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Comunicati Stampa e Notizie: invio gratuito di Comunicati e News

Archivio luglio 2018

Strada Doganale. Pronto il progetto di sistemazione dell’antico tratturo che conduce al Monumento Naturale Lago di Giulianello

I lavori in programma: risanamento della carreggiata del tratto sterrato di accesso dalla SP Velletri-Anzio; pulizia dei canali di scolo laterali per lo smaltimento delle acque piovane e realizzazione di alcuni parcheggi.

La Giunta Municipale di Cori ha approvato in questi giorni il progetto esecutivo redatto dall’Ufficio Tecnico Comunale su indirizzo degli Assessorati ai Lavori Pubblici e all’Ambiente, avente ad oggetto lasistemazione della Via Doganale, l’antico tratturo di epoca preromana usato anche per la transumanza, che dalla strada provinciale Velletri-Anzio conduce al Lago di Giulianello. I lavori, dal valore complessivo di poco più di 32 mila euro resi disponibili dall’Assessorato al Bilancio, inizieranno a breve, dopo l’affidamento.

L’intervento in programma prevede il risanamento della carreggiata del tratto sterrato di accesso al Monumento Naturale, per una lunghezza di quasi 500 metri. Inoltre si provvederà a ripulire i canali di scolo laterali per lo smaltimento delle acque piovane. Infine verranno realizzati alcuni parcheggi di proprietà demaniale in corrispondenza dello slargo oltre la sbarra precedentemente posizionata per impedire a chiunque non abbia i dovuti permessi di poter raggiungere l’area naturalistica con mezzi motorizzati.

Spiega il Sindaco Mauro De Lillis, con gli assessori ai rami Ennio Afilani e Luca Zampi - “L’obiettivo di questa ed altre progettualità in cantiere è creare innanzitutto le condizioni generali per tutelare e valorizzare in chiave moderna una zona di riconosciuto pregio paesaggistico e ambientalistico, al fine di garantirne la piena fruibilità nel rispetto delle regole che ne salvaguardino l’aspetto e l’identità originari, la straordinaria biodiversità di flora e fauna e le tradizionali attività agricole e pastorali ancora svolte nelle campagne circostanti”

Sereni Orizzonti, cambio al vertice: Simone Bressan alla guida della Holding

Cambio al vertice di Sereni Orizzonti Holding, capofila del Gruppo dell’imprenditore friulano Massimo Blasoni, e che costruisce e gestisce residenze sanitarie per anziani in Italia. Sereni Orizzonti con i suoi 5.000 posti letto è uno dei leader del settore, una realtà in grande crescita con un consolidato di oltre 150 milioni di euro e uno sviluppo costantemente in doppia cifra nell’ultimo quinquennio.
A prendere le redini della Holding è Simone Bressan, 36 anni, già impegnato con incarichi al Ministero del Lavoro, direttore di un Centro Studi economico nazionale e da tempo nell’organico dirigenziale del Gruppo. Bressan è, infatti, entrato in Sereni Orizzonti nel 2006 e negli ultimi due anni ha guidato LifeCare, l'immobiliare di sviluppo del gruppo. 
“Siamo impegnati - ha spiegato Bressan - con un rilevante piano di sviluppo che prevede la realizzazione di oltre 2.500 nuovi posti letto entro il 2020 con investimenti per 180 milioni di euro: un progetto ambizioso ma coerente con la domanda di posti letto e l’incremento dell’aspettativa di vita media” – ha dichiarato Bressan.
Il gruppo è oggi già presente con 85 residenze in Piemonte, Liguria, Lombardia, Veneto, Emilia Romagna, Toscana, Friuli Venezia Giulia, Lazio, Sicilia e Sardegna.

Accordo tra la Prefettura di Latina e il Comune di Cori (LT) sulla ricollocazione temporanea dei Migranti pontini

A seguito delle recenti vicende che hanno riguardato la gestione da parte degli affidatari di alcuni centri di accoglienza straordinaria dislocati nel territorio pontino, il Comune di Cori ha confermato tramite lettera scritta alla Prefettura di Latina la propria disponibilità, nell’ambito degli accordi di ricollocazione temporanea, ad ospitare presso la Casa per Ferie Madonna del Soccorso un numero di migranti compreso tre le 30 e le 40 persone, fino alla riattivazione delle strutture interessate e comunque per un periodo massimo stabilito non superiore ai 60 giorni.

La missiva indirizzata in questi giorni all’Ufficio Territoriale del Governo ha fatto seguito ai precedenti colloqui intercorsi al Palazzo del Governo tra il Prefetto Maria Rosa Trio, affiancata dal suo vice Antonio Quarto, e il Sindaco Mauro De Lillis, accompagnato dall’Assessore alle Politiche Sociali Chiara Cochi e dalla Responsabile dei Servizi Sociali Roberta Berrè. L’intesa tra le parti è stata successivamente ratificata dalla Giunta Municipale corese, previo consenso della Provincia Italiana Ordine degli Scalzi della SS. Trinità, titolare del ricovero individuato.

Come spiega il primo cittadino: «Si è tenuto conto delle direttive ministeriali per la ripartizione graduale e sostenibile dei richiedenti asilo e rifugiatiall’interno dei C.A.S. ubicati in tutti i comuni e tra gli enti come il nostro aderenti alla rete SPRAR, in linea con lo spirito di solidarietà e collaborazione inter-istituzionale, al fine a dare alla questione migrazione una soluzione umanitaria condivisa. In ogni caso questa misura pro tempore legata alla contingenza rientra a pieno titolo negli impegni reciprocamente assunti in materia e rispetta i limiti stabiliti a livello nazionale e locale.»

Dal 29 luglio al 4 agosto, la rassegna "Influenze - Art and Fashion" a Pineto (TE)

Con il patrocinio del Comune di Pineto (Teramo) e la partecipazione di vari sponsor, si svolgerà, dal 29 luglio al 4 agosto 2018, la rassegna d'arte dal titolo "Influenze - Art and Fashion".

Lo scopo primario di questa mostra, a Villa Filiani nel Comune di Pineto, progetto d’intesa tra l’artista informale Sonia Babini e la brava stilista Mariateresa Carletti Couture, è di dimostrare come una fantasia creativa sulla tela possa essere proiettata, su stoffa, sul corpo femminile.

Pineto che è una stazione climatica teramana molto accorsata attende la felice occasione con l’inaugurazione, fissata per il 29 luglio 2018, alle ore 21:00, dell’evento estremamente singolare, curato per dal sociologo e critico d’arte Maurizio Vitiello e dall'esperta Anna Maria Dell’Agata.

Un Maledetto Carnevale: il libro di Giuseppe Giusa fra perdono e vendetta

Giuseppe Giusa presenta un romanzo drammatico che parla di perdono e di vendetta, e di quanto questi sentimenti possano condizionare e perfino distruggere la vita di un uomo. Gli sfortunati protagonisti di questa tormentata vicenda, Maria e Michele, imparano presto quanto sia alto il prezzo da pagare per dimenticare, per andare avanti e costruirsi un futuro sereno. La storia è incentrata su un atto di violenza e codardia ai danni di una ragazza indifesa, un gesto che passa inosservato e impunito per anni, prima di riemergere aiutato dal destino, e di esigere una punizione esemplare. Un maledetto carnevale è un romanzo che si interroga sulla necessità del perdono, sulle conseguenze della vendetta e sulla forza dell’amore, e lo fa attraverso la storia di uomini e donne vittime di una bugia che li annienterà o, forse, li libererà.

 

Titolo: Un maledetto carnevale
Autore: Giuseppe Giusa
Genere: Drammatico
Casa Editrice: Youcanprint
Pagine: 236
Codice ISBN: 9788892665378

 

«[…] Ogni estate, quando vado in Sicilia, la mia permanenza non è altro che di due settimane: tanto per stare un po’ con i miei e poi scappare via da quel paese, che per me ormai è diventato come un incubo. In quelle due settimane scruto ogni tipo di ragazza, sperando di riconoscere quella che per me e per i miei amici fu un gioco capriccioso di carnevale.»

Un maledetto carnevale di Giuseppe Giusa narra una storia che non si dimentica facilmente. Purtroppo attuale in un momento storico in cui la violenza sulle donne è all’ordine del giorno, il romanzo racconta di uno stupro insensato, di un crudele gioco tra ragazzini che distrugge la vita di una giovane innocente. È il 1965, sono anni in cui prevale l’omertà, specialmente in un piccolo paese siciliano, e la violenza non viene denunciata per paura della macchia incancellabile sulla reputazione della sfortunata ragazza. La storia procede raccontando i dieci anni seguenti nella vita di due dei protagonisti della brutale vicenda. Michele e Maria sono scappati lontano, chi dalle proprie colpe e chi dal proprio inestinguibile dolore. Il ricordo di quel maledetto carnevale non li abbandona, non dà tregua alle loro notti insonni, specialmente a Maria, che da quell’episodio ha dovuto anche far nascere una vita, una vita che ora adora più della sua. Giuseppe Giusa intreccia una storia in cui il destino ci mette più dello zampino, in cui ogni verità è costretta a svelarsi, tassello dopo tassello. Michele sa che la resa dei conti è vicina, l’ha sempre saputo, non solo per sé stesso ma anche per i suoi vecchi amici. La figura di Maria è quella che emoziona di più: tredicenne costretta a crescere troppo in fretta, e poi giovane donna spezzata ma ancora capace di perdonare, di amare e vivere. Il perdono è infatti il nodo centrale di Un maledetto carnevale, un atto doloroso ma necessario, che solo un’anima pura può scegliere. La vendetta è invece per i codardi, e in questo romanzo verrà scelta da molti a scapito dell’amore, di quella forza positiva condannata a soccombere in partenza, perché l’ombra della violenza ha offuscato il suo potere salvifico. E allora qual è il limite che non si deve superare, fino a che punto si deve rispetto alla vita umana, anche a quella più infima? Uno dei personaggi, Antonio, dice: “Ma se alla gente onesta non è permesso di vivere in pace, mi domando che valore ha questo mondo”. Ed è ciò che si domanda anche il lettore, alla fine di questo doloroso romanzo.

TRAMA. Maria è una tredicenne piena di vita, ma il destino le riserva una brutta sorpresa. Durante un gioioso carnevale viene violentata da quattro quindicenni mascherati. Le conseguenze di questa efferatezza sono molteplici: al dolore per la violenza subita si aggiunge la nascita di una figlia, che deve imparare ad amare nonostante sia legata a un penoso ricordo. Dieci anni dopo Maria conosce Michele, un ragazzo per bene, e per la prima volta in vita sua il suo cuore comincia a palpitare. Tra i due nasce una bella storia d’amore e decidono di sposarsi, ma il passato è in agguato. Il destino di Maria e Michele si è infatti intrecciato molti anni prima. Alla fine ci sarà chi perdonerà, e chi in preda alla follia esigerà una vendetta egoistica, spinta dall’insensata necessità di cancellare un passato che non può e non deve essere dimenticato.

BIOGRAFIA. Giuseppe Giusa è nato in Sicilia ma vive e lavora in Germania. Appassionato di arte antica e della natura, scrive le proprie storie lasciandosi ispirare da lunghe passeggiate e dall’osservazione di persone semplici, e del loro agire nel mondo.

Contatti

https://www.facebook.com/people/Giuseppe-Giusa/100018882645627

Link di vendita

https://www.youcanprint.it/fiction/fiction-suspense/un-maledetto-carnevale-9788892665378.html

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Capalbio Libri 2018: conferenza stampa di presentazione

Capalbio Libri, in collaborazione con la Casa delle Letterature, vi invita mercoledì 25 luglio, ore 11:00 presso la Casa delle Letterature, Piazza dell’Orologio, 3 - Roma alla presentazione di "CAPALBIO LIBRI 2018, il festival sul piacere di leggere" Interverranno Luigi Bellumori, Sindaco di Capalbio Andrea Zagami, Fondatore e Direttore di Capalbio Libri

La Sofferenza come Tabù nel nuovo libro del prof. Guido Giarelli

Si può vivere senza sofferenza? È possibile ricondurla nell'ambito di un discorso scientifico a partire dalla consapevolezza della comune “condizione umana” che la globalizzazione induce? Sono le domande a cui cerca di rispondere il saggio del sociologo e antropologo Guido Giarelli Sofferenza e condizione umana. Per una sociologia del negativo nella società globalizzata.

 

Titolo: Sofferenza e condizione umana. Per una sociologia del negativo nella società globalizzata

Autore: Guido Giarelli

Genere: Società e scienze sociali, Sociologia

Casa Editrice: Rubbettino Editore

Collana: #sociologie

Pagine: 624

Codice ISBN: 9788849853360

 

«[…] La nostra tesi è che la sofferenza abbia posto in questo periodo un problema nuovo per le società occidentali, che è quello della sua inaccettabilità: il rifiuto della sofferenza, la sua non accettazione, è nata da un’illusione che si è andata sempre più diffondendo, che ha considerato la sofferenza come un’esperienza eccezionale, qualcosa che in quanto tale non apparteneva costitutivamente alla condizione umana. Mentre in passato tutte le religioni e le filosofie hanno considerato, come abbiamo visto, quello della sofferenza un problema fondamentale cui offrire qualche tipo di risposta di senso, nelle società moderne prima e contemporanee poi, la sofferenza è divenuta un tabù, così come la vecchiaia, la malattia e la morte».

 

Viviamo in un tempo di grande sofferenza: non le sofferenze atroci prodotte dalle grandi tragedie del ’900, ma un malessere sociale diffuso che si esprime sotto forma di sofferenza talora esplicita e mediatizzata, talora impalpabile, silenziosa e occultata dai mass media. L'esodato ultracinquantenne espulso dal mercato del lavoro, il giovane disoccupato o inoccupato che ha già perso ogni speranza di trovare un impiego, il lavoratore sfruttato e ridotto a “fattore produttivo”, i migranti sottoposti ai lavori più umilianti e alle condizioni di vita più degradanti, gli anziani che sempre più vedono sfumare la possibilità di una vecchiaia sicura e di una pensione adeguata a causa del deterioramento costante dei sistemi di protezione sociale pubblica. «Nonostante tutte queste sofferenze, abbiamo perso la capacità di spiegarle e quindi di cercare di affrontarle per poterle eliminare, per quanto possibile. E l’abbiamo persaspiega Giarelli perché, al pari della malattia, della disabilità, della vecchiaia e della morte, abbiamo considerato la sofferenza qualcosa di sconveniente, impresentabile, inaccettabile, “pornografica” in qualche modo, in una società sempre più salutista e performativa nella quale la bellezza, la salute, la necessità di essere sempre prestanti e all’altezza delle situazioni è diventato un dovere, un obbligo sociale se si vuole essere “in”, per non rischiare di diventare “out”. È così che la sofferenza è divenuta un tabù, rispetto al quale non sappiamo più parlare, spiegare e agire: questo libro cerca di ridarci la parola, di superare l’afasia che caratterizza la nostra società su questo tema». Elaborando una tipologia fenomenologica della sofferenza analizzata sulla base di un modello connessionista, il volume esplora quindi il contributo che tre studiosi classici (Karl Marx, Emile Durkheim e Max Weber) e tre contemporanei (Hans Jonas, Irving K. Zola e Margaret Archer) possono offrire attraverso i concetti di alienazione, anomia, razionalizzazione, limite, vulnerabilità e riflessività fratturata per una comprensione delle cause profonde della sofferenza umana. Ad emergere è così quella “dimensione del negativo” che, spesso interpretata dalle diverse mitologie, filosofie e teodicee religiose come prova dell’esistenza del “male”, rappresenta in realtà una componente intrinseca della condizione umana che una “sociologia del negativo” critica e riflessiva può consentire di analizzare sulla base di nuove piste di ricerca ormai ineludibili nella società globalizzata. «Vivere senza sofferenza è stata la grande illusione della società occidentale contemporanea, figlia della nostra idea di progresso lineare, indefinito, senza limiti: è così che si arriva all’illusione dell’ospedale senza dolore, del mondo senza sofferenza. Oggi stiamo scoprendo che la realtà ha dei limiti, e lo stiamo facendo a nostre spese: cambiamenti climatici, disastri ambientali, effetto serra, ma anche l’illusione delle pratiche anti-invecchiamento, di un’eterna giovinezza, di usare la criogenesi per sconfiggere la morte. Lo sapevano bene le società precedenti: un tempo il limite era inscritto nell’impotenza tecnologica dell’uomo di fronte all’onnipotenza incontrollabile della natura. Oggi, la mutata natura dell’agire umano consiste proprio nelle nuove e crescenti conquiste tecnologiche che la nostra società ha saputo mettere in campo, ma che rischiano di rivoltarsi contro di noi. Dobbiamo allora ritrovare quel limite autoimponendocelo secondo quel “principio di responsabilità” di cui parla Hans Jonas, per cui non tutto ciò che si può fare si deve fare, se vogliamo evitare di creare aspettative irrealistiche che non ci portano da nessuna altra parte se non alla nostra autodistruzione. Ciò che dobbiamo riscoprire è una nuova “cultura del limite” adeguata alla tarda modernità in crisi che stiamo vivendo, senza alcuna deviazione luddista e anti-tecnologica (fondamentalmente reazionaria), ma che sappia però tener conto dell’esistenza di limiti biologici, psicologici, esistenziali, sociali ed ecologici con i quali ci confrontiamo quotidianamente: è ciò che chiamo la dimensione del “negativo”, che racchiude tutti questi limiti, e rappresenta una dimensione fondamentale e ineliminabile della condizione umana quanto quella del positivo, con la quale dobbiamo tornare a familiarizzare, nella piena consapevolezza di questa ambivalenza della condizione umana, per cui non c’è positivo senza negativo, felicità senza sofferenza, gioia senza dolore. Perché, come afferma Salvatore Natoli “Il negativo colpisce il positivo, ma il positivo lo precede e ne è la sua ineliminabile condizione”».

 

TRAMA. Un libro che si rivolge non soltanto agli specialisti, ma anche a chi voglia cercare di comprendere le cause dei diversi tipi di sofferenza, cercando per quanto possibile di eliminare le sofferenze inutili, specie quelle causate dall’uomo, come le sofferenze sociali che originano dal mancato rispetto della dignità umana; senza per questo illudersi di eliminarle completamente, dal momento che esse rappresentano una componente costitutiva della condizione umana, una forma di adattamento all’ambiente in cui ci è dato vivere.

 
 

BIOGRAFIA. Guido Giarelli, Ph.D. alla University College London, è professore associato di Sociologia generale presso la Scuola di Medicina e Chirurgia dell’Università “Magna Græcia” di Catanzaro. Presso la medesima università è stato direttore del Centro di Ricerca Interdipartimentale sui Sistemi sanitari e le Politiche di welfare (C.R.I.S.P.) dal 2006 al 2010 e del Master di II livello in “Management integrato dei servizi sociali e sanitari”; è attualmente direttore del Master di II livello in “Medicina integrata”. È stato research associate dell’Institute of African Studies dell’Università di Nairobi, adjunct associate professor della School of Health Sciences della Oakland University di Rochester (Michigan), visiting scholar alla New York Academy of Medicine e alla Harvard Medical School di Boston, visiting professor all’Università di Oviedo (Spagna), all'Escola de Saúde Pública do Ceará di Fortaleza (Brasile) e al Centre for Sociological Theory and Research on Health Division and Population Health della University College London. Fondatore e primo presidente della Società Italiana di Sociologia della Salute (SISS) dal 2002 al 2005, segretario e poi membro del Consiglio scientifico della Sezione di Sociologia della salute e della medicina dell’Associazione Italiana di Sociologia (AIS) dal 2005 al 2011, presidente della European Society for Health and Medical Sociology (ESHMS) per il mandato 2006-2010, è attualmente vice-Presidente del Consiglio direttivo del Research Committee 15 (Sociology of Health) dell’International Sociological Association (ISA). Dal 2004 è membro dell’Osservatorio sulle Medicine Non Convenzionali della Regione Emilia-Romagna.

 

Video di presentazione del saggio https://youtu.be/n5_wkFr-OrQ

Articolo Oggisud https://oggisud.it/cultura-e-spettacoli/presentato-il-libro-di-guido-giarelli-per-una-sociologia-del-negativo-nella-societa-globalizzata

Link di vendita http://www.store.rubbettinoeditore.it/societa-e-scienze-sociali/sociologia/sofferenza-e-condizione-umana.html

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I progetti internazionali di Francesca Romana De Martini

Dopo il successo ottenuto con il film “Come diventare grandi nonostante i genitori” di Luca Lucini e numerose partecipazioni a fiction italiane di successo, Francesca Romana De Martini sbarca anche all’estero con tre progetti internazionali molto importanti.

Sarà infatti l’unica attrice italiana (insieme con Alessandro Riceci) nel cast della 2^ stagione della seguita serie tv “Riviera”, che andrà in onda prossimamente su Sky Atlantic. Tra i protagonisti della serie ideata da Neil Jordan, diretta da Paul Walker, prodotta da Peninsula Film e girata in Costa Azzurra dove ha luogo la storia, con Julia Stiles, Vincent Perez, Anthony La Paglia, Lena Olin. Nella serie tv, Francesca Romana De Martini vestirà i panni di una giornalista.

Per il cinema, invece, sarà Evelina Lamborghini, madre di Ferruccio Lamborghini nel film “Lamborghini” diretto dal Premio Oscar Bobby Moresco (Crash, Million Dollar Baby), prodotto da Ambi Group ed interpretato da Antonio Banderas, Alec Baldwin, Romano Reggiani, Fortunato Cerlino.

A breve, infine, la De Martini inizierà le riprese del cortometraggio che la vede protagonista dal titolo “Opening Night” diretto da Bekka Gunther, una regista fotografa che lavora anche nel campo della moda. La storia parla di un’attrice di teatro che seduce la sua assistente. Sarà girato in toscana in inglese.

A Cori prende il via il CALA Festival

Lunedì 16 luglio prende finalmente il via (e proseguirà fino al 21 luglio), a Cori (LT), CALA Contemporary Actions Loose Aesthetics, festival di arte, danza e performance art contemporanea, sostenuto da ‘Cori e Giulianello in rete’ (progetto di rete d’impresa finanziato dalla Regione Lazio), il Comune di Cori e un network di partner privati, e reso possibile tecnicamente da una rete di professionalità con diverse competenze.

Quest'anno parteciperanno alla III edizione giovani coreografi, artisti nazionali e internazionali, tra le migliori espressioni del panorama attuale della performance e dell'arte contemporanea. Il festival propone una settimana di appuntamenti: dal 16 al 20 luglio i laboratori gratuiti, aperti al pubblico e condotti dai diversi coreografi, Videoarte/collezione di cortometraggi coreografici,performances ed esibizioni nelle strade e piazze di Cori e Giulianello nelle serate del 16-17-18 luglio. Le serate conclusive nel teatro all'aperto allestito presso il giardino del Museo della Città e del Territorio di Cori avverranno il 20 e il 21 luglio (ingresso a pagamento).

Ad aprire le giornate dedicate alle performances Davide De Lillis con Lavori In Corso a piazza della Croce che lunedì dalle ore 16 proporrà, a chiunque voglia partecipare, di creare una scultura collettiva. In serata, dalle 21.30 in poi a piazza SigninaScreen Dance/cortometraggi indipendenti.

Nella giornata di martedì 17, che si svolgerà interamente a Giulianello, dalle 10:30 alle 12:30, al centro sociale ‘Il Ponte’, laboratorio gratuito e aperto al pubblico condotto dal coreografo Riccardo Guratti, nel pomeriggio dalle 17:30 spazio a Lucia di Petro con Call Me a piazza Umberto I, un invito personale per scomparire almeno per un attimo dalla normale realtà (performance su prenotazione una persona alla volta – tel. 371 3680111) e in serata Videoarte/proiezioni di cortometraggi indipendenti e sperimentali.

La performance Call me e la raccolta di cortometraggi Videoarte si ripeteranno mercoledì 18 a Cori, rispettivamente alle 17.30 e alle 21.30, a piazza della Croce.

Il 19 e 20 luglio laboratori coreografici gratuiti e aperti a tutti presso A.S.D. Matisse condotti daMoreno Perna e Ingeborg Meier Andersen

Il 20 e il 21 luglio il giardino del Museo della Città e del Territorio ospiterà le due serate conclusive con performances sul palco, installazioni ed esposizioni dentro le sale del Museo. Saranno protagonisti di queste serate: Giuseppe Vincent Giampino (artista in residenza presso il CALA Festival), Moreno Perna, Riccardo Guratti e Ingeborg Meier Andersen con performances sul palco e Daz Disley, Sofia Bucci, Martino Antocchi e Lucia Di Petro con istallazioni ed esposizioni nelle sale del Museo.

A Giulianova, convegno dal titolo “L’adolescente, questo sconosciuto!”

Lo scorso 13 luglio 2018, a Giulianova, provincia di Teramo, si è dibattuto a lungo sulla condizione odierna dei nostri figli: appena usciti dall’età dell’infanzia, benché non ancora adulti, i teenager oggi rappresentano una sfida educativa per qualsiasi genitore, insegnante, educatore ed adulto che se ne occupi. Il convegno “L’adolescente, questo sconosciuto!”, organizzato dall’associazione culturale Nuova Paideia e in collaborazione con il Rotary Club Teramo Est, è stato di rilevanza nazionale per la città di Giulianova e per tutto l’Abruzzo, portando nella mattinata e nel pomeriggio odierni, un nutrito numero di professionisti nella sala convegni “Giacomo D’Antonio” dell’ospedale civile Maria Santissima dello Splendore. Psicologi, pedagogisti, avvocati e docenti universitari hanno offerto una visione multidisciplinare della condizione dei teenager, mettendone in risalto sia le caratteristiche e le peculiaità intrinseche sia i limiti e le attuali sfide in merito. Un argomento di particolare attualità è stato affrontato dal dott. Eugenio Flajani Galli − psicologo, psicosessuologo e saggista giuliese − il quale ha esposto gli odierni rischi a cui i nostri figli vanno incontro utilizzando le nuove tecnologie digitali, istruendo e consigliando inoltre sulle strategie da adottare per prevenire (o risolvere) tale abuso informatico. L’intervento del dott. Flajani Galli è stato preceduto − nella sessione pomeridiana − da quello dell’avvocato Rita Di Carlo, la quale si è occupata della tematica giuridico-legale, citando le principali norme in materia di tutela dei minori. Nella sessione diurna hanno invece preso parte i docenti dell’Università degli studi de L’Aquila Gabriele Gaudieri e Antonio Lera, i quali hanno rispettivamente parlato degli aspetti neurofisiologici del cervello adolescenziale − soggetto a importanti modificazioni plastiche macro e micro-strutturali − e della nuova condizione sociale della “generazione dei 2000”, che si trova oggi ad affrontare l’ardua sfida del continuo passaggio tra la realtà online e quella offline, e della conseguente loro differenziazione ed organizzazione.

Eugenio Flajani Galli
eugenioflajani@gmail.com