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Comunicati Stampa e Notizie: invio gratuito di Comunicati e News

Archivio giugno 2018

Sta per partire l’edizione 2018 del Carosello Storico dei Rioni di Cori (LT)

Lancette dell’orologio indietro di cinquecento anni, sta per alzarsi il sipario sull’edizione 2018 del Carosello Storico dei Rioni di Cori. Sabato 16 Giugno, alle 21:30, nella storica piazza Sant’Oliva, si svolgerà l’evento che apre ufficialmente la manifestazione: il Giuramento dei Priori.

Come avveniva nel Rinascimento, verranno estratti dalla bussola i nomi dei Priori dei Rioni di Cori che presteranno giuramento di fronte alle autorità comunali. Il Priore è il personaggio più importante all’interno del gruppo di ciascuna Porta e anticamente era un magistrato che amministrava la cosa pubblica. I Priori venivano eletti ogni anno, la prima domenica di ottobre con il “sistema della bussola”, il loro incarico era quadrimestrale e tale elezione veniva poi ratificata dal Consiglio Generale della città.

Sabato, dopo il discorso solenne del Podestà e la nomina e il giuramento delle antiche magistrature, la suggestiva cerimonia proseguirà con la benedizione dei palii (quest’anno realizzati dagli artisti Tommaso Volpini e Alessio Pistilli) e l’investitura dei cavalieri che si sfideranno nelle corse all’anello di domenica 24 giugno (Palio della Madonna del Soccorso) e sabato 28 luglio (Palio di Sant’Oliva).

Sarà questo il primo atto di una rievocazione storica – una delle prime ad essere state ideate nel Lazio - capace di trascinare e coinvolgere contradaioli e turisti, grazie allo spirito agonistico con il quale le tre Porte (Ninfina, Signina e Romana), cioè i rioni della città, si contenderanno i due Palii, preceduti alla vigilia dalle cene propiziatorie e intervallati dalle feste di Porta. Ideata nel 1937 dall’Opera Nazionale Dopolavoro, dall’Ente Provinciale Turismo di Littoria e dal Comune di Cori, essa trae la sua origine dai festeggiamenti che si tenevano in onore della Madonna del Soccorso (seconda domenica di maggio), apparsa a Cori nel 1521, e di Sant’Oliva (prima domenica di agosto), patrona della città fin dal XII secolo. Nel 1992 il Comune di Cori ha istituito un apposito Ente che si occupa in modo permanente di curare la manifestazione.

La Festa di Sant’Antonio da Padova a Cori (LT)

Come ogni anno, la domenica successiva al 13 Giugno (giorno della morte del Santo, 1231), la comunità corese festeggia Sant’Antonio da Padova, il «Martello degli Eretici». Portoghese di nascita (Lisbona, 1195), si trasferì in Italia dove morì (a Padova) dopo una vita di preghiera e penitenza; predicando ed insegnando; convertendo eretici, difendendo gli oppressi e soccorrendo i poveri. Trattava con rigore potenti e notabili che avrebbero dovuto guidare e proteggere i popoli, invece di inseguire il loro tornaconto. Nel 1221 incontrò San Francesco d’Assisi, durante il Capitolato Generale della Pentecoste. Papa Gregorio IX lo proclamò Santo dopo neppure un anno dalla morte.

Cornice delle celebrazioni il 500esco Complesso Monumentale di San Francesco. Chiesa, convento e chiostro furono costruiti in seguito ad un voto fatto dal Comune di Cori a due Frati Francescani intorno alla metà del ‘400, di erigere un monumento in favore del Santo di Assisi, affinché con le preghiere e l’opera dei francescani perdurasse la pace tra le fazioni. Il Convento fu consegnato ai Frati nel 1526, insieme alla Chiesa, che si caratterizza per il suo soffitto in legno a cassettoni dorati, stucchi e quadri di valore; la pala dell’altare maggiore e il coro di noce intarsiato. Tanti i frati che hanno prestato servizio qui, come Frà Silvestro, instancabile questuante e conosciutissimo guaritore di sciatica.

Il programma religioso dei giorni della tredicina prevede, per sabato 16 Giugno, la santa messa delle 18:00 e poi la processione della statua del Santo per le strade di Cori valle, accompagnata dalla Banda Musicale di Frascati. Domenica 17 Giugno alle 8:30 e alle 11:00 le sante messe con benedizione e dono del pane di Sant’Antonio, simbolo della carità e di comunione con la famiglia e i poveri. La tradizione del Pane di sant’Antonio trae origine dal miracolo di Tommasino, un bimbo di 20 mesi affogato in un mastello d’acqua e tornato in vita quando la madre pregò il Santo facendo voto che se avesse ottenuto la grazia avrebbe donato ai poveri tanto pane quanto era il peso del bambino.

A Cori (LT) presentazione del libro "Quello che non sono mi assomiglia" di Gianluca Giraudo

Domenica 17 Giugno, alle ore 17:30, presso la Biblioteca comunale “Elio Filippo Accrocca”, nuovo appuntamento con “Confessioni di uno scrittore”, la rassegna letteraria organizzata dall’Associazione culturale “Arcadia” e dall’Amministrazione comunale di Cori per ascoltare dalla voce degli autori le storie e i percorsi che si nascondono dietro ogni loro opera. Il prossimo protagonista sarà un giovane scrittore, Gianluca Giraudo, che presenterà il suo primo romanzo “Quello che non sono mi assomiglia”, edito da Autori Riuniti. Modera l’incontro Elisa Bernardini.

Ignacio è un uomo di mezza età, padre e marito esemplare, stimato professore. Un giorno, all’improvviso, scompare. Nessuno sa dove possa essere finito: non ne hanno idea la moglie, i figli, le persone che, a vario titolo e in misura e gradi diversi, hanno avuto contatti e relazioni con lui. Tutti si interrogano su questa scomparsa che ha incrinato un equilibrio. L’indagine, le supposizioni, le ipotesi però smuovono qualcosa nelle anime di ognuno dei personaggi costringendoli a fare i conti con la loro esistenza, con nodi irrisolti, lati oscuri e non detti sepolti nel profondo.

“Quello che non sono mi assomiglia” è un romanzo corale, polifonico, che dell’incessante ricerca della felicità fa il suo perno narrativo e la sua poetica. Un romanzo vivido e sospeso, denso di personaggi nei quali non possiamo che riconoscere noi e le nostre scelte; un grande affresco preciso come una fotografia, largo come una carrellata su un paesaggio che si perde all’orizzonte. Nella spirale che condurrà ciascuno al proprio destino, qualcuno si salverà. Gianluca Giraudo, è nato a Cuneo nel 1990; vive e lavora a Roma ed ha un blog personaleposticci.wordpress.com.

Daniele Antares firma il suo terzo libro dal titolo “Il Principe e il Vampiro”

Dopo aver esordito con “Amala come un Re – Manuale del Maschio Alfa per l’uomo antico di oggi” (Youcanprint 2014) e aver proseguito con “Ragazze mie vi spiego gli uomini” (Youcanprint 2017), è uscito il nuovo libro di Daniele Antares dal titolo “Il Principe e il Vampiro”.

Nel primo, Antares ha stilato in otto punti la dottrina dell’uomo esortando il lettore a coltivare la virilità ancestrale e spiegando come affrancarsi dalla condizione matrizzata molto comune oggi, come dedicare la spada alla propria donna, come rispettare ogni donna secondo i valori della Tradizione. Perché l'eccellenza, spiega l'Autore, non è distinguersi da-gli uomini, ma distinguersi fra gli uomini. Non hai bisogno di sfoggiare la tua 'parte femminile' per impressionare le donne: ti basta essere davvero Maschio e Uomo, che contrariamente a quanto sostengono molte signore sui social, non sono affatto due parole opposte. Solo essendo uomo, e maschio, puoi amare pienamente la donna: questo significa "Amala come un Re".

Nel secondo, l’Autore risponde in tutta franchezza alle domande delle donne affrontando temi come la coppia, il sesso, come funzionano i chakra dell’uomo e della donna, cosa pensano gli uomini realmente della cellulite, il vestiario, le corna, spaziando “dalle stelle alle stalle”, ossia dalla Mitologia alla sera dell’appuntamento.

Il terzo volume infine, uscito da poco sempre su Youcanprint, è la raccolta delle poesie di Daniele Antares: quelle contenute nei primi due libri, e alcuni inediti.

Perlopiù in romanesco, ma anche in Italiano corrente, Antares tratta di passione, di uomini e donne, di amici, di cavalleria, di argomenti romantici, comici, guasconi e libertini, nello spirito latino che ama rappresentare.

Il titolo si riferisce alle due poesie "ammiraglie", dalla prima alla più recente, ossia Er Principe Azzuro e Er Vampiro de Roma.

Biografia Daniele Antares

Romano, nato il 29 Ottobre 1984, è psicologo e allenatore marziale. Ha esordito con Amala come un Re – manuale del maschio alfa per l'uomo antico di oggi (Youcanprint 2014), e proseguito con Ragazze mie vi spiego gli uomini (Youcanprint 2017) e Il Principe e il Vampiro (Youcanprint 2018).

Il tema portante delle sue opere è sempre la passione, l'amore, la celebrazione del rapporto uomo-donna, nello spirito latino e della tradizione cavalleresca. Argomenti che l'autore promuove tramite l'attività di saggista e poeta, e con la pratica della meditazione marziale Metramodis, da lui ideata.

Al Portici Science Cafè, l'incontro dal titolo "Anche le cicale sanno contare"

Mercoledì 13 giugno 2018, alle ore 17:30, presso Villa Fernandes (bene confiscato alla camorra), sito in in Via Diaz 144 - Portici (NA), si svolgerà l'incontro del Portici Science Cafè dal titolo: "Anche le cicale sanno contare". Ospite il prof. Guido Trombetti, docente di Analisi Matematica – già Rettore Università degli Studi di Napoli “Federico II”.

È possibile parlare di matematica con un linguaggio semplice ed appassionare il pubblico? Si possono trattare alcuni grandi problemi della matematica con leggerezza? La matematica è un linguaggio universale? Matematica e letteratura: incontro/scontro? Astratta e concreta, ma cos’è la matematica?

Questi alcuni temi al centro dell’incontro che si terrà mercoledì prossimo al Portici Science Café animato come sempre dall’ing. Vincenzo Bonadies.

Guido Trombetti è dal 1980 professore ordinario di Analisi matematica. Ha ricoperto molte posizioni accademiche fino a Rettore dell’Ateneo “Federico II”. Autore di vari testi didattici nonché di libri di racconti e di giochi matematici. Intensa la sua attività per la diffusione della cultura scientifica. È​ stato assessore all’Università e alla ricerca scientifica e Vicepresidente della Regione Campania.

A Cori (LT), Ernesto Galli della Loggia sarà ospite della rassegna letteraria "Confessioni di uno Scrittore"

Venerdì 15 Giugno, alle ore 20:30, presso la Biblioteca comunale “Elio Filippo Accrocca”, nuovo appuntamento con “Confessioni di uno scrittore”, la rassegna letteraria organizzata dalla Libreria Voland, dall’Associazione culturale Arcadia e dall’Amministrazione comunale di Cori per ascoltare dalla voce degli autori le storie e i percorsi che si nascondono dietro ogni loro opera. Il prossimo protagonista sarà Ernesto Galli della Loggia che presenterà il suo ultimo libro “Speranze d’Italia. Illusioni e realtà nella storia dell’Italia unita” (Il Mulino).

Galli della Loggia propone qui il nucleo forte della sua riflessione storiografica: un contributo a ripensare l’intero corso della nostra storia che l’approdo odierno, così intriso di senso di fallimento e di sconfitta, obbliga a ripercorrere.

«...la nostra storia, che fino a non molto tempo fa avevamo il diritto di considerare tutto sommato felice, sembra per mille segni essere giunta invece a un presente (che ormai dura da anni) carico di incognite e di presagi che, sempre di più, felici non appaiono per nulla... Ci serve un’altra storia per tornare ad abitare il futuro.»

Ne emerge il viluppo di contraddizioni che l’Italia unita si porta dietro dall’inizio, cioè da quella «vera e propria cellula germinale» che fu il Risorgimento. Ad esso risalgono infatti non solo tratti strutturali del Paese come il divario Nord-Sud, ma anche caratteri del suo sistema politico come l’assenza di un partito conservatore, l’avversione per il costituzionalismo liberale, una «ideologia italiana» fatta di enfasi sul ruolo degli intellettuali, di populismo e di moralismo, che nutre di fatto tutte le pur diverse culture politiche del nostro Novecento.

Ernesto Galli Della Loggia, storico e giornalista romano, professore universitario ed editorialista del Corriere della Sera, nonché collaboratore di Rai Storia, ha già pubblicato diversi lavori per la società editrice bolognese: «Il mondo contemporaneo» (1982), «L’identità italiana» (nuova ed. 2010), «Tre giorni nella storia d’Italia» (2010), «Europa perduta?» (con G. Amato, 2014), «Senza la guerra» (con M. Cacciari, L. Caracciolo, E. Rasy, 2016) e «Credere, tradire, vivere. Un viaggio negli anni della Repubblica» (2017).

Capalbio ottiene il rinnovo della qualifica di “Città che legge”

Il Comune di Capalbio (Grosseto), ottiene il rinnovo della qualifica di “Città che legge”, il circuito del Centro per il Libro e la Lettura (CEPELL) che promuove e valorizza quelle Amministrazioni comunali impegnate a svolgere con continuità sul proprio territorio politiche pubbliche di promozione della lettura, per il biennio 2018/2019. Capalbio è l'unico comune della provincia di Grosseto a ricevere questo importante riconoscimento.

L’iniziativa promossa dal Ministero dei Beni e delle Attività Culturali e del Turismo, d’intesa con l’ANCI – Associazione Nazionale dei Comuni Italiani, vuole riconoscere e sostenere la crescita socio-culturale attraverso la diffusione della lettura come valore riconosciuto e condiviso, in grado di influenzare positivamente la qualità della vita individuale e collettiva.

Nel 2017 l’esperienza di “Città che legge” ha rilevato un’importante ed incoraggiante partecipazione da parte delle Amministrazioni comunali di tutta Italia alle attività di promozione della lettura.

In tutta Italia i Comuni che hanno dichiarato di possedere i requisiti richiesti e che sono stati ammessi alla qualifica di “Città che legge” per il biennio 2018/2019 sono n. 441, così distribuiti per area geografica: n. 161 al nord, n. 115 al centro, n. 126 al sud e n. 39 nelle isole. L'ottenimento di questa prestigiosa qualifica consentirà alle Amministrazioni comunali ammesse di partecipare ai bandi per l’attribuzione di contributi economici, premi ed incentivi promossi di volta in volta dal CEPELL. L’elenco completo delle città che leggono è consultabile sul sito www.cepell.it

Capalbio, per la seconda volta consecutiva, si conferma tra le città ammesse al circuito “Città che legge”, un segnale di continuità nell'opera di promozione dei libri e della lettura sul territorio che vede il Comune maremmano da sempre in prima linea con azioni significative come la firma lo scorso 12 ottobre del “Patto di Capalbio per la lettura”: lo strumento di governance proposto dal CEPELL a istituzioni pubbliche e soggetti privati, che individuano nella lettura una risorsa strategica su cui investire e un valore sociale da sostenere attraverso un’azione coordinata e congiunta tra i diversi protagonisti presenti sul territori.

Una “Città che legge” garantisce ai suoi abitanti l’accesso ai libri e alla lettura, ospita festival, rassegne o fiere che mobilitano i lettori e incuriosiscono i non lettori, partecipa a iniziative congiunte di promozione della lettura tra biblioteche, scuole, librerie e associazioni e aderisce a uno o più dei progetti nazionali del Centro per il Libro e la Lettura (Libriamoci, Maggio dei libri, In Vitro).

Capalbio, grazie a Capalbio Libri, il festival sul piacere di leggere fa già parte da alcuni anni del network “Le città del libro” del Cepell che riunisce le principali manifestazioni letterarie italiane e le eccellenze nel campo della promozione della lettura. Festival, fiere, saloni che rappresentano modelli e metodologie di promozione della lettura sul territorio, tutti caratterizzati da particolare rilevanza e innovatività.

Sono orgoglioso di questo importante riconoscimento perché testimonia la vitalità della nostra comunità – commenta il Sindaco di Capalbio, Luigi Bellumori – Per noi sarà un ulteriore stimolo a favorire iniziative che facciano conoscere la nostra cittadina come modello per la qualità della vita e l’attenzione verso l’offerta culturale e il piacere di leggere, impegnandoci in azioni concrete come la prossima riapertura della biblioteca comunale di Capalbio”.

Michele Sabatini
michelesabatini@zig-zag.it

Grande riscontro al Circolo Nautico di Torre del Greco per l'evento “La Cultura al Centro”

Grande riscontro ha ottenuto l'incontro “La Cultura al Centro” svoltosi nel tardo pomeriggio dello scorso 6 giugno presso i locali del Circolo Nautico di Torre del Greco (NA). All'incontro, moderato dal giornalista Peppe Iannicelli e dall'artista lirica Patrizia Porzio, erano presenti anche il presidente della Pro Loco torrese Angelo Di Ruocco ed il direttore dell'associazione musicale Jubilate Deo Giuseppe Polese.

Alla call-up culturale ideata da Patrizia Porzio, sono accorse numerose realtà associative locali che hanno esposto alcune proposte molto interessanti per la valorizzazione e la promozione delle eccellenze artistiche-culturali della cittadina torrese.

L’incontro “La Cultura al Centro” si è intervallato da deliziosi momenti musicali con i giovani cantanti lirici Chiara Polese, Martina Sannino, Davide Battiniello, e dal pianista Nicola Polese. All'evento era presente anche il Sindaco di Ravello Salvatore Di Martino.

Libertà, coraggio e amore: "Ritrovarsi", il nuovo romanzo di Raffaele Messina

Un romanzo ambientato tra Capri e Napoli durante i dolorosi anni della Seconda guerra mondiale. Il racconto dell’iniziazione del giovane Francesco alla vita, ai suoi piaceri e ai suoi affanni, in un’epoca e in una società difficili, in cui non era possibile manifestare il proprio credo e i propri valori. È anche la storia di un amore che vince il tempo e lo spazio, e del sogno di un’esistenza vissuta nella pace e nel rispetto degli esseri umani. Ritrovarsi è un inno alla libertà e al coraggio di agire e di amare nonostante le difficoltà che purtroppo fanno parte del cammino dell’uomo. Un romanzo a volte duro, che racconta senza ingentilirli gli aspetti più cruenti dell’occupazione tedesca nel napoletano, riservando un posto particolare alle “Quattro giornate di Napoli” e alle disastrose conseguenze sulla città e sul destino del protagonista.

 

Titolo: Ritrovarsi

Autore: Raffaele Messina

Genere: Romanzo di formazione

Casa Editrice: Guida Editori

Pagine: 176

Codice ISBN: 978-88-6866-390-2

 

«[…] Era come un sovrapporsi di più presenze, misteriosamente esalate, scomparse, trasformate tutte in assenze. Ne restavano tracce evidenti, ma non c’erano più l’imperatore Tiberio e la sua corte, i suoi servi; non c’erano più gli archeologi e i loro operai. Non c’era neanche un custode. C’era lui, Francesco. Intruso, furtivo, e, come tale, anch’egli una presenza-assenza, partecipe dello stesso mistero».

 

Ritrovarsi di Raffaele Messina è un romanzo che accoglie in sé tanti temi importanti, dalla guerra e le sue terribili conseguenze alla difficoltà della crescita e degli anni dell’adolescenza. Attraverso il racconto della vita del protagonista Francesco Nastasi, si ripercorre un pezzo della storia di Napoli durante l’occupazione tedesca nella Seconda guerra mondiale, e della guerriglia urbana portata avanti da coraggiosi cittadini stanchi di essere asserviti a un padrone straniero e violento. Si parla delle dure leggi razziali, dell’illogica persecuzione degli ebrei, della falsità della propaganda fascista e del duro risveglio del popolo italiano dall’illusione di una guerra “giusta”. Nel racconto dei bombardamenti su Napoli si ha una delle immagini più intense del romanzo: quando Francesco e sua madre raggiungono il rifugio antiaereo, una discesa all’inferno per salvarsi la vita, vedono sul muro un graffito in cui è rappresentata una casa circondata da alberi e sotto di essa tanti fili d’erba, che si scoprono poi essere il metodo per contare i giorni di chiusura forzata nel bunker. Un’immagine che contiene in sé la critica a una guerra che ha distrutto vite e identità, e che ha privato gli uomini della sicurezza della casa e quindi della famiglia. Ritrovarsi pone l’accento sulla forza che ognuno trova dentro di sé quando si deve lottare per ciò che è davvero importante. Nel racconto delle “Quattro giornate di Napoli” si assiste alla fedele ricostruzione storica della resistenza dei napoletani, gente normale che ha deciso di non arrendersi e di sfidare un nemico più grande e potente, in nome della libertà. Parallelamente alle vicende storiche, Messina segue da vicino la storia del protagonista Francesco nei suoi tormentati anni dell’adolescenza, raccontandone la maturazione affettiva, sociale, sessuale e politica. Il ragazzo vive il difficile periodo storico che sta distruggendo ogni certezza con un unico, grande punto fermo nel cuore: l’amore per Patrizia. Un rapporto osteggiato dal destino, un amore vissuto a distanza, senza la sicurezza che l’altra stia ancora pensando a lui, senza la sicurezza che ella, di famiglia ebrea, sia ancora viva. Un altro rapporto è ben indagato dallo scrittore: quello pieno di incomprensioni di Francesco con il padre Salvatore. Due caratteri che sembrano opposti e che troveranno un punto di incontro solo quando riusciranno ad andare al di là delle apparenze. È qui che risiede il significato del titolo del romanzo, quel ritrovarsi di due anime, siano esse legate dall’amore tra un uomo e una donna, o dall’amore tra un padre e suo figlio.

Booktrailer del romanzo Ritrovarsi
 
TRAMA. Ritrovarsi è ambientato tra il 1938 e il 1946 sull’isola di Capri e successivamente a Napoli, intrecciandosi con le dinamiche della città nei primi anni della Seconda guerra mondiale e durante la rivolta popolare delle “Quattro Giornate”. Protagonista del romanzo è Francesco Nastasi, adolescente irrequieto preda di un amore incrollabile per una ragazzina ebrea, Patrizia, che scompare con la famiglia per sfuggire alle vessazioni del Podestà di Capri. Messina segue il protagonista negli anni della maturazione, nel contrasto con la figura paterna, maresciallo dei Reali Carabinieri, costretto per servizio a trasferirsi a Napoli, nelle difficoltà d’inserimento in una nuova realtà inasprita dalla guerra, nella stima ritrovata per il padre perduto sulle barricate e nella tenacia del primo amore che non muore mai.

BIOGRAFIA. Raffaele Messina (Catania, 1959) è docente, autore di testi scolastici, saggista e critico letterario. Dottore di ricerca in Italianistica, ha ricoperto gli incarichi di professore a contratto di Letteratura italiana contemporanea presso l’Università degli Studi di Salerno e di Supervisore di Tirocinio presso la S.I.C.S.I - Università degli Studi “Federico II” di Napoli. Attualmente insegna presso il Liceo linguistico “Mario Pagano” e collabora con la rivista L’Espresso Napoli. Ha pubblicato i saggi Il continuo e il discreto nella scrittura di Pirandello (Loffredo, 2009); Letti d’un fiato. Frammenti di produzione narrativa a Napoli e nel Mezzogiorno 2000-2012 (Homo Scrivens, 2013); L’educazione letteraria nella scuola riformata (Loffredo, 2003). Ha curato il recupero di novelle pirandelliane (Alla zappa! Una storia di prete pedofilo, Savarese) e delle opere giovanili di Luigi Compagnone (Gli ultimi paladini e altri racconti, Le avventure della famiglia De Gregorio). Ha esordito nella narrativa con i racconti Prestami la penna! (Premio Rolando 2010) e Muschillo al tempo della crisi (Premio Megaris 2012) ai quali hanno fatto seguito altri racconti apparsi in volumi collettanei. Ha curato le raccolte di racconti Scrittori per la pace (Guida editori, 2017), Le donne di Napoli (Homo Scrivens, 2017), Vecchio sarai tu! (Homo Scrivens, 2018) e ha pubblicato il romanzo Ritrovarsi (Guida editori, 2018).

Contatti

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Storytelling itinerante tra i vicoli di Cori (LT)

Venerdì 8 Giugno si terrà la III edizione di “Se un giorno di Giugno un viaggiatore …”. L’iniziativa, patrocinata dal Comune di Cori, è aperta a tutti e nasce dalla sinergia interdisciplinare tra diversi istituti formativi e culturali del paese: la Società Cooperativa Sociale Utopia 2000 Onlus, l’Associazione culturale Arcadia, l’Associazione di promozione sociale Futuro Digitale, l’Associazione musicale Chitart, Il Circo della Farfalla Onlus, la Compagnia Rinascimentale Tres Lusores, il Laboratorio Martino Antocchi, La Casa del Sole Onlus, il Centro del Sollievo per anziani fragili “Gaspare Bruschini”.

Un viaggio fantastico tra i vicoli di Cori che collegherà cinque punti che simbolicamente rappresentano altrettanti mondi immaginari, contenitori a loro volta di laboratori creativi: archeologia, musica, lettura creativa, danze popolari e artigianatoIl ritrovo è alle ore 16:00 al Tempio d’Ercole. Poi in marcia verso Piazza San Giovanni, Piazza Monte Pio e Piazza della Giudaica. Il gran finale a Piazza Signina, dove alcune attività commerciali offriranno la merenda. Durante il cammino verrà interpretata la storia “Il Mago di Oz”. Scenografie e costumi sono stati realizzati dai ragazzi ospiti delle comunità per minori.

Il titolo del progetto è ispirato al libro “Se una notte d’inverno un viaggiatore”, pubblicato nel 1979 da Italo Calvino, padre della letteratura italiana per l’infanzia, insieme a Gianni Rodari. La progettualità è il risultato di una pluriennale esperienza di condivisione e scambio tra le realtà del territorio coinvolte, la cui collaborazione si concretizza in questa giornata evento. Lostorytelling itinerante è il frutto della lettura creativa portata avanti regolarmente, nell’ambito dell’annuale programmazione didattica, dall’asilo nido comunale ‘Il Bruco Verde’ e dalla Biblioteca civica “Elio Filippo Accrocca”.