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Comunicati Stampa e Notizie: invio gratuito di Comunicati e News

Archivio luglio 2018

La Sofferenza come Tabù nel nuovo libro del prof. Guido Giarelli

Si può vivere senza sofferenza? È possibile ricondurla nell'ambito di un discorso scientifico a partire dalla consapevolezza della comune “condizione umana” che la globalizzazione induce? Sono le domande a cui cerca di rispondere il saggio del sociologo e antropologo Guido Giarelli Sofferenza e condizione umana. Per una sociologia del negativo nella società globalizzata.

 

Titolo: Sofferenza e condizione umana. Per una sociologia del negativo nella società globalizzata

Autore: Guido Giarelli

Genere: Società e scienze sociali, Sociologia

Casa Editrice: Rubbettino Editore

Collana: #sociologie

Pagine: 624

Codice ISBN: 9788849853360

 

«[…] La nostra tesi è che la sofferenza abbia posto in questo periodo un problema nuovo per le società occidentali, che è quello della sua inaccettabilità: il rifiuto della sofferenza, la sua non accettazione, è nata da un’illusione che si è andata sempre più diffondendo, che ha considerato la sofferenza come un’esperienza eccezionale, qualcosa che in quanto tale non apparteneva costitutivamente alla condizione umana. Mentre in passato tutte le religioni e le filosofie hanno considerato, come abbiamo visto, quello della sofferenza un problema fondamentale cui offrire qualche tipo di risposta di senso, nelle società moderne prima e contemporanee poi, la sofferenza è divenuta un tabù, così come la vecchiaia, la malattia e la morte».

 

Viviamo in un tempo di grande sofferenza: non le sofferenze atroci prodotte dalle grandi tragedie del ’900, ma un malessere sociale diffuso che si esprime sotto forma di sofferenza talora esplicita e mediatizzata, talora impalpabile, silenziosa e occultata dai mass media. L'esodato ultracinquantenne espulso dal mercato del lavoro, il giovane disoccupato o inoccupato che ha già perso ogni speranza di trovare un impiego, il lavoratore sfruttato e ridotto a “fattore produttivo”, i migranti sottoposti ai lavori più umilianti e alle condizioni di vita più degradanti, gli anziani che sempre più vedono sfumare la possibilità di una vecchiaia sicura e di una pensione adeguata a causa del deterioramento costante dei sistemi di protezione sociale pubblica. «Nonostante tutte queste sofferenze, abbiamo perso la capacità di spiegarle e quindi di cercare di affrontarle per poterle eliminare, per quanto possibile. E l’abbiamo persaspiega Giarelli perché, al pari della malattia, della disabilità, della vecchiaia e della morte, abbiamo considerato la sofferenza qualcosa di sconveniente, impresentabile, inaccettabile, “pornografica” in qualche modo, in una società sempre più salutista e performativa nella quale la bellezza, la salute, la necessità di essere sempre prestanti e all’altezza delle situazioni è diventato un dovere, un obbligo sociale se si vuole essere “in”, per non rischiare di diventare “out”. È così che la sofferenza è divenuta un tabù, rispetto al quale non sappiamo più parlare, spiegare e agire: questo libro cerca di ridarci la parola, di superare l’afasia che caratterizza la nostra società su questo tema». Elaborando una tipologia fenomenologica della sofferenza analizzata sulla base di un modello connessionista, il volume esplora quindi il contributo che tre studiosi classici (Karl Marx, Emile Durkheim e Max Weber) e tre contemporanei (Hans Jonas, Irving K. Zola e Margaret Archer) possono offrire attraverso i concetti di alienazione, anomia, razionalizzazione, limite, vulnerabilità e riflessività fratturata per una comprensione delle cause profonde della sofferenza umana. Ad emergere è così quella “dimensione del negativo” che, spesso interpretata dalle diverse mitologie, filosofie e teodicee religiose come prova dell’esistenza del “male”, rappresenta in realtà una componente intrinseca della condizione umana che una “sociologia del negativo” critica e riflessiva può consentire di analizzare sulla base di nuove piste di ricerca ormai ineludibili nella società globalizzata. «Vivere senza sofferenza è stata la grande illusione della società occidentale contemporanea, figlia della nostra idea di progresso lineare, indefinito, senza limiti: è così che si arriva all’illusione dell’ospedale senza dolore, del mondo senza sofferenza. Oggi stiamo scoprendo che la realtà ha dei limiti, e lo stiamo facendo a nostre spese: cambiamenti climatici, disastri ambientali, effetto serra, ma anche l’illusione delle pratiche anti-invecchiamento, di un’eterna giovinezza, di usare la criogenesi per sconfiggere la morte. Lo sapevano bene le società precedenti: un tempo il limite era inscritto nell’impotenza tecnologica dell’uomo di fronte all’onnipotenza incontrollabile della natura. Oggi, la mutata natura dell’agire umano consiste proprio nelle nuove e crescenti conquiste tecnologiche che la nostra società ha saputo mettere in campo, ma che rischiano di rivoltarsi contro di noi. Dobbiamo allora ritrovare quel limite autoimponendocelo secondo quel “principio di responsabilità” di cui parla Hans Jonas, per cui non tutto ciò che si può fare si deve fare, se vogliamo evitare di creare aspettative irrealistiche che non ci portano da nessuna altra parte se non alla nostra autodistruzione. Ciò che dobbiamo riscoprire è una nuova “cultura del limite” adeguata alla tarda modernità in crisi che stiamo vivendo, senza alcuna deviazione luddista e anti-tecnologica (fondamentalmente reazionaria), ma che sappia però tener conto dell’esistenza di limiti biologici, psicologici, esistenziali, sociali ed ecologici con i quali ci confrontiamo quotidianamente: è ciò che chiamo la dimensione del “negativo”, che racchiude tutti questi limiti, e rappresenta una dimensione fondamentale e ineliminabile della condizione umana quanto quella del positivo, con la quale dobbiamo tornare a familiarizzare, nella piena consapevolezza di questa ambivalenza della condizione umana, per cui non c’è positivo senza negativo, felicità senza sofferenza, gioia senza dolore. Perché, come afferma Salvatore Natoli “Il negativo colpisce il positivo, ma il positivo lo precede e ne è la sua ineliminabile condizione”».

 

TRAMA. Un libro che si rivolge non soltanto agli specialisti, ma anche a chi voglia cercare di comprendere le cause dei diversi tipi di sofferenza, cercando per quanto possibile di eliminare le sofferenze inutili, specie quelle causate dall’uomo, come le sofferenze sociali che originano dal mancato rispetto della dignità umana; senza per questo illudersi di eliminarle completamente, dal momento che esse rappresentano una componente costitutiva della condizione umana, una forma di adattamento all’ambiente in cui ci è dato vivere.

 
 

BIOGRAFIA. Guido Giarelli, Ph.D. alla University College London, è professore associato di Sociologia generale presso la Scuola di Medicina e Chirurgia dell’Università “Magna Græcia” di Catanzaro. Presso la medesima università è stato direttore del Centro di Ricerca Interdipartimentale sui Sistemi sanitari e le Politiche di welfare (C.R.I.S.P.) dal 2006 al 2010 e del Master di II livello in “Management integrato dei servizi sociali e sanitari”; è attualmente direttore del Master di II livello in “Medicina integrata”. È stato research associate dell’Institute of African Studies dell’Università di Nairobi, adjunct associate professor della School of Health Sciences della Oakland University di Rochester (Michigan), visiting scholar alla New York Academy of Medicine e alla Harvard Medical School di Boston, visiting professor all’Università di Oviedo (Spagna), all'Escola de Saúde Pública do Ceará di Fortaleza (Brasile) e al Centre for Sociological Theory and Research on Health Division and Population Health della University College London. Fondatore e primo presidente della Società Italiana di Sociologia della Salute (SISS) dal 2002 al 2005, segretario e poi membro del Consiglio scientifico della Sezione di Sociologia della salute e della medicina dell’Associazione Italiana di Sociologia (AIS) dal 2005 al 2011, presidente della European Society for Health and Medical Sociology (ESHMS) per il mandato 2006-2010, è attualmente vice-Presidente del Consiglio direttivo del Research Committee 15 (Sociology of Health) dell’International Sociological Association (ISA). Dal 2004 è membro dell’Osservatorio sulle Medicine Non Convenzionali della Regione Emilia-Romagna.

 

Video di presentazione del saggio https://youtu.be/n5_wkFr-OrQ

Articolo Oggisud https://oggisud.it/cultura-e-spettacoli/presentato-il-libro-di-guido-giarelli-per-una-sociologia-del-negativo-nella-societa-globalizzata

Link di vendita http://www.store.rubbettinoeditore.it/societa-e-scienze-sociali/sociologia/sofferenza-e-condizione-umana.html

https://www.amazon.it/Sofferenza-condizione-sociologia-negativo-globalizzata/dp/884985336X

 
 

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I progetti internazionali di Francesca Romana De Martini

Dopo il successo ottenuto con il film “Come diventare grandi nonostante i genitori” di Luca Lucini e numerose partecipazioni a fiction italiane di successo, Francesca Romana De Martini sbarca anche all’estero con tre progetti internazionali molto importanti.

Sarà infatti l’unica attrice italiana (insieme con Alessandro Riceci) nel cast della 2^ stagione della seguita serie tv “Riviera”, che andrà in onda prossimamente su Sky Atlantic. Tra i protagonisti della serie ideata da Neil Jordan, diretta da Paul Walker, prodotta da Peninsula Film e girata in Costa Azzurra dove ha luogo la storia, con Julia Stiles, Vincent Perez, Anthony La Paglia, Lena Olin. Nella serie tv, Francesca Romana De Martini vestirà i panni di una giornalista.

Per il cinema, invece, sarà Evelina Lamborghini, madre di Ferruccio Lamborghini nel film “Lamborghini” diretto dal Premio Oscar Bobby Moresco (Crash, Million Dollar Baby), prodotto da Ambi Group ed interpretato da Antonio Banderas, Alec Baldwin, Romano Reggiani, Fortunato Cerlino.

A breve, infine, la De Martini inizierà le riprese del cortometraggio che la vede protagonista dal titolo “Opening Night” diretto da Bekka Gunther, una regista fotografa che lavora anche nel campo della moda. La storia parla di un’attrice di teatro che seduce la sua assistente. Sarà girato in toscana in inglese.

A Cori prende il via il CALA Festival

Lunedì 16 luglio prende finalmente il via (e proseguirà fino al 21 luglio), a Cori (LT), CALA Contemporary Actions Loose Aesthetics, festival di arte, danza e performance art contemporanea, sostenuto da ‘Cori e Giulianello in rete’ (progetto di rete d’impresa finanziato dalla Regione Lazio), il Comune di Cori e un network di partner privati, e reso possibile tecnicamente da una rete di professionalità con diverse competenze.

Quest'anno parteciperanno alla III edizione giovani coreografi, artisti nazionali e internazionali, tra le migliori espressioni del panorama attuale della performance e dell'arte contemporanea. Il festival propone una settimana di appuntamenti: dal 16 al 20 luglio i laboratori gratuiti, aperti al pubblico e condotti dai diversi coreografi, Videoarte/collezione di cortometraggi coreografici,performances ed esibizioni nelle strade e piazze di Cori e Giulianello nelle serate del 16-17-18 luglio. Le serate conclusive nel teatro all'aperto allestito presso il giardino del Museo della Città e del Territorio di Cori avverranno il 20 e il 21 luglio (ingresso a pagamento).

Ad aprire le giornate dedicate alle performances Davide De Lillis con Lavori In Corso a piazza della Croce che lunedì dalle ore 16 proporrà, a chiunque voglia partecipare, di creare una scultura collettiva. In serata, dalle 21.30 in poi a piazza SigninaScreen Dance/cortometraggi indipendenti.

Nella giornata di martedì 17, che si svolgerà interamente a Giulianello, dalle 10:30 alle 12:30, al centro sociale ‘Il Ponte’, laboratorio gratuito e aperto al pubblico condotto dal coreografo Riccardo Guratti, nel pomeriggio dalle 17:30 spazio a Lucia di Petro con Call Me a piazza Umberto I, un invito personale per scomparire almeno per un attimo dalla normale realtà (performance su prenotazione una persona alla volta – tel. 371 3680111) e in serata Videoarte/proiezioni di cortometraggi indipendenti e sperimentali.

La performance Call me e la raccolta di cortometraggi Videoarte si ripeteranno mercoledì 18 a Cori, rispettivamente alle 17.30 e alle 21.30, a piazza della Croce.

Il 19 e 20 luglio laboratori coreografici gratuiti e aperti a tutti presso A.S.D. Matisse condotti daMoreno Perna e Ingeborg Meier Andersen

Il 20 e il 21 luglio il giardino del Museo della Città e del Territorio ospiterà le due serate conclusive con performances sul palco, installazioni ed esposizioni dentro le sale del Museo. Saranno protagonisti di queste serate: Giuseppe Vincent Giampino (artista in residenza presso il CALA Festival), Moreno Perna, Riccardo Guratti e Ingeborg Meier Andersen con performances sul palco e Daz Disley, Sofia Bucci, Martino Antocchi e Lucia Di Petro con istallazioni ed esposizioni nelle sale del Museo.

A Giulianova, convegno dal titolo “L’adolescente, questo sconosciuto!”

Lo scorso 13 luglio 2018, a Giulianova, provincia di Teramo, si è dibattuto a lungo sulla condizione odierna dei nostri figli: appena usciti dall’età dell’infanzia, benché non ancora adulti, i teenager oggi rappresentano una sfida educativa per qualsiasi genitore, insegnante, educatore ed adulto che se ne occupi. Il convegno “L’adolescente, questo sconosciuto!”, organizzato dall’associazione culturale Nuova Paideia e in collaborazione con il Rotary Club Teramo Est, è stato di rilevanza nazionale per la città di Giulianova e per tutto l’Abruzzo, portando nella mattinata e nel pomeriggio odierni, un nutrito numero di professionisti nella sala convegni “Giacomo D’Antonio” dell’ospedale civile Maria Santissima dello Splendore. Psicologi, pedagogisti, avvocati e docenti universitari hanno offerto una visione multidisciplinare della condizione dei teenager, mettendone in risalto sia le caratteristiche e le peculiaità intrinseche sia i limiti e le attuali sfide in merito. Un argomento di particolare attualità è stato affrontato dal dott. Eugenio Flajani Galli − psicologo, psicosessuologo e saggista giuliese − il quale ha esposto gli odierni rischi a cui i nostri figli vanno incontro utilizzando le nuove tecnologie digitali, istruendo e consigliando inoltre sulle strategie da adottare per prevenire (o risolvere) tale abuso informatico. L’intervento del dott. Flajani Galli è stato preceduto − nella sessione pomeridiana − da quello dell’avvocato Rita Di Carlo, la quale si è occupata della tematica giuridico-legale, citando le principali norme in materia di tutela dei minori. Nella sessione diurna hanno invece preso parte i docenti dell’Università degli studi de L’Aquila Gabriele Gaudieri e Antonio Lera, i quali hanno rispettivamente parlato degli aspetti neurofisiologici del cervello adolescenziale − soggetto a importanti modificazioni plastiche macro e micro-strutturali − e della nuova condizione sociale della “generazione dei 2000”, che si trova oggi ad affrontare l’ardua sfida del continuo passaggio tra la realtà online e quella offline, e della conseguente loro differenziazione ed organizzazione.

Eugenio Flajani Galli
eugenioflajani@gmail.com

Cori (LT): sottoscritto accordo di collaborazione tra Comune e Associazioni Sbandieratori

È ormai ufficiale l’accordo di collaborazione stipulato fra i tre gruppi di sbandieratori coresi e il Comune di Cori. L’Associazione Storici Sbandieratori delle Contrade, l’Associazione Sbandieratori del Leone Rampante e l’Associazione Sbandieratori dei Rioni, da un lato, e l’amministrazione comunale, dall’altra, hanno sottoscritto un’intesa che ha già ricevuto il placet della giunta e dei rispettivi organi decisionali.

L’ente riconosce alle associazioni il fondamentale ruolo di promozione dell’immagine della città di Cori in Italia e nel mondo e l’importante funzione sociale svolta all’interno della comunità grazie al coinvolgimento nelle proprie attività di numerosissimi volontari, soprattutto giovani, in atto da generazioni.

L’accordo prevede l’impegno da parte delle associazioni a garantire la propria presenza alle manifestazioni che il Comune considera di rilievo, ma anche ad aderire al progetto ‘Adotta un monumento’ incaricandosi della manutenzione ordinaria di un monumento appunto o un luogo cittadino e ad organizzare un evento annuale da tenersi in città. Dal canto suo, il Comune si impegna a mettere a disposizione delle associazioni spazi comunali a titolo gratuito, a riconoscere loro un contributo economico annuo e ad esentarle dal pagamento della Tari.

“Si tratta di un patto – spiegano il sindaco Mauro De Lillis, l’assessore alla Cultura Paolo Fantini e la delegata all’Associazionismo Chiara D’Elia - in cui le diverse parti assumono degli impegni reciproci. Ringraziamo i tre gruppi di sbandieratori che operano nella nostra città per essersi resi disponibili ad adottare un monumento o un luogo di rilievo e a collaborare attivamente con il Comune di Cori”.

Nella foto il sindaco De Lillis, l'assessore Fantini, la delegata D'Elia con i presidenti e rappresentanti delle tre Associazioni.

“Come ti fa”, il nuovo brano rap di Dose

Devid Nicolò – in arte Dose – è un rapper italiano classe 1997 nato in Svizzera. Il nickname Dose richiama la dipendenza dalle droghe, una strada senza uscita per molte persone che hanno deciso di percorrerla.

Proprio da questa dura realtà parte l’idea del giovane rapper di fare della musica una “droga”, cercando con i suoi testi ed il suo flow di creare una dipendenza a livello uditivo che faccia sentire al pubblico la necessità di ascoltare la sua musica: una nuova “droga” chiamata rap.

“Come ti fa” è il nuovo brano di Dose con la collaborazione del rapper italiano Vacca. L’artista racconta il suo modo di fare rap: indifferente alle critiche, è alla ricerca continua di un’evoluzione nel suo flow, sbattendosi ogni giorno per arrivare ad un livello sempre superiore.

La seconda strofa, interpretata dal rapper Vacca, chiama anch’essa l’attenzione su uno stile di vita alternativo. Il suo rap mette a tacere chi commenta in modo negativo i suoi lavori, mettendo sul piatto rime taglienti su un beat deciso.

Un pezzo orecchiabile, di forte impatto e desisamente radiofonico. Disponibile in tutti i migliori digital store.

Nuovo appuntamento con ‘Cervelli in Scena’: Laura Palombi e Marco Omizzolo raccontano le condizioni dei lavoratori agricoli di ieri e di oggi

Domenica 15 luglio alle ore 21.00 nella biblioteca comunale di Cori “Elio Filippo Accrocca”, nuovo appuntamento della rassegna “Cervelli in Scena”, l’iniziativa promossa dall’Associazione “Amici del Museo della Città e del Territorio di Cori”, con la partecipazione dell’Associazione “Arcadia” e il patrocinio del Comune di Cori, pensata per conoscere e valorizzare la ricchezza culturale prodotta attraverso le tesi di laurea e di dottorato, e proporla al pubblico in modo scientificamente accurato ma comprensibile a tutti.

Gli autori di questi lavori avranno modo di esprimersi in un contesto meno formale di quello accademico, seppur in presenza di voci esperte, e condividere questo sapere con la comunità. I volumi resteranno a disposizione per la consultazione in un’apposita raccolta dell’istituto culturale di vicolo Macari.

Quello di domenica 15 luglio sarà un incontro speciale, con due protagonisti d’eccezione: Laura Palombi che nella sua lunga carriera è stata ricercatrice, sindacalista, consulente organizzativa, ci parlerà della sua tesi in Sociologia Rurale, presso La Sapienza Università di Roma, dal titolo “Il mercato del lavoro agricolo femminile in una comunità del Lazio meridionale (1989-1990)” in una rilettura amorevole e matura di una ricerca condotta negli anni ’80 che le ha consentito di scoprire come il lavoro stagionale agricolo delle lavoratrici fosse un vero e proprio “modello di lavoro” rispondente a precise strategie familiari, sociali, economiche, relazionali.

La accompagnerà e approfondirà il tema Marco Omizzolo, sociologo, ricercatore Eurispes e responsabile scientifico della coop. In Migrazione. Omizzolo si occupa da anni di migrazioni, caporalato, tratta internazionale, lotta alle mafie, di tematiche del lavoro e recentemente ha pubblicato La quinta mafia edito da Radici future, Migranti e diritti. Tra mutamento sociale e buone pratiche edito da Simple per il centro studi Tempi Moderni e L’asilo come diritto edito da ed. Arance.

I due metteranno a confronto una “foto d’epoca” con le attuali condizioni dei lavoratori salariati dell’Agro Pontino, proponendo storie vecchie e nuove di umanità, professionalità, caporalati, migrazioni, sradicamenti e radicamenti.

L’incontro, che prevede anche "canti e video" della tradizione contadina, potrà essere seguito in streaming sul canale Youtube MUSEO DELLA CITTÀ E DEL TERRITORIO DI CORI.

“Cervelli in scena” è un progetto che mira a conoscere gli specialisti e professionisti del territorio attraverso la “ri-discussione”, in un ambiente intimo e informale, della propria tesi, recente o meno recente e in qualsiasi disciplina. Chi fosse interessato a partecipare, invii pure la sua candidatura agli indirizzi: amicimuseocori@gmail.com o biblioteca@comune.cori.lt.it.

Patto per l’attuazione della sicurezza urbana tra Comune di Cori e Prefettura di Latina

Il Comune di Cori e la Prefettura di Latina hanno firmato nei giorni scorsi al Palazzo del Governo il Patto per l’Attuazione della Sicurezza Urbana che, oltre a intensificare la collaborazione tra l’Amministrazione comunale e l’Ufficio Territoriale del Ministero dell’Interno e tra le Forze dell’Ordine e la Polizia Locale, consentirà all’ente lepino di partecipare anche al Bando Ministeriale 57/2018 per l’assegnazione dei fondi di co-finanziamento per il potenziamento del sistema di videosorveglianza cittadina.

Il progetto elaborato dall’Ufficio Tecnico e dal Comando della Municipale, dal valore di circa 120mila euro, compresa la quota-parte comunale, prevede 10 impianti di videosorveglianza in altrettanti punti, per lo più di periferia: 7 a Cori e 3 a Giulianello. Essi si aggiungerebbero alle 18 telecamere in fase di collaudo installate in altri 13 siti di Cori e 5 di Giulianello, soprattutto nei centri urbani, già co-finanziate dalla Regione Lazio. Superato il vaglio di conformità, il Comitato Provinciale per l’Ordine e la Sicurezza Pubblica inoltrerà la proposta al Viminale.

«In questo modo puntiamo a rafforzare il controllo del nostro territorio al fine di prevenire e contrastare episodi di criminalità che possono minare il senso di sicurezza delle persone, anche per mezzo di una maggiore concertazione con gli organi statali – spiegano il Sindaco Mauro De Lillis, firmatario dell’intesa col Prefetto, e l’Assessore al ramo Ennio Afilani, che aggiungono – le ulteriori risorse che dovessero arrivare consentirebbero di estendere la vigilanza a distanza su gran parte delle aree sensibili del paese.»

Sta per finire la settima edizione di City Camp a Cori (LT)

Iniziato il 2 luglio scorso, a Cori (LT) è tornato per il settimo anno consecutivo il City Camp, la vacanza-studio organizzata dall’Associazione Culturale Linguistica Educational (A.C.L.E.) che si concluderà questo prossimo venerdì 13 Luglio, presso l’asilo nido “L'arcobaleno di Winnie Pooh”. Il progetto mira all’acquisizione della lingua straniera in un contesto di educazione globale, sulla base del fondamento teorico del REAL (Rational Emotional Affective Learning) che vede nel coinvolgimento affettivo, emotivo e razionale del bambino lo stimolo motivazionale ad apprendere, favorendo al contempo anche l’interculturalità.

80 gli iscritti, tra i 5 e i 14 anni, sono a contatto diretto con 9 Tutors madrelingua provenienti da Gran Bretagna, Irlanda, Canada e Sudafrica, ospitati da altrettante famiglie di Cori e 13 Helpers, ragazzi e ragazze tra i 15 ai 18 anni. Il Camp sarà guidato da 2 Camp Directors, Manuela Magliozzi e Lorella Musella, docenti dell’Istituto Comprensivo Statale ‘Cesare Chiominto’, che favoriranno l’intermediazione tra allievi e tutors, creando nei ragazzi quel senso di appartenenza e familiarità necessari a sentirsi accompagnati nella scoperta della lingua e della cultura straniera.

Una full immersion senza studio né compiti, per favorire l’acquisizione spontanea della lingua inglese e migliorare pronuncia, comprensione e lessico. Tanti giochi, gare di ogni tipo, water games alla piscina comunale gestita dall’ASD Giulianello Calcio, teatro, musica, sport. Al termine il ‘Final Show’ dei bambini, in English, in presenza di genitori e parenti. I partecipanti riceveranno l’English certificate A1 e B1 mentre gli Helpers un attestato di partecipazione valido per l’attribuzione di crediti formativi nelle scuole superiori di appartenenza. Tre studentesse del Liceo Statale “A. Manzoni” di Latina svolgeranno presso il City Camp l'alternanza scuola-lavoro.

Manutenzione Aree Verdi da parte dei Cittadini: il progetto del Comune di Cori ottiene il massimo contributo previsto dal bando regionale

20mila euro dalla Regione Lazio per la riqualificazione di parco Fratelli Cervi. Tra gli interventi in programma: pulizia e bonifica, ripristino del camminamento e del manto erboso, allestimento di giochi per bambini e un’area dedicata agli amici cani.

Il progetto per la riqualificazione di alcune zone di parco Fratelli Cervi elaborato dal Comune di Cori e dalGruppo Montagna Sentieri e Natura Onlus - soggetto al quale l’ente ne ha affidato la realizzazione con apposita convenzione - è stato finanziato dalla Regione Lazio con un contributo di 20mila euro, il massimo importo previsto dal relativo bando regionale contenente incentivi a sostegno dei cittadini e delle associazioni che si occupano della manutenzione del verde pubblico urbano.

Gli interventi in programma. La parte alberata pianeggiante e la scarpata necessitano di pulizia e rimozione della vegetazione infestante, con lavori di decespugliamento e bonifica. Sul camminamento che conduce dall’Impero Vecchio a Cori valle occorre reintegrare il passaggio e ricostruirne i margini, con successiva installazione di panchine e cestini portarifiuti. A ridosso dell’abitato e della strada principale, oltre a ripristinare il manto erboso, verranno allestiti giochi per bambini e un’area dedicata agli amici cani.

“Da anni ormai la nostra città può contare sul senso civico di tanti volontari che costantemente si adoperano per la cura e il decoro degli spazi comuni – commenta il Sindaco Mauro De Lillis in seguito alla conferma di finanziamento da parte degli uffici della Pisana – queste risorse sicuramente incentiveranno ancor più la partecipazione e l’impegno di chi da sempre si spende per la comunità anche a proprie spese e il primo obiettivo che abbiamo deciso di attenzionare è uno dei luoghi simbolo della socialità nel nostro paese.