2008 al 2011. La tesi si occupava solo della fase fondativa, mentre nel saggio si fa riferimento anche alle diverse tappe del processo di istituzionalizzazione del partito, e le caratteristiche politico-organizzative assunte poi stabilmente nella sua vita ordinaria. L’opera si compone quindi di una cronistoria ragionata della storia del PD a partire dalla fondazione dell’Ulivo fino alla sua nascita il 14 ottobre 2007 e nei suoi successivi undici anni di vita. Tedeschi si domanda cosa resta oggi delle ambizioni di un partito che voleva ridare consapevolezza di sé all’Italia, che voleva aprirsi al nuovo e restaurare una scena politica ormai anacronistica e corrotta. Il volume si sviluppa lungo sei capitoli, ciascuno dei quali ricostruisce prima le vicende sotto forma di cronaca per poi analizzarle dal punto di vista politologico. Il primo capitolo si concentra sulla “preistoria” del Partito Democratico, il secondo e il terzo si concentrano sulla fase fondativa, analizzandone i processi organizzativi e gli aspetti politico-programmatici, il quarto si occupa della fase di istituzionalizzazione, il quinto si occupa del PD nella sua vita ordinaria, e l’ultimo capitolo tenta di tirare le fila del discorso, componendo un’analisi complessiva dell’evoluzione del Partito in stretta connessione con lo sviluppo della democrazia italiana.

BIOGRAFIA. Simone Tedeschi è nato a Genova nel 1980. Ha conseguito la laurea in Filosofia Politica presso l’Università di Genova per poi collaborare dal 2007 al 2011 come assistente alla ricerca e alla didattica con il Dipartimento di Scienze politiche dell’Università di Genova e con il Dipartimento di Scienze politiche e sociali dell’Università di Pavia. Presso il medesimo Ateneo ha conseguito il Dottorato di ricerca in Scienza politica – Analisi comparata delle democrazie con una tesi sul processo fondativo del Partito Democratico. È stato Consigliere comunale a Tassarolo e dal 2009 è Assessore nel Comune di Novi Ligure con deleghe alla Cultura (fino al 2014) e, dal 2014 in avanti, al Bilancio, al Patrimonio e ai Tributi. È cofondatore di Epoké Ricerche e di Edizioni Epoké, la casa editrice di cui è attualmente Presidente. Il Partito Democratico. Origine, organizzazione e identità è la sua prima monografia.
 

Rassegna stampa

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Amore e morte in "Ivan", il nuovo romanzo erotic-suspence di Malia Delrai

Malia Delrai ci porta a vivere un amore senza precedenti, fatto di passioni e cadaveri lasciati a marcire. La profonda, bruciante passione di una ragazza, assassina semiprofessionista, per il serial killer più temuto di tutta la mafia russa, il suo idolo, il suo sogno proibito, la sua più grande ossessione. Una storia di amore e morte che dimostra una verità inoppugnabile: non è importante cosa una persona abbia fatto o cosa farà nel corso della sua vita, l’importante è trovare l’altra metà di se stessa.

Titolo: Ivan

Autore: Malia Delrai

Genere: erotic suspance

Casa Editrice: Delrai Edizioni

Pagine: 450

Prezzo: 19,90 euro

Codice ISBN: 9788899960704

«[…] Forse lui l’avrebbe usata e buttata via, perché era questo che Ania era, una bambola rotta, un oggetto di piacere letale. Era nata per esserlo e soffrire ora non sarebbe valso a cambiare qualcosa, però gli avrebbe lasciato il segno delle unghie addosso, avrebbe solcato la sua pelle allo stesso modo dei tatuaggi che gli disegnavano il corpo. Se lui era assoluto, lei sarebbe stata l’estasi. Ivan Volkov era suo».

Malia Delrai, con il suo nuovo romanzo Ivan, ci conduce in un mondo sconosciuto, fatto di brutali assassini e passioni brucianti, oltrepassando il labile confine tra la vita e la morte in una realtà in cui uccidere un uomo a sangue freddo diventa normalità. Lui, Ivan Volkov, uno dei più temuti serial killer della Russia, membro dei Lupi di Tambov, e lei, Ania Mikhajlova, la figlia dell’uomo che deve uccidere, il capo dei suoi nemici. E in una notte fatale comincia tutto, la notte in cui l’ossessione bruciante di lei, che le arde nel petto da anni, diventa anche quella di lui. Sono loro i protagonisti del nuovo, atteso libro di Malia Delrai, i due spietati assassini appartenenti alla mafia russa che ammaliano i lettori con i loro caratteri, la loro vita e la bollente passione che non può essere arginata. La scrittrice ci fa entrare nelle loro teste, nei loro desideri e nelle loro speranze fino a renderli parte di noi stessi. Due assassini che non si sono mai arresi a nessun nemico, che non hanno mai chinato il capo davanti alla canna di una pistola puntata alla tempia e che si ritrovano, invece, sconfitti dalla vita, dall’incapacità di provare pietà ed empatia davanti al sangue che tinge indelebilmente le loro giornate. Incapaci di provare umanità nei confronti degli altri, come nei propri. Due personaggi senza precedenti a cui la Delrai dona vita, narrando le vicende che li legheranno nel sangue e nella morte senza peli sulla lingua, descrivendo la vita e la passione, il mondo oscuro e pericoloso che li circonda nel modo più cruento e appassionato possibile, e con uno stile veloce e incalzante, in un flusso di parole, azioni e pensieri che cattura il lettore senza lasciare nulla all’immaginazione. Due caratteri forti, due anime gemelle, incapaci di dichiararsi sconfitti, nella vita come nei sentimenti, incapaci di alzare bandiera bianca in un’eterna lotta contro la vita e contro sé stessi. Una battaglia su tre fronti senza alcuna esclusione di colpi. Una guerra che l’autrice orchestra e descrive con dovizia di particolari, lasciando il lettore a sognare di una passione senza fine dove non conta cosa si è fatto nella vita ma chi si è.

 

Teaser trailer di Ivan di Malia Delrai

https://www.youtube.com/watch?v=0DhMIbgvgzc

 

«[…] Ironico: il tatuaggio della Santa Muerte sul braccio sinistro sembrava fissarlo, per ricordargli la crudeltà con cui gli faceva pagare ogni scelta. Una vera stronza, pensò. Si leccò le labbra che scoprì secche e il sudore freddo che lo investì lo fece eccitare. Ebbe un’erezione e gli venne voglia di masturbarsi per poi lasciarsi andare all’oblio. Perché un uomo doveva avere un orgasmo prima di crepare ed essere ficcato in una tomba. Singhiozzò e vide un taglio netto aperto sul petto colare rosso. Porca puttana! Il vetro faceva proprio tagli netti, di una precisione chirurgica. Strinse tra le dita la fondina e si rese conto di trovarsi riverso sul pavimento in una pozza di sangue. L’odore era sempre lo stesso, proprio non se ne voleva andare. Perché? Chiuse le palpebre e mosse piano la testa. D’un tratto sentì un colpo sordo sfondargli i timpani. Non capì dove, ma trovò la forza di alzare il capo verso la direzione del rumore. Gli occhi non erano stati colpiti dai frammenti perché vedeva ancora, ma era sicuro di avere uno zigomo fuori gioco. La vista lo tradì, perché non riuscì a mettere a fuoco, l’unica cosa che gli parve di vedere fu un corpo massiccio corrergli incontro».

 

TRAMA . Ivan Volkov è uno dei killer più temuti della Russia per ferocia e precisione. Lui è un Lupo di Tambov e il migliore amico di Roman Nevskij. Non ha mai fallito un obiettivo, mai, da quando ha conosciuto ed è diventato il braccio destro del leader della Tambovskaja, la mafia russa di San Pietroburgo. Perciò si trova spiazzato quando a puntargli la pistola contro il torace è la figlia dell’uomo che dovrà uccidere e che lo sfida con i suoi occhi da assassina: lei non è poi così diversa da lui. A sconvolgere l’uomo è la proposta che la ragazza gli fa: del sesso in cambio della vita. Lo sguardo di Ania Mikhajlova sembra schernirlo e il sorriso malizioso che gli lancia lo provoca e vuole fargli superare ogni limite. Due assassini a confronto, anime affini, spiriti sconfitti dall’assenza di umanità. Nessuno di loro è disposto a perdere, in una lotta di passione e di violenza reciproca. Perché l’unico modo che hanno per sopravvivere è uccidere, anche quando si tratta di sentimenti.

 

BIOGRAFIA. Malia è… be’, Malia. C’è poco da dire su di lei, la si deve conoscere a fondo per poterla definire in qualche modo: un po’ Pippi Calzelunghe, un po’ Cartesio, con un pizzico di Casanova e Saffo, mista a Baci Perugina. La sua vita è un continuo combattere contro le tentazioni del cibo e del comprare libri, ne è fortemente dipendente, e non esclude in futuro di poter aprire un gruppo di golosi anonimi e lettori indomiti. Un suo serio problema è scegliere tra scrittura e lettura, ma ha risolto in fretta aprendo una casa editrice: la Delrai Edizioni.

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Fogli volanti: esposizione d’arte contemporanea in omaggio al genio visionario dell’ingegnere aeronautico Alessandro Marchetti

Dal 1 al 29 luglio 2018, nei locali della biblioteca civica Elio Filippo Accrocca, il Comune di Cori (LT) ospita un’importante iniziativa culturale dal titolo FOGLI VOLANTI Esposizione d’arte contemporanea in omaggio al genio visionario dell’ingegnere aeronautico Alessandro Marchetti, atto d’inizio del percorso verso la creazione di un’ala nell’attuale museo cittadino dedicata a questo pioniere del volo.

La mostra “Fogli volanti”, curata dallo storico dell’arte Mauro Carrera, presenta opere realizzate per l’occasione da Angelo Bianchi, Tomaso Binga, Anna Boschi, Eleonora Collini, Paolo Collini, Renzo Dall’Asta, Mauro Davoli, Giovanni Fontana, Alessandro Madoi, Ruggero Maggi, Enzo Lionello Natilli, Maurizio Osti, Carlo Alberto Sitta e Giovanni Tommasi Ferroni, accompagnate da testi letterari ispirati al volo scritti espressamente per l’occasione da Mauro Carrera, Giovanni Fontana, Marzio Pieri, Carlo Alberto Sitta e Cardiopoetica; “fogli volanti” su cui i creativi hanno tracciato le loro idee, i loro progetti, i loro sogni.

Contestualmente all’inaugurazione viene presentato il volume “Fogli volanti” – a cura di Mauro Carrera – piccola antologia effimera che raccoglie opere e testi sul tema del volo.

La manifestazione si inserisce in un disegno progettuale per la realizzazione di un Museo dedicato ad Alessandro Marchetti, attraverso la creazione nell’ex convento agostiniano di Sant'Oliva (che già ospita il Museo della Città e del Territorio) di una nuova sezione dedicata dal Comune di Cori al grande progettista, suo illustre e ingegnoso concittadino. Le opere presenti in mostra confluiranno come primo nucleo artistico, insieme ad alcune donazioni, nel patrimonio del costruendo Museo.

La figura di Marchetti è senza dubbio tra le più interessanti del mondo tecnico e imprenditoriale italiano del secolo scorso. Una collezione di arte contemporanea legata al volo e un volume che raccoglie questi contributi visivi frammisti a digressioni letterarie sullo stesso argomento, non poteva che chiamarsi “Fogli volanti”, nome che diamo a quegli appunti che siamo soliti tracciare su carta come effimera materializzazione delle nostre più fantasiose idee.

Alle 21.30 di domenica 1 luglio, il cortile della biblioteca ha ospitato la proiezione del mediometraggio diretto da Angelo Bianchi, CON GLI OCCHI PIENI DI CIELO, liberamente tratto dagli anni giovanili di Alessandro Marchetti. Vi si raccontano passaggi significativi dell'infanzia e dell'adolescenza di colui che diventerà durante gli anni Venti e Trenta del '900 uno tra i più geniali progettisti e pionieri della storia dell'Aeronautica Italiana e dell'aviazione internazionale. Vengono evocati momenti di vita di Alessandro come i pomeriggi trascorsi sulle colline di Cori seduto a osservare e disegnare ammirato i grandi falchi in volo o le fasi piene di ansia e di forte aspirazione che accompagneranno il suo primo progetto d'aereo, ‘Chimera’, di legno e tela, che prese il volo sui cieli dell'antico aeroporto di Centocelle a Roma, ai comandi lo stesso giovane neo ingegnere. Il mediometraggio è stato accompagnato da materiale fotografico e video fornito dall’Aeronautica Militare e dall'Istituto Luce di Cinecittà.

Partnership:

  • Regione Lazio
  • Sistema culturale territoriale: Città Lepine, Sistema territoriale dei Musei dei Monti Lepini, Il Sistema Territoriale delle Biblioteche dei Monti Lepini
  • Biblioteca Civica di Cori ‘Elio Filippo Accrocca’
  • Archivio Storico Marchetti Caucci Molara
  • Associazione Culturale Arcadia
  • Associazione Savoia Marchetti – Historical Group
  • Gruppo Lavoratori Seniores SIAI MARCHETTI
  •  Comune di Sesto Calende

Palio Madonna del Soccorso 2018: vince Porta Ninfina

Porta Ninfina conquista il Palio Madonna del Soccorso 2018. Un po’ come l’anno scorso, arrivati al termine delle corse regolamentari in situazione di parità, con 7 anelli per ciascuna Porta, i rossoblu hanno affrontato gli spareggi con Porta Romana - che pure si era tenuta avanti per buona parte della gara – e alla fine hanno avuto la meglio per 10 anelli a 9. Signina si è fermata a 5.

Una gara al cardiopalma che ha visto anche l’interruzione della corsa per oltre 15 minuti a causa della pioggia.

Tra le acclamazioni, i quattro cavalieri rossoblu (Massimo Toselli, Andrea Musa, Marco Toselli, Giovanni Martufi) hanno solcato la pista fin sotto la tribuna delle autorità dove hanno ritirato l’ambito drappo realizzato dall’artista Tommaso Volpini, portato in trionfo dai contradaioli al grido di “Viribus Unitis” fin dentro le mura amiche della parte di Cori valle che guarda verso Ninfa, dove ifesteggiamenti sono continuati fino a tarda notte. Le altre due Porte potranno prendersi la rivincita il 28 Luglio, quando a Stoza si disputerà in notturna il Palio di Sant’Oliva.

L’attesa sfida è stata preceduta dal corteo in costumi rinascimentali - al quale hanno partecipato anche i ragazzi del Centro per Disabili Adulti di Giulianello “L’isola di Nemo” grazie al progetto avviato con lo scorso anno tra l’assessorato alle Politiche Sociali del Comune di Cori e l’Ente Carosello - partito da piazza della Croce e giunto a piazza Signina, dopo aver attraversato le stradine del centro storico della città, nel bagno di folla riservato ai figuranti dal pubblico assiepato ai bordi del “bravium”. Nel corso della sfilata Porta Ninfina ha riservato un omaggio, molto sentito e condiviso da tutta la città, ad Armando Martufi, storico protagonista del corteo nel ruolo di capitano a cavallo, tragicamente scomparso pochi mesi fa: al suo posto è comparso solo William, lo splendido frisone nero in sella al quale Armando era solito sfilare, condotto questa volta a piedi da suo figlio Giovanni (tra l’altro cavaliere rossoblu). L’elmo e la spada fino all’anno scorso indossati da Armando sono stati portati da due valletti.

Giunto il corteo a destinazione, dopo l’esibizione degli sbandieratori, ha avuto inizio l’appassionante gara tra i cavalieri che dovevano infilare, con pugnale di legno a punta d’acciaio, un anello di metallo pendente da una staggia posta a circa metà del rettilineo da percorrere. I quattro cavalieri di ciascuna Porta, ognuno con la casacca del proprio rione, si sono affrontati in un duello di abilità e velocità che si ripeterà sabato 28 luglio.

Intanto il bilancio di questo primo Palio del 2018 si chiude registrando un notevole aumento di presenze, proseguendo il trend degli ultimi anni: oltre 2.000 gli ingressi al campo di gara in piazza Signina, ma tante le persone lungo tutto il percorso che ha attraversato la città e stracolme le taverne rionali per le cene propiziatorie di sabato con centinaia di commensali.

Decretati i vincitori del X° Concorso di Poesia “Giugno di San Vigilio”

L’Associazione Culturale Sperimentiamo arte, musica, teatro, come di consueto ha tenuto la cerimonia di premiazione del X° Concorso Nazionale di Poesia “Giugno di San Vigilio”, aperto sia agli studenti che agli adulti di ogni età e di tutta Italia.

A ricevere i primi premi quest’anno sono stati: per la scuola primaria Davide Di Paolo con “Le Foglie”; per la scuola secondaria di I° Grado Sofia Siccardi con “Conosco la speranza”; per la scuola secondaria di II° grado Ginevra Vella con “Come vetro appannato”; tra gli adulti, invece, a ricevere il primo premio è stato Pietro Catalano con “L’aria Blu”.

Come ogni anno è stato assegnato anche il Premio Speciale “Cristiana Cafini” riservato al vincitore assoluto del concorso che quest’anno è stato conferito a Michele Facchi per la sua poesia dal titolo “Carta”.

Tra i vari ospiti della premiazione, anche il Monsignor Ludovico Maule, decano dei canonici del duomo di Trento.

Un ringraziamento particolare va alla commissione presieduta da Massimo Simonini insieme con Ciro Cianni, Daniela Conti e Tullio Visioli.